mercoledì 11 Dicembre 2019
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L’elettronica dei Darkside

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Nicolas Jaar, giovane producer musicale, proviene dalla deep music e nel 2008 esordisce con il primo Ep con “The Student” per l’etichetta elettronica “Wolf Lamb Music”. Fin da piccolo Jaar scopre la musica colta grazie al padre, famoso film maker cileno, avvicinandosi alle composizioni di John Cage e all’improvvisazione jazzistica di Keith Jarret. Ma l’inizio musicale di Jaar è fortemente condizionato dal lavoro di Riccardo Villalobos, particolarmente dall’album “The au harem d’Archimede” che lo avvicina a produrre e comporre musica ricercando un’armonia di suoni più personale.

“Mi sono appassionato al mondo delle produzioni elettroniche perché mi sembrava un genere abbastanza avveniristico e libero. Prima di iniziare a lavorare con le macchine, improvvisavo al pianoforte, ma non sono mai stato un bravo pianista. Penso che nel mondo elettronico ci siano tante barriere da abbattere, combinazioni sonore che aspettano di essere trovate, emozioni da esprimere”. Idee chiare e obbiettivi brillanti. Ha così inizio la carriera di Nicolas Jaar come beatmaker.

Il secondo lavoro, ”Space Is Only Noise”, rappresentò un esperimento per lo più strumentale di synth-pop techno con l’inserimento di un pianoforte jazz anemico come sottofondo. L’album è un malinconico connubio tra elettronica minimale e una vena soul/jazz sentimentale, un lavoro razionale, concreto, melodico che fa ballare sotto i 100/70 bpm. Una musica dance riflessiva come l’ipnotica “Keep Me There” definita dallo stesso Jaar come elettronica concettuale.
“Cerco di fare musica nel modo più onesto, non mi piace distribuire caramelle, semmai regalare stati d’animo. Di solito cerco di dare qualcosa al pubblico, lo trovo più importante che compiacere se stessi”.

Dopo il tour promozionale di “Space Is Only Noise” era chiara l’intenzione del producer newyorkese di allontanarsi dalla deep che lo aveva svezzato per avvicinarsi ad appassionanti collaborazioni psych/elettroniche. Nasce così nel 2011, a Berlino, un nuovo progetto con l’amico e chitarrista on stage Dave Harrington che porterà alla formazione dei Darkside. L’8 ottobre 2013, dopo tre anni di varie performance (si esibiscono anche per Boiler Room) e dopo il remix dell’album Random Access Memories Memories dei Daft Punk rivisitato in un ottica più blues, viene pubblicato il primo album del duo, “Psychic”.

Il camaleontico eclettismo musicale di Jaar e la passione del polistrumentista Dave Harrington hanno portato alla produzione di un gioiellino di rara bellezza. Si sta trattando di un disco elettronico che vira verso qui territori intelligenti e raffinati, trascurando volutamente le classifiche di Mtv. Una scelta azzardata ma a conti fatti una scelta vantaggiosa . “Inizialmente pensavamo di lavorare a un disco dance poi a un disco rock, ma abbiamo fallito entrambi”.
I primi dieci minuti di “Golden Arrow” sono i più introspettivi del disco suddivisi tra brevi accordi di chitarra, interferenze sintetiche e beat minimali possono accontentare tutti i tipi di ascoltatore dal più nostalgico al più curioso.

L’approccio minimale di Jaar viene accompagnato da note blues del compagno Harrington così a sfornare un groove elegante ed avvolgente che si ritrova in tutto il disco.
L’incontro tra strumenti e macchine analogiche (synth di ultima generazione) e l’ incontro tra Dave e Jaar portano a un risultato efficace, intenso e mai scontato.

IN TOUR
Darkside a Milano, 2 marzo.

Travain Marco

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