RITRATTI D’AUTORE – Diari di Ginepro

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Ginepro è un giovane cantautore italiano, che, citando i MCR, “si esibisce per i passanti, i poveri e i signori”.
Affronta, in particolare, il tema dell’amore, caricandolo di aspetti epifanici e metaforici. Quelle qui sotto esposte sono le note dell’autore, scritte in un periodo molto particolare della sua vita, e narrano in breve della trasformazione di un uomo, avviata da una semplice occasione, che si è trasformata in qualcosa che lui non avrebbe mai aspettato. Ascoltate queste parole, leggete queste sensazioni realmente provate, con la giusta musica, e immaginando la vostra Poetessa.

Diari di Ginepro

Nota n.1 – Fine Novembre

Sono felice. Lei mi riempie di gioia, di serenità: è tutto troppo bello per essere vero. Mi piace veramente, mi ascolta e, sopratutto, mi parla. Ed è bellissima… Non riesco a crederci, non vedo l’ora arrivi il concerto, non vedo l’ora di vederla, di parlarle, di conoscerla. Ma ho paura.
Si potrebbe pensare che non ho nulla da perdere, ma così non è: il mio equilibrio è appeso ad un filo e fallire mi distruggerebbe. Che poi, fallire, non so bene in cosa potrebbe consistere. Non mi son fatto aspettative per questo… Voglio solo trascorrere e farle trascorrere una piacevole giornata.
Per ora lei è un sogno, lei è il diamante che mi ha tirato fuori dal pozzo. Lei è il mio tram.
Quando diventerà realtà ed anche io diventerò reale, cosa accadrà?

Nota n.2 – Primi di Dicembre

Ci siam conosciuti, ci siam baciati, ed è stato un momento stupendo. Ma ora come ora, penso che tutto rimarrà una parentesi… È come un sogno, e comincia ad essere annebbiato… Comincio a svegliarmi. La sua indecisione parla da sola, posso già trarre conclusioni.

Sarei venuto da lei sabato, mi sarei fatto tutta quella strada solo per vederla, per guardarla nei suoi occhi stupendi. Ma lei mi ha detto di no: è impegnata, e non mi ha nemmeno detto i particolari…
Per vederla avrei detto di no a qualsiasi cosa, e lo farei ancora: ho bisogno di lei più di quanto lei ha bisogno di me.
Sento però che il mio equilibrio è più stabile. Perderla mi dispiacerebbe molto, ma ne uscirei integro… Penso. È un dono, e devo prendere solo il positivo. Mi sta dando molto, sono stato fortunato…

Aspetto. Aspetto che lei scopra le carte necessarie per farmi capire cosa fare, come comportarmi. Capire se posso avvicinarmi, se volerla vedere è sbagliato o no. Aspetto, son quasi due settimane ormai, e la mia pazienza ed il mio entusiasmo stanno scemando… Comincio a rassegnarmi. Penso che stia prendendo tempo, per evitare d’esser condizionata da un possibile entusiasmo iniziale, o semplicemente per trovare le parole giuste per scaricarmi. I segnali sono evidenti. Avremmo potuto vederci in due occasioni, ed in entrambe ha detto di no. Posso capire, ma mi dispiace.

Nota n.3 – Metà Dicembre

Si è tutto attenuato. Senza un programma, senza un futuro. Tutto è possibile, e niente è certo: questa situazione porterà ad una fine silenziosa. Ci scriviamo meno. L’ho cercata e ricercata ancora…L’ho desiderata e la desidero ancora. Ma è evidente che lei non ci tiene molto a rivedermi. Non ci tiene a capire, a uscire da questo piacevole torpore. Comincio a rassegnarmi… Silenziosamente appunto. E mi dispiace dannatamente. Ho pensato per un attimo che avrei potuto amare ancora, perché seppur per poco, ho creduto di essermi innamorato di lei. Tutto il mio entusiasmo, le mie emozioni, frenate dalla sua indecisione… Legittima, giusta indecisione. Ma non molto romantica.

Il punto è che non le piaccio abbastanza. Che lei nemmeno per un attimo è stata innamorata di me. Che è troppo bella, troppo impegnata. Posso capire, ma mi dispiace da morire.

