Misticismo e avventura: Sanctus di Simon Toyne

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“Vi imploro fratelli, restate fedeli alla Terra

e non credete a chi parla di speranze ultraterrene”

Friedrich Nietzsche,

Così parlò Zarathustra

TRAMA: Ruin, Turchia: una città ai piedi di un’imponente montagna, sede del più antico ordine monastico del mondo, ospita all’interno del monastero un’antica reliquia, il Sacramento, la cui identità è sconosciuta a tutti, eccetto che a un ristretto numero di monaci a cui è proibito avere contatti con il mondo esterno, i Sancti.

Tutto ciò cambia quando un Sanctus, fratello Samuel, scappa dal monastero, portando con sé il segreto della reliquia e si suicida poco dopo, gettandosi da un precipizio della montagna.

L’atto di Samuel viene ripreso dalle telecamere e ottiene risonanza mondiale, fino a giungere alla sorella, Liv Adamsen, che non aveva sue notizie da anni.

Inizia così una serie di avventure che oltre a Liv coinvolgono anche l’ispettore Arkadian di Ruin, incaricato dell’indagine, oltre che Kathrin e Gabriel Mann, discendenti dell’antica popolazione dei Mana, che in origine conosceva il segreto del Sacramento, e da secoli ormai si oppone ai monaci della montagna.

Sarà compito dei protagonisti cercare di capire le ragioni che hanno spinto Samuel al suicidio e evitare la persecuzione dei monaci, disposti a tutto pur di evitare che degli estranei scoprano il loro più arcano segreto.

COMMENTO: Scritto dal giovane sceneggiatore hollywoodiano Simon Toyne durante il tempo libero questo suo romanzo d’esordio appare come il primo di una trilogia, incentrata principalmente sul misticismo e sulla mitologia di stampo ebraico-cristiano.

La trama, avvincente e avventurosa è l’ideale per rilassarsi se si sta cercando una lettura non troppo impegnata.

La vicenda viene raccontata da più punti di vista, permettendo così al lettore di identificarsi in ognuno dei personaggi del libro, oltre che nelle loro nemesi.

Il libro, anziché essere formato da capitoli è suddiviso in brevi paragrafi da 3-4 pagine ciascuno, in modo da invogliare il lettore a leggerlo senza annoiarsi, inoltre i repentini cambi di scena tra un paragrafo e il successivo contribuiscono a tenere alta la suspance per tutto il libro

Tutti questi elementi rendono Sancutus il perfetto “libro da treno” ideale per chi ha poco tempo, ma non rinuncia comunque al piacere della lettura di un buon libro.

Andrea Pettenuzzo