On The Move 2014, fiocchi rossi (e non solo) a Padova contro la violenza di genere

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IMG_0141Tappezzare la grigia Padova con oltre 500 nastrini rossi accompagnati dall’hashtag #iorispettoladonna. E’ l’idea che hanno avuto Andrea Giavara, Carlotta Giora, Giovanni Giannotti e Lisa Lazzarotto, quattro studenti del corso di Comunicazione, per sensibilizzare la cittadinanza sul tema della violenza di genere. Armati di pazienza, determinazione e tanto entusiasmo, giovedì scorso i giovani universitari hanno percorso le vie del centro patavino ricoprendolo con i loro fiocchetti.
“Il progetto segue il regolamento del contest On The Move 2014 promosso da Pubblicità Progresso al quale, visti i risultati, parteciperemo sicuramente” racconta Andrea. “E’ stato il professor Montieri, docente di comunicazione pubblicitaria, a illustrarcelo. Lo scopo era quello di promuovere la parità dei sessi tramite varie forme di comunicazione. Noi abbiamo scelto la tipologia dell’evento unconventional per cercare di raggiungere il massimo della visibilità”. L’iniziativa ha avuto riscontri positivi: se ne è parlato, e se ne continua a parlare molto, sui principali Social Network, in particolare Facebook e Instagram, dove ha ottenuto diverse condivisioni e apprezzamenti. Un successo che Andrea spiega così: “Quest’azione ci ha consentito di farci notare senza essere invasivi. Infatti i fiocchetti, che sono di colore rosso perché rappresentano la femminilità, non sporcano e possono essere rimossi molto facilmente”.
Altri studenti di Comunicazione hanno preso parte al contest. Tra loro anche Elisa Bruno, che assieme ad alcune 10177519_249474515260180_3885231701278306664_ncompagne ha aperto sul web la pagina “Le parole sono armi”, dove vengono raccolte in forma anonima le drammatiche testimonianze di donne che hanno subito abusi. “Ci siamo concentrate sulla violenza verbale perché secondo noi è molto diffusa e al tempo stesso poco considerata” chiarisce la giovane. “Il messaggio che vogliamo trasmettere è che di queste cose occorre parlare e soprattutto bisogna avere la forza di reagire. Inoltre nei giorni 10 e 11 giugno abbiamo organizzato un Social Mob: utilizzando gli hashtag #iocelhofatta e #italycan le persone hanno condiviso pensieri, esperienze, idee, insomma tutto ciò che ritenevano significativo sul tema”. Le ragazze hanno realizzato anche un breve videoclip, che trovate a questo link: https://www.youtube.com/watch?v=jeAqFPx1SwI. Katia Maistro, invece, ha creato con il suo gruppo la pagina Facebook “Io dico basta. E tu?”, dove gli utenti (sia donne sia uomini) sono invitati a postare dei selfie accompagnati dall’hashtag #sayno. L’idea è quella di spingere la gente comune a prendere pubblicamente posizione contro la violenza.
IMG_0149In Veneto il quadro dipinto da un’indagine elaborata dall’Istat nel 2006 non è particolarmente positivo: il 34,3% delle donne ha subito abusi nella propria vita, contro una media nazionale del 32%. E in soli tre anni, dal 2009 al 2011, si sono registrate ben 92 vittime tra omicidi (39) e tentati omicidi (53) nell’ambito familiare con una nettissima prevalenza femminile. Numeri preoccupanti, che testimoniano come il problema sia profondamente radicato nel territorio. Per farvi fronte inasprire le pene non basta: occorre anche lavorare sulla cultura, perché la violenza è sempre frutto dell’ignoranza. La speranza, dunque, è che esperienze come queste non rimangano casi isolati, ma vengano messe in atto anche altrove.
Davide Permunian