Neil Young. Harvest, perché il “rock’n’roll can never die”

0
132

20140205-125345.jpg

“Rock’n’roll can never die”. Lo urlava Neil Young nel lontano 1979 incarnando tutte le sfaccettature dell’anima rock del tempo. Un artista che per più di quattro decenni rimane un faro nella luce per i contemporanei, un vero e proprio punto di riferimento. La forza di Young sta nella versatilità, un uomo appartato capace di passare con disinvoltura dalla quiete della ballata acustica alla cavalcata rock. Dal country al garage-punk, dal rock’n’roll al pop, dal soul fino ad arrivare al blues. Con la propria voce nasale e acuta, con la sua chitarra sporca, con la sua armonica, con i suoi testi introspettivi Neil Young si è conquistato (meritevolmente) il posto d’onore.

“Harvest” si rilevò il capolavoro di Young ricevendo enorme successo grazie a canzoni come “Old Man”, “Heart of Gold” e “Alabama”. Viene definito uno degli album più significativi della discografia di Young e venne considerato tra i cento più belli capolavori della musica per il noto magazine RollingStone. Sotto l’etichetta Reprise Records, l’album vanta di grandi collaborazioni artistiche come gli amici e colleghi Graham Nash, David Crosby, e James Taylor che attribuirono ad Harvest un grande contributo oltre che artistico anche umano.

Il viaggio sonoro si apre con una splendida ballata acustica, “Out On The Weekend”, che riprende una dolce malinconia amorosa. “Harvest” è il secondo pezzo, il quale rispecchia la dolce ballata country, molto simile al pezzo precedente, incentrandosi sempre su un amore idilliaco trattato spesso da Young all’interno dei suoi album.

Con “A Man Needs A Maid” il discorso si fa più personale. Young canta il suo amore verso Carrie(l’attrice di “Diario di una casalinga inquieta”) affermando di essersi innamorato, durante la proiezione del film, di questa “splendida creatura”. Musicalmente il pezzo è spettacolare caratterizzato da una dolce ballata pianistica scandita da un solenne sottofondo orchestrale (partecipò alla collaborazione la London Symphony Orchestra).

Arriva il suo momento. Entra in scena la meravigliosa “Heart Of Gold”, in testa a tutte classifiche di mezzo mondo. Forse la più bella ballata, una vera e propria pietra preziosa della musica.
“Stavo parlando con il predicatore, diceva che Dio è dalla mia parte, poi ho incrociato il boia, che diceva “è ora di morire”
Il classico pezzo da ascoltare da soli, magari guardando verso l’orizzonte o guidando verso un tramonto estivo. In questo brano c’è tutto Neil Young, l’armonica, la chitarra acustica, la sua magica voce, la una sensazione di pace interiore, un mix perfetto.
Altro pezzo e altro capolavoro, “Old Man”, altra ballata acustica che coinvolge, ma in questo caso Young cambia il tema. Ascoltando l’album abbiamo incontrato brani che trattavano principalmente d’amore, argomento “commerciale”, ma con “Old Man” troviamo la tematica “impegnata”, trattata dal canadese da sempre con grande sensibilità. Si tratta di un confronto. Tra la vita di un giovane e quella di un vecchio arrivando alla conclusione che entrambi hanno gli stessi bisogni.

Il pezzo che segue è “Alabama”, inno antirazzista, poiché per il canadese l’Alabama si macchiò di crimini indelebili. Questo brano provocò un litigio con i Lynyrd Skynyrd, che successivamente difesero l’Alabama con “Sweet Home Alabama”.

Le canzoni, per lo più, parlano d’amore, ma con vistose eccezioni, come un altro capolavoro dell’album “The needle and the damage done”, “Ho visto l’ago e il danno subito, ce n’è una parte in tutti noi, ma ogni drogato è come un sole al tramonto” straziante racconto di un amico che si sta perdendo nella droga.

Young é capace quindi di scrivere, cantare, suonare, senza mai smettere di coinvolgere l’ascoltatore. Un artista unico con la sua originale camicia in flanella e la sua continua innovazione e versatilità. Questo a parer mio è un capolavoro, un cd immancabile per ogni amante della musica.

Travain Marco