MUSICA – “Carioca”: il jazz secondo Bollani

0
119

Bollani_manifesto_CARIOCA

La vita è un po’ come il jazz… è meglio quando s’improvvisa.”

George Gershwin

Così George Gershwin, compositore e pianista statunitense, definisce il jazz:  un genere dove l’estemporaneità è tutto, e i vari modelli canonici della composizione vengono accantonati per prestare attenzione alla creatività del musicista, che riesce a trasmettere emozioni ininterrottamente.

Sono passati ormai molti anni da quando il grande maestro Gershwin compose Rapsodia in Blu (Rhapsody in Blue), attualmente il pezzo jazz più eseguito nelle orchestre di tutto il mondo. In tutto questo tempo il jazz ha attraversato cambiamenti epocali, iniziando da Chicago attorno gli anni ’30, dove esplose la musica jazz con la tromba di Louis Armstrong e il piano del giovane Duke Ellington. In quel periodo la diffusione della musica jazz avveniva specialmente grazie alle orchestre, le quali intrattenevano, con i loro ritmi swing e la loro capacità di creare atmosfere soul, tutti gli abitanti di una New York che ha offerto un contributo immenso alla musica con i primi locali jazz.

Gli anni passano velocemente, tra bicchieri di whisky, sigari alla mano e una dolcissima e rasserenante musica jazz, fino ad arrivare agli anni ’60-’70 caratterizzati da esponenti come Gil Evans, Miles Davis, John Coltrane, Lennie Tristano, Paul Desmond, John Lewis. Questi elaborarono l’idea del jazz proponendo creazioni innovative, dando vita a diversi stili come il bebop, l’hard bop e incentrando il proprio genere nell’improvvisazione con lo scopo di trasmettere emozioni mai stimolate precedentemente.

Attualmente il jazz continua con il suo obiettivo di far innamorare sempre più persone a quest’arte dei suoni razionale ma allo stesso tempo innovativa e aperta a nuove collaborazioni artistiche.

Infatti, negli ultimi anni sono nate interessanti cooperazioni tra diversi generi musicali, dove si incontrano vari generi come il rock-jazz, classic-jazz e l’unione di musiche come la bossa nova. Proponiamo infatti un disco del famoso pianista Stefano Bollani, Carioca, caratterizzato da influenze di bossa nova, samba e choro.

Il disco è nato da un evento del 2006, anno nel quale Stefano Bollani viene invitato al festival di Rio de Janeiro su iniziativa dell’amico Alberto Riva, giornalista e esperto di musica, dove quindi si avvicina a questa musica brasiliana che poi riproporrà in jazz.

Bollani rivede autori storici del choro e della samba come Nelson Cavaquinho e Chico Buarque e affronta brani della nuova generazione di autori di Rio de Janeiro come Monica Salmaso e Zè Renato.

L’ album si immerge nella tradizione brasiliana, da Ary Barroso a Moacir Santos, con tutta la sua limpidezza gioiosa-malinconica e presentando brani di una difficoltà notevole nella parte ritmica come ‘Tico tico’. Altri singoli che hanno attirato la mia attenzione sono ‘Luz negra’, ‘Choro sim’ con la loro purezza e la capacità di coinvolgere l’ascoltatore.

Il disco è imperdibile sia per gli appassionati di jazz sia per i cultori di samba e bossa nova. Bollani in questo album riesce ad arrangiare e suonare a modo suo questi generi musicali che in Italia non sono molto conosciuti, ma che meriterebbero più attenzione.

Giudizio: 7,5

Marco Travain