Naruto: The End

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naruto-wallpaper-hd-android-wallpaper-hd-downloads-anime-images-naruto-wallpaperC’era una volta uno spirito malvagio dalle sembianze di una gigantesca volpe a nove code. Con il solo movimento delle sue code la volpe poteva provocare frane e maremoti.

Per far fronte a quello spirito la gente invocò l’aiuto dei ninja. Uno solo di quei ninja, a costo della propria vita, riuscì a imprigionare quello spirito… Quel ninja era il Quarto Hokage

 

Con queste parole il mangaka Masashi Kishimoto diede inizio nel 1999 a quello che diventerà uno dei manga più conosciuti di sempre, stiamo parlando ovviamente di Naruto.

Perché scrivo questo articolo? Beh come certamente alcuni di voi sapranno ora le avventure di Naruto sono giunte al termine, e io ho pensato che valesse la pena perdere un po’ di tempo a spiegarvi come mai questo manga mi ha appassionato così tanto in questi anni.

Come molti coetanei ho conosciuto Naruto al primo anno delle superiori, quando Mediaset decise di mandarlo in onda per la prima volta; fu amore a prima vista (amore platonico s’intende!). La determinazione e la tenacia con cui Naruto era capace di portare avanti i suoi ideali e il suo “credo ninja” furono davvero d’ispirazione per me e dopo poco tempo mi ritrovai un accanito lettore del manga.

Appresi così che Naruto era un emarginato, nessuno voleva essergli vicino perché dentro di lui era sigillato un mostruoso demone a forma di volpe, che anni prima portò morte e distruzione nella nazione di Konoha. Subito la mia empatia per questo ragazzino crebbe, e con essa anche il desidero di riscatto e il bisogno di accettazione che lo stesso Naruto provava.

Capii che il suo sogno era quello di diventare Hokage, il ninja più forte del villaggio, amato e rispettato da tutti; tuttavia Naruto dovrà intraprendere un lungo percorso di formazione per capire cosa significa davvero essere un Hokage.

Pian piano Naruto è cresciuto con me: settimana dopo settimana, capitolo dopo capitolo, anno dopo anno; nonostante sia io che lui diventassimo sempre più grandi, e i miei impegni sempre più stringenti non riuscivo a rinunciare a quel quarto d’ora a settimana, capace di riportarmi nel pieno della mia adolescenza e farmi sognare con le avventure di quel giovane ninja.

Il cammino di Naruto è stato lastricato di intesi allenamenti per perfezionarsi, amicizie complicate, ma soprattuttomessaggi importanti, come quello lasciato dall’antagonista principale del manga: Madara Uchiha:

Questo mondo è pieno di cose che non vanno come vorremmo. Più a lungo vivi, più ti accorgi che la realtà è fatta solo da dolore, sofferenza e vuoto. In questo mondo, ovunque ci sia una luce c’è anche un’ombra. Finché il concetto di “vincente” esisterà, ci sarà anche quello di “perdente”. L’egoistico desiderio di mantenere la pace scatena le guerre. E nasce l’odio per proteggere l’amore.”

 

Ed è proprio quel dolore e quella sofferenza che Naruto ha imparato a conoscere così bene (prima come orfano, poi quando è stato privato degli affetti del suo maestro Jiraiya) che si trova ad affrontare e a combattere. Naruto alla fine diventa l’unico capace di farsi carico non solo del suo dolore, ma anche di quello di tutti gli altri.

 

Ora, dopo 15 anni dalla sua comparsa, Naruto ha finalmente raggiunto il suo obiettivo di diventare Hokage; dal canto mio non posso fare altro che augurare il meglio a questo vecchio amico, e salutare con affetto quest’altro piccolo pezzo di gioventù che se ne va…

 

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