Neon Genesis Evangelion

0
171

Immagine

“Senza conoscere altre persone

 non è possibile né tradirsi

 né ferirsi l’un l’altro.

Però non è neanche possibile dimenticare la solitudine.

Gli esseri umani non potranno mai affrancarsi dalla solitudine.

Del resto ogni uomo è comunque solo.

Ed è soltanto poiché è possibile dimenticarlo

 che gli uomini riescono a vivere.”                                                                                                                                                                                                                                                                                      Kaworu Nagisa a Shinji Ikari

Neon Genesis Evangelion, o più semplicemente Evangelion, è un progetto nato dallo studio Gainax nel 1997 e concretizzatosi nella realizzazione di un manga, a opera di Yoshiyuki Sadomoto e una seria anime diretta da Hideaki Anno.

L’opera, che si legga su carta, o si guardi su pellicola, è considerata un vero e proprio cult generazionale, e dopo più di un decennio dalla sua conclusione, continua a raccogliere centinaia di fan di ogni età in tutto il mondo.

TRAMA: La trama di Evangelion è strutturata su diversi livelli: non vi sia un’unica storia principale, ma piuttosto un’intricata matassa di vicende che si snodano con il protrarsi degli eventi.

La storia inizia nell’anno 2000 con una misteriosa e gigantesca esplosione (denominata Second Impact) che distrusse completamente il polo sud, causando terremoti, inondazioni e cataclismi di ogni genere che portarono la razza umana sull’orlo dell’estinzione.

L’agenzia segreta Nerv, che venne incaricata di indagare sulle cause dell’accaduto, scoprì che la causa dell’esplosione era un essere gigantesco dai poteri divini che chiamarono Adam, ma la scoperta peggiore fatta dalla Nerv fu che Adam aveva avuto una progenie, che avrebbe provato ad annientare il genere umano appena fosse stata pronta.

Nacque così il Progetto E, un tentativo di ricreare e imbrigliare il potere di Adam, in modo da poterlo sfruttare a vantaggio del genere umano: nacquero gli Evangelion, organismi bio-meccanici unici al mondo e i soli in grado di scongiurare l’imminente apocalisse…

Ma gli “Eva” avevano bisogno di sincronizzare la mente e il corpo con quelli di un pilota con un cervello abbastanza giovane e flessibile da ospitare una differente natura dentro di sé.

Quindici anni dopo il Second Impact, Shinji Ikari, giovane pilota di Eva, cerca di contrastare l’invasione dei figli di Adam, chiamati Angeli, e al contempo destreggiarsi con la vita di ogni comune adolescente, fatta di difficili rapporti con i genitori, primi amori e amicizie.

Alla ricerca di sé stesso e di una propria personalità, Shinji cerca di valicare il confine che divide l’infanzia dall’adolescenza e di arrivare a comprendere la natura degli esseri umani intorno a lui.

Il suo cammino sarà costellato di difficoltà, non soltanto come pilota di Evangelion, ma soprattutto come persona, come uomo. Ad aiutarlo ci saranno altri piloti come Rei Ayanami, ragazza introversa e schiva, quanto misteriosa; Asuka Soryou Langley un’adolescente di origini tedesche che sembra una vera forza della natura, ma nasconde una grande fragilità interiore e Misato Katsuraghi, tutrice di Shinji e suo mentore personale.

Insieme a loro il nostro protagonista maturerà e scoprirà i segreti più oscuri che la Nerv nasconde sul Second Impact e sull’origine degli Evangelion.

COMMENTO: cercare di spiegare di Evangelion a qualcuno che non lo ha mai letto o guardato è un’impresa assai ardua, a causa dell’elevato livello di difficoltà dell’opera; infatti si è molto dibattuto solamente per cercare di classificarla, dato che tocca molteplici generi, tra cui il post-ciber punk, quello psicologico, quello filosofico e nondimeno il post-apocalittico. Cercherò comunque di fare del mio meglio per spiegare di cosa parla il più chiaramente possibile, senza addentrarmi troppo nei dettagli.

Come ho cercato di spiegare nella sezione precedente, la storia di Evangelion si sviluppa essenzialmente su due piani: la trama di base è semplice; racconta gli eventi della comparsa di Adam e degli Angeli, e dei tentativi della Nerv di ostacolare la loro avanzata; anche se a complicare le cose subentrano complotti e organizzazioni segrete con misteriosi obiettivi.

Il secondo invece riguarda la storia personale dei personaggi: la loro vita, loro sentimenti, gli amori e le paure… ed è questo che fa di Evangelion un’opera unica nel suo genere!

Ogni personaggio che appare risulta talmente ben caratterizzato da rasentare la perfezione. Inoltre i piani narrativi non sono separati, ma continuano a intrecciarsi e a creare crescente suspance in un’escalation adrenalinica che culmina in un finale a dir poco incredibile!

E in tutto questo caos il personaggio di Shinji svetta, mostrandosi non come il tipico eroe di un fumetto, ma come un vero e proprio antieroe novecentesco: debole, privo di fiducia in sé stesso, e un vigliacco. Questo suo atteggiamento lo riempie di paure che arrivano perfino a paralizzare il personaggio, rendendolo del tutto inerme dinnanzi allo scorrere degli eventi.

Evangelion quindi non è il solito manga, come non è assolutamente il solito “mecha”! rappresenta più uno specchio della società moderna, carica di insicurezze e paure, ma soprattutto solitudine. È la solitudine che attanaglia i cuori delle persone, facendole chiudere in sé stesse e portandole a ferirsi l’un l’altra; ma la solitudine del resto è causata dalla paura, paura di essere feriti dal prossimo. Qual è quindi la soluzione proposta dall’autore al problema presentato?

La risposta data da alcuni dei personaggi è una totale e letterale rivoluzione del corpo, della mente e dell’intero genere umano; un’unione collettiva tutti gli esseri viventi in un unico essere.

Tuttavia Sadomoto è conscio del fatto che questa non è solo una conclusine del tutto fantastica (e dunque irrealizzabile) ma anche la via più semplice, in quanto non porta alcuna crescita individuale.

La domanda fatta appare dunque senza alcuna risposta concreta; ciononostante sia nell’autore, che nel giovane Shinji resta aperta una piccola breccia, che porta con sé una grande speranza: quella che un giorno gli esseri umani giungano a comprendersi tra loro senza più ferirsi reciprocamente.

Andrea Pettenuzzo