Venti corpi nella neve: il fascino nascosto del noir italiano

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Foto: noiritaliano.wordpress.com
Foto: noiritaliano.wordpress.com

Quando ho deciso di acquistare questo libro, non mi aspettavo granché. Me l’aveva consigliato un’utente nel corso di un dibattito virtuale su temi letterari. Un genere abitualmente bistrattato dal pubblico di casa nostra, che di norma preferisce i grandi autori d’oltreoceano e i loro thriller ambientati in qualche cupa metropoli degli States. In effetti anch’io pensavo di avere tra le mani un gialletto come tanti: il solito assassino spietato, le solite vittime innocenti, il solito poliziotto che dopo lunghe e faticose indagini risolve il caso e assicura il colpevole alla giustizia. Ho quindi iniziato la lettura con scarsissimo entusiasmo, quasi svogliato, e dopo le prime pagine ero sempre più convinto di aver buttato i miei soldi. Ma poi, a sorpresa, è scattato qualcosa. Piano piano la storia che con tanta superficialità avevo bocciato mi ha trascinato dentro di sé e non ne sono più uscito. I personaggi hanno smesso di essere dei nomi senz’anima e sono diventati uomini e donne. Ognuno con le proprie emozioni, i propri sentimenti e i propri rimorsi. Esattamente come tutti noi.
“Venti corpi nella neve”, romanzo d’esordio di Giuliano Pasini edito da Time Crime, incuriosisce innanzitutto per l’ambientazione: non i grattaceli di New York ma Case Rosse, remoto borgo nel cuore dell’ Appennino tosco-emiliano, sede del più piccolo commissariato d’Italia. Qui, appunto, vive e lavora il protagonista, il commissario Roberto Serra, poliziotto affetto da un misterioso disturbo psichico a causa di un gravissimo trauma subito quand’era ragazzino. Abile investigatore, punta di diamante di una sezione speciale dell’Unità del crimine violento di Roma, ha ottenuto il trasferimento in questo paesello sperduto dove non accade mai nulla proprio per salvaguardare la sua salute mentale. Ma spesso è proprio quando pensi di essere al sicuro che il passato ti viene a cercare. E, nel caso del commissario Serra, lo fa nel modo peggiore. La mattina di Capodanno del 1995 un contadino rinviene i corpi di tre persone brutalmente ammazzate. Tra loro, anche una bambina con il viso spappolato da un’arma da fuoco di grosso calibro. E’ l’inizio di un’indagine delicata destinata a riportare a galla una torbida vicenda risalente alla Seconda Guerra Mondiale, che a Case Rosse tutti vorrebbero solo dimenticare. Tutti tranne Roberto Serra, che per onorare la memoria della piccola trucidata con tanta ferocia deciderà di vederci chiaro e andare fino in fondo. Anche se così rischierà di perdere la propria vita.
Con “Venti corpi nella neve” l’autore ci regala un’opera dallo stile semplice ma efficace, intensa e ben costruita, che ha ben poco da invidiare ai grandi maestri del Noir internazionale. A proposito, per gli appassionati del genere il 3 settembre è in uscita “Il male non dimentica”, terzo capitolo della Trilogia del Male di Roberto Costantini. Un altro romanzo impossibile da lasciarsi sfuggire.
Davide Permunian