Ferrari Awards, una porta aperta per i giovani

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I ragazzi dei due progetti vincitori (Foto gentilmente concessa da Marco Mammarella)

Il concorso Ferrari Awards nasce con l’obiettivo di offrire a giovani compresi tra i 18 e i 29 anni la possibilità di rendere concrete le proprie idee. Avere dei progetti e una mente brillante purtroppo non bastano e Enrico Menegotto e Stefano Penzo, contitolari della Consulting&Software, ne sono consapevoli. Decidono così di dar forma al Ferrari Awards, che prende il nome da Diego Ferrari, cofondatore della società scomparso nel 2007. Il concorso mira dunque a gratificare i due migliori progetti di impresa nel campo turistico, ambiente, di life quality e smart city con un sostegno economico e formativo, mettendo a disposizione dei vincitori servizi e strutture per sviluppare le loro idee per il valore di 15mila euro.
Il 5 agosto, a Este, presso la sala Convegni dell’Ente Parco Colli Euganei, si è tenuta la cerimonia di premiazione della prima edizione del Ferrari Awards, alla quale siamo stati cortesemente invitati da Marco Mammarella, collaboratore del concorso dal punto di vista organizzativo, del marketing e della comunicazione. Tutti i progetti presentati si sono rilevati interessanti, validi e volti a un miglioramento della qualità di vita, andando incontro ai bisogni della società attuale che ricerca continuamente la comodità, il benessere per se stessi e per i propri cari.
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Foto © Estensione

I progetti vincitori sono due e vengono premiati simbolicamente dalla madre di Diego Ferrari.
Il primo è Wearable, start-up nel settore degli accessori personali e medicali. L’idea consiste nel creare un occhiale su misura. Uno dei tre ragazzi ideatori spiega che, lavorando nel campo dell’ottica, gli si presentano spesso clienti che non riescono a trovare un occhiale soddisfacente e confortevole. L’occhiale proposto andrebbe dunque a incontrare le esigenze e le misure della persona. Il prodotto verrà inoltre confezionato nel rispetto dell’ambiente, utilizzando plastiche riciclate. L’idea è brillante ma ancora in fase di approfondimento, in quanto ci sono vari aspetti da sviluppare, come la parte del software e dei materiali, ed è proprio questo che il premio Ferrari Awards potrà garantire. Due dei ragazzi di Wearable frequentano la facoltà di economia internazionale ed è tra i banchi di corsi come marketing o economia e gestione delle imprese che matura la loro idea. Il terzo componente del progetto cura di più l’aspetto web, sviluppando l’idea sia in forma materiale che immateriale e spiega del tentativo di sviluppare un’app che prenda tramite fotocamera le misure del volto per poi confezionare un prodotto esteticamente e qualitativamente perfetto.
Artup! È la seconda proposta vincitrice e nasce dalla collaborazione tra due giovani ricercatori medici emigrati negli Stati Uniti. Ed è proprio oltre oceano che la loro idea prende forma: i due di mattina lavorano in laboratorio come ricercatori, di sera si dedicano a questo ambizioso progetto. Artup! viene incontro all’esigenza dei giovani artisti come pittori, scultori e fotografi di promuovere le proprie opere. Essendo per loro difficile farsi conoscere dal pubblico, la piattaforma online Artup! metterebbe in comunicazione i giovani artisti con locali adibiti all’esposizione come pub, bar e ristoranti. Molti universitari che frequentano accademie d’arte italiane, per esempio, agli esami presentano opere davvero valide, spiega l’ideatore di Artup!, che poi rimangono fini a se stesse, senza possibilità di essere vendute o esposte. Oltre a garantire visibilità agli artisti l’idea assicurerebbe maggiore affluenza e quindi ricavato economico ai locali in cui le opere verrebbero esposte. Artup! Non è ancora una realtà concreta come Wearable ma le notti insonni nel continente americano verranno premiate dal Ferrari Awards dando la possibilità a questi due giovani di far sentire la propria voce.
Se siete giovani e avete delle idee ma non avete i fondi o le competenze per realizzarle, se avete delle aspirazioni e volete costruirvi un futuro, Ferrari Awards è un’opportunità da non sottovalutare. Che ne dite di partecipare alla seconda edizione?
Sara Berardelli