MUSICA – Steven Wilson

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s.wilson

” One of the wonders of the world is going down
It’s going down I know
It’s one of the blunders of the world that no one cares
No one cares enough ”

Steven Wilson, nato a Londra il 3 novembre 1967, è un compositore e produttore inglese. Il suo amore verso la musica nasce ben presto, alla tenera età di otto anni; passa ore e ore ad ascoltare i dischi dei genitori:quelli che più lo segneranno sono The Dark Side Of The Moon dei Pink Floyd e Love to Love You Baby di Donna Summers. Il primo porterà il giovane Wilson verso il progressive rock, sperimentale e psichedelico, il secondo ispirerà il suo gusto per il groove, che caratterizzerà in particolare uno dei suoi numerosi futuri gruppi, i No-Man. Pochi anni dopo sarà forzato dai genitori allo studio della chitarra, che abbandonerà non molto tempo dopo, proprio perché non sopportava che le lezioni fossero un obbligo. All’età di undici anni comunque, riprenderà in mano lo strumento, cominciando qui la sua storia di musicista sperimentatore, chitarrista e anche cantante.

I Porcupine Tree, importante progetto di Wilson, nascono nel 1987, inizialmente con una formazione a due assieme a Malcolm Stocks, divengono una band a tutti gli effetti solo alla fine del 1993 dopo la pubblicazione del secondo album, Up The Downstair; i nuovi membri sono Richard Barbieri, tastierista, Colin Edwin, bassista e Chris Maitland, batterista. Attualmente il gruppo è composto dagli stessi Wilson, Barbieri, Edwin e dal batterista Gavin Harrison, entrato a far parte del progetto nel 2002.

E’  proprio nelle produzioni dei Porcupine Tree che trovano riscontro molte delle influenze del loro frontman, la loro impronta progressive e psichedelica rimanda direttamente al quell’album che molte volte Wilson ha ascoltato con adorazione, il suddetto The Dark Side Of The Moon. La musica del Porcupine Tree è spesso etichettata come malinconica; è lo stesso cantante ad ammettere che la stessa musica è il suo personale metodo per incanalare i sentimenti negativi, afferma di trovare meno difficoltà a scrivere canzoni riguardo il lato negativo del mondo, piuttosto che ispirandosi a quello felice e positivo. Un fatto fondamentale dei lavori dei Porcupine Tree è che ogni pezzo suona come qualcosa di unico, ogni pezzo è unico abitante del mondo in cui “vive”, ognuno ha una sua spiccata personalità che non può essere confusa con le altre.

Una delle meraviglie del mondo sta scomparendo, è uno dei drammatici errori dell’umanità di cui a nessuno importa abbastanza. Così recita il ritornello di “The Sound of Muzak”.

Carlo Pettinato