Per i Carraresi una rassegna teatrale tutta in dialetto

328
(Fonte immagine: www.propostateatrocollettivo.it)
(Fonte immagine: www.propostateatrocollettivo.it)

«Da ottobre a dicembre, ogni quindici giorni, potremo ritrovarci tutti a teatro» dichiara la consigliera Alice Carpanese. Lo scorso venerdì 25 settembre si è conclusa la rassegna musicale settembrina ma le attività culturali in programma a Due Carrare non finiscono. Il Comune ha infatti patrocinato una rassegna teatrale, organizzata dall’Associazione Auser A.L.A.S.C.A.: cinque piéce teatrali e una serata musicale che si terranno alle 20.30 presso la sala consiliare, nella Casa dei Carraresi.

Il sipario si aprirà sabato 3 ottobre con la commedia:“’Na fameja soto spirito”; la Compagnia “Teste toste” di Cadoneghe proporrà la storia della famiglia Malasorte che si trova ad affrontare ambigue apparizioni che sembrano infestare la loro casa. Si prosegue sabato 24 ottobre, con la “Proposta Teatro Collettivo” di Arquà Polesine e la commedia “La badante de Costante”: Arcadio, pur essendo sposato, cercherà di adescare la giovane Galina convincendo il vecchio padre ad accoglierla in casa come badante. Sarà poi la volta della della compagnia “Amici del Teatro Veneto” di Cartura, che sabato 14 novembre inscenerà “I pelegrini de Marostica”: il capo dei pellegrini, recatisi in visita papale, non sa resistere alle tentazioni della carne ma la moglie, con le pettegole del paese, guiderà una rivolta contro di lui. Quindici giorni dopo, sabato 28 novembre, la compagnia “El Zinquantin” di Urbana proporrà “El pan ze bon da rendere”: Pina e Flora, zitelle tirchie e acide per natura, ambiscono a sposarsiel scarparo Toni, astuto scapolo che punta alla loro dote e prende al volo l’occasione.

Ad impreziosire la rassegna teatrale venerdì 11 dicembre si svolgerà una serata lirica con il Coro del Teatro Verdi di Padova, forte di una prestigiosa attività quasi cinquantennale. La rassegna teatrale si concluderà sabato 19 dicembre con la commedia “No ghe meto lengua”, messa in scena dalla compagnia “Ospedaletto ci prova”: è la storia di una donna che, desiderando la maternità, crea un intricato complotto del quale il povero maschio “capofamiglia” sarà tenuto all’oscuro.

Ottorino Colmo, presidente dell’Associazione A.L.A.S.C.A., racconta: «Abbiamo imperniato le serate sul nostro bel dialetto e scelto commedie che possano far ridere e riflettere assieme» e a tal riguardo il sindaco Moro, conclude: «La cultura si fa anche tenendo vivo il linguaggio dei nostri padri».

Salva Articolo

Lascia un commento