Nota n.4 – Fine Dicembre

È tutto finito, la parentesi, chiusa. E per una volta le mie previsioni son state veramente esatte. Aggiungerei un purtroppo. Lei non è la ragazza per me semplicemente perché io non sono il ragazzo per lei. Fanculo la distanza, è solo un pretesto facile.

Con la Poetessa è durata poco e mi ha dato moltissimo. Rimarrà un dono senza alcuna macchia. Alla fine penso di essermela giocata al meglio, non ho rimpianti. Ho fatto tutto quello che ho potuto e se ho fallito è perché non sono, in questo momento, abbastanza. Devo stare prima bene con me stesso. Devo crescere e rafforzarmi. Devo saper poter dare e non solo prendere.

Non rimarrà nel mio cuore, perché non l’ho fatta entrare, anzi, perché non è voluta entrare. Spero non starò male nei prossimi giorni… Spero non mi sentirò solo, abbandonato.

Nota n.5 – L’ultimo messaggio che le ho inviato, forse a Capodanno

Ho pensato a ora, a cosa fare e come prendere la cosa… Intendo, con te. Ed ho pensato a me. Tu mi facevi sentire meglio ma io non stavo meglio. Era tutto un’illusione creata da me, dal mio bisogno di aver qualcuno di “importante”. C’è pace in me ora. Essendo stata una mia illusione ed essendo questa svanita pian piano nel corso di questo mese non c’è stata alcuna frattura. Non c’è dolore quindi non sento il bisogno di rimuovere, di cancellare. Sentirti non mi fa male, ma solo piacere. Per quanto mi riguarda sei una amica e, come ti ho detto, ti voglio bene. La parentesi si è chiusa, ma mi è rimasta un’amica lontana. Mi farò sentire quindi, non tanto quanto prima certo, così, per parlare del più e del meno, per saper come stai… E anche so che per te non sará un peso, perché in te dal nostro ultimo incontro, non è cambiato nulla. Io ero già un amico lontano e nulla più. Sono al punto di partenza ora ma, a differenza di prima, non ho bisogno di nessun tram. Non ho bisogno di nessuno. Sento ora di poter affrontare i miei problemi, i miei squilibri interiori ed esteriori, sento di essere forte e determinato. E questo lo devo a te.

È così che si torna in quella condizione, trovando la canzone che ti fa volare, che ti mostra il suo volto, senza lasciarti tregua, riproponendosi come il più buio ma dolce sogno mai vissuto. Viviamo in un mondo che non lascia scampo, conosciamo ogni giorno persone nuove, e sappiamo che da un momento all’altro tutto questo finirà.
L’illusione e la speranza di poter trovare un punto di riferimento, per dirla alla Battiato, “un centro di gravità”, è forse il sentimento più controverso che l’uomo possa provare: da un lato il perenne annientamento di sé stessi, dall’altro una fusione completa, come quella di due stelle in cielo, che si attirano fino a collassare su stesse. È una cosa affascinante pensare che due corpi possano cercarsi a tal punto da diventare una cosa sola, ed è questo sentimento che porta gl’inguaribili romantici a scrivere, a suonare, a vivere in tutte le maniere possibili. Ciò che provano va oltre il loro cuore, non è trattenibile, è assoluto e metafisico, quasi trascendente, e muta profondamente ogni concezione di una persona.
Forse addirittura questo amore, rientra solo tra gli ideali, come quello di potersi sentire perennemente cullati tra le carezze e la musica, ma immaginario o reale che sia, il risultato è più forte di qualsiasi altra esperienza in vita.
Ginepro ha voluto raccogliere ciò che scrisse nel suo punto di svolta. In quel momento ha scoperto che c’era altro, che nonostante la fine di un amore, c’era altro, e che lui, forse, si era perso molto.
E così, in accordo con l’autore, tutti devono vivere innamorandosi, perché solo provando una stretta al cuore, e sentendo le gambe più rigide e fragili di un ramo ghiacciato dall’inverno, si cresce, consapevoli che ogni parola detta, ha un senso, perché qualcuno in questo mondo aspetta solo di sentirla.

Con affetto
Ginepro, a cura di Eugenio Bellon