Museica, il museo del Capa

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È tornato. Ormai sono quasi 15 anni che il nome di Caparezza fluttua nei discorsi dei buoni appassionati di musica. Inizialmente nei suoi primi lavori si poteva notare un forte interesse (giustificato) verso tematiche attuali e politicizzate, inserendo sempre una pungente e sottile satira come segno distintivo del suo stile. Con il passare del tempo invece, si nota che l’interesse politico si è spostato verso una rotta più personale, verso nuovi sentieri più nascosti, verso le passioni più sfrenate dell’artista ottenendo risultati sempre convincenti.

Il progetto Museica nasce alla fine del tour del “Sogno Eretico”, in una gita ad Amsterdam dove il rapper di Molfetta rimane impressionato dal quadro di Van Gogh, “Natura Morta con Bibbia”, il quale gli offre l’ispirazione per il primo singolo dell’album “Mica Van Gogh”. Avendo scritto il primo brano, i lavori in corso iniziano e parte la composizione del sesto album, Museica.

L’album è impostato come fosse un’audio guida di un museo, del museo Caparezziano. Qui si spazia da Van Gogh alla merda d’artista di Manzoni, ogni opera artistica viene associata a singoli eterogenei che spaziano dalle schitarrate rockeggianti di “Argenti Vive” a testi ardui e ballate classiche di pianoforte come “China Town” o “Giotto Beat”.

Nell’album artistico troviamo ben 19 canzoni dove la loro bellezza non va semplicemente ascoltata ma testualmente “inquadrata”. Questo “Museica” sembra fatto per essere “visitato”, vista anche la complessità di certi passaggi musicali e testuali dove il messaggio non arriva all’ascoltatore direttamente, ma necessita di un’analisi più accurata del solito. (Il solito Caparezza che ci fa lavorare)

Quindi ogni singolo dell’album prende spunto da una determinata rappresentazione, il rapper pugliese cerca di reinventare la modalità d’espressione artistica attraverso composizioni audaci e contemporanee, come accade in “Compro Horror” ispirato dai tagli sulle tele di Fontana che hanno suggerito all’artista di immergersi nel testo sulla crudeltà pubblicizzata in tv.

Con “Giotto Beat” è stato evocato lo spirito di Giotto che ha inventato la prospettiva, trasmettendo un messaggio profetico dove per combattere la grande disillusione generale sono disponibili più alternative, più prospettive appunto. La politica, l’arte, la musica, tutte alternative che suscitano un “movimento” all’uomo che necessita di ciò per evolversi e per identificarsi all’interno di un mondo confuso e disordinato.

“Cover” è il pezzo più personale, si tratta di un viaggio lisergico di un artista che parte dalla sua nascita, passa attraverso il successo discografico fino ad arrivare al suo decadimento come musicista. Questo concetto è stato sviluppato in maniera pressoché perfetta attraverso le copertine di album che più hanno influenzato il lavoro del Capa in questi anni. È un’espressione d’affetto per la musica e per gli stessi album elencati all’interno del singolo.

“China Town” (in stile ballad) è una vera e propria canzone d’amore, il soggetto questa volta non è però la solita donzella acerba, ma la china, l’inchiostro. Un amore per la scrittura necessario per vivere.

“Avrai ragione tu” tratta invece della radicalitá delle proprie convinzioni, affrontando l’argomento del confronto e dell’incapacità di dialogare con ali altri. Critiche a noi stessi. Il Capa ci bacchetta anche nel brano “Figli d’Arte”, dove viene costruita una lucida critica sul giudizio che incombe continuamente nella società attuale. Sarà però l’ascoltatore a ricavare i consigli giusti (e nascosti) del maestro pugliese nel valutare il mondo che ci circonda.

Concludendo grande merito a Caparezza che azzecca, senza banalità, il suo scopo. Divertirsi, esprimere le sue idee e innovarsi sempre, senza rimanere intrappolato nei confini della musica contemporanea.
Qual è il messaggio di questo album? Cosa ci trasmette quando finiamo di ascoltare, ancora carichi e energici, tutte le tracce di Museica? Oltre ai vari argomenti specifici sempre ben studiati e sottili penso ci sia un messaggio “complessivo” da ricavare da questo disco. La cultura può salvare l’uomo. La cultura intesa non solo didattica ma come curiosità, passione per l’immaginazione. Una sorta di droga legale necessaria per noi poveri tossici di quotidianità e superficialità.

Viva la musica, viva l’arte, viva la cultura. Viva Museica.

Voto: 8,5

Travain Marco