Festa delle Giuggiole di Arquà Petrarca, parla Scarpon: “Ecco i segreti del mio liquore”

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(foto di: Alessandro Scarpon)
(Foto per gentile concessione di Alessandro Scarpon)

Domenica 11 ottobre ad Arquà Petrarca si svolgerà, tra le due piazze, la 35^ edizione della Festa delle Giuggiole: il centro storico sarà popolato dalle ore 9.00 da espositori (con chiostri di frutta, banchi alimentari e bancarelle di hobbisti) e per l’intera giornata la passeggiata lungo le vie del Paese sarà accompagnata dalle musiche celtiche e medioevali. Presso la Passeggiata Adolfo Callegari sarà presente l’accampamento degli Arcieri Escalibur di Este con dimostrazioni e iniziazioni di tiro con l’arco, intrattenimento con saltimbanco e sputafuoco e la Mostra Pittura Emilia Emo presso la Foresteria Callegari.

Dalle ore 15.00 sarà possibile ammirare le esibizioni della Banda Cittadina, dei Giullari del Gruppo Peraga Medievale in Piazza San Marco e della contrada di Monticelli con sfilata dedicata al Petrarca. Chiusura con coreografia di tamburini in Piazza Petrarca. All’inizio della mattinata aprirà inoltre lo stand della Pro Loco che per tutta la durata della manifestazione farà i panini caldi in stile medioevale con l’immancabile “ombra” di vino. Il tutto terminerà alle 19.00.

(Foto per gentile concessione di Chiara Pesarin)

«Il Borgo del Poeta sta facendo il possibile per promuovere la giuggiola grazie a manifestazioni di promozione e alla presenza di almeno un albero di giuggiolo in quasi tutte le abitazioni del paese. La giuggiola è un frutto antichissimo che ha almeno 4000 anni, ma dimenticato, anche se ha moltissime qualità: possiede una quantità di vitamina C fino a 20 volte superiore rispetto a qualsiasi altro agrume, ha la capacità di purificare il fegato e possiede delle proprietà antitumorali per il cancro alla pelle». A parlare è Alessandro Scarpon Callegaro, che lavora nella propria azienda familiare, l’Azienda Agricola Scarpon, che nel 2007 brevettò e iniziò a produrre il “Brodo di Giuggiole“, un dolce liquore autunnale ormai celebre in tutta la zona, che lo stesso Scarpon ha già avuto l’occasione di presentare, insieme ad altri prodotti, in diverse trasmissioni televisive, come “I soliti ignoti” con Frizzi, “Linea Verde” con Vissani, “Ricette di famiglia” con Mengacci e Michela Coppa.

Impossibile non collegare il nome del liquore al famoso modo di dire. «Al detto “andare in brodo di giuggiole” possono essere attribuite due diverse versioni. Inizialmente era usato per indicare l’ultimo saluto che gli agnellini davano al mondo: quando venivano portati nei mattatoi piangevano e venivano date loro le giuggiole più mature, le più dolci, affinché potessero calmarsi prima della morte. Poi, dalla prima metà del diciassettesimo secolo, il detto venne inserito negli scritti dell’Accademia della Crusca con l’accezione “gongolare di gioia, andare in estasi“».

Ma come si fa il Brodo di Giuggiole? Il liquore viene prodotto con frutta dell’autunno (giuggiole, mele cotogne, melograno e uva) che un tempo veniva messa a macerare. Con questo processo guadagnava qualche grado alcolico, ma serviva come decotto contro i malanni dell’inverno e non era quindi conservabile. «Rispetto alla ricetta tradizionale, abbiamo filtrato questo preparato e aggiunto la gradazione alcolica per renderlo conservabile. L’abbiamo studiato per ben cinque anni prima di arrivare al risultato finale e prima di iniziare a produrlo nel 2007. Abbiamo ridato vita a qualcosa che si pensava essere solo un modo di dire». Il brodo può essere utilizzato fresco (come digestivo o dopopasto), a temperatura ambiente con i formaggi stagionati, caldo tipo punch, addensato sopra la bistecca, sopra al gelato, alla frutta o per fare dolci.

(Foto per gentile concessione di Chiara Pesarin)
(Foto per gentile concessione di Chiara Pesarin)

Il Brodo di Giuggiole ha già partecipato ad alcuni importanti eventi a Milano (servito come aperitivo di benvenuto al Salone del Mobile), a Parigi, in Cina. «In Finlandia sono tre Natali che ce lo richiedono. Il nome del liquore compare anche sul “Golosariodi Paolo Massobrio, un famoso giornalista enogastronomico, che ci promuove da qualche anno». In Italia, invece, è apprezzato soprattutto nel Settentrione. Il Brodo di Giuggiole è stato inoltre scelto, insieme all’Amarone, come prodotto-ambasciatore della Regione Veneto all’Expo: è infatti a Milano dall’inizio della manifestazione e vi rimarrà fino al suo termine.

L’Azienda Agricola Scarpon, nata oltre 25 anni fa dalla passione della mamma di mettere sotto vetro alcuni prodotti, punta ad ampliarsi sempre più, riscoprendo quelli che sono i prodotti di un tempo. «Di progetti futuri ce ne sono parecchi», svela il giovane Scarpon, «ogni anno ci viene qualche idea, ma bisogna vedere se sarà fattibile renderla realtà nell’immediato». Durante la giornata di domenica sarà possibile degustare e acquistare alcuni particolari prodotti dell’Azienda, come il Brodo di Giuggiole, l’Estregone, i cioccolatini al gusto di liquore e le varie confetture.

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