L’Italia che funziona – Un viaggio tutto veneto tra start up e progetti imperdibili

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Negli ultimi anni in Italia il tessuto imprenditoriale è drasticamente invecchiato e con la grave crisi economica l’iniziativa dei giovani troppo spesso viene bloccata senza riuscir a decollare.

Quasi un under 30 su due, infatti, è senza lavoro e si ritiene parte di una generazione sfortunata, priva delle opportunità che desidererebbe avere.

Sconforto, vittimismo e frustrazione hanno ormai surclassato lo spirito d’iniziativa che dovrebbe appartenere per natura a noi giovani. Ma piangersi addosso non migliora certo questo sentimento di apatia e impotenza, rimanere inerti non porterà mai a migliorare le cose né tanto meno a cambiarle. Per questo, è giunto il momento di fermare questo pessimismo virale e cominciare a parlare di qualcosa di positivo e concreto che, se da un lato aiuta i giovani a realizzarsi, dall’altro permette al sistema produttivo del paese di risollevarsi lentamente ma inesorabilmente.

Something is moving. Un nuovo tessuto imprenditoriale sta nascendo attorno a noi o, meglio, in mezzo a noi, grazie a tutti coloro i quali si rimboccano le maniche e partecipano alla costruzione di un nuovo paese fatto su misura per noi. Parliamo di Start Up e, con questo termine ormai diventato più di moda che di sostanza, intendiamo comprendere tutte quelle iniziative imprenditoriali giovanili che, pur con scarsa capacità finanziaria, si propongono di offrire soluzioni fortemente innovative nell’ambito tecnologico –e non solo. In parole povere, Start Up è “tutto ciò che produce un valore economico, culturale e sociale, ovvero tutto ciò che cresce.

Un perfetto esempio di fonte di Start Up dista poche decine di km da noi. Nelle campagne trevigiane, infatti, immersa in un’enorme distesa verde sulle sponde del Sile – e proprio per questo denominata “Sile Valley” con riferimento alla nota Silicon Valley – nasce nel 2005 H-Farm, un “Venture Incubator”, un luogo in cui sogni e progetti si fondono e prendono forma.

I fondatori di H-Farm credono in uno stretto legame tra invenzioni ed innovazioni, tra persone ed imprenditori, tra idee e progetti e si descrivono così:

I sogni hanno bisogno di spazio.
I sogni sono fatti di magia e crescono sempre vicino ad un posto magico.

I sogni hanno un gran bisogno di giovani entusiasti che pensano e realizzano le loro imprese.
Molti sogni hanno iniziato a crescere qui e sono diventati incredibili realtà.

Insomma, è un’organizzazione che investe in piccole imprese innovative affinché queste supportino le aziende italiane in un’ottica digitale.

La lettera H che precede il nome sta per Human e intende sottolineare il valore sociale del progetto: oltre 500 ragazzi lavorano in questo ambiente a dir poco surreale in cui design, natura e condivisione si mescolano insieme. Tante sono le possibilità che H-Farm offre ai giovani per mettersi in gioco: dagli Hackatlon al più esclusivo H-Camp.

Gli H-Ack, per esempio, sono contest tematici (travel, fashion, food, ecc) della durata di 24 ore in cui team di ragazzi (all’ultimo appuntamento si sono contate circa 500 presenze e più di 40 gruppi) cercano e sviluppano soluzioni innovative per i problemi proposti da aziende del calibro di CostaCrociere, Diesel, Bottega Veneta, WishDay e chi più ne ha più ne metta. E numerosi premi sono messi in palio per il team vincente, per non parlare delle opportunità che questa esperienza offre.

È da iniziative come H-Farm che i giovani, e l’Italia con loro, devono ripartire per rimettere in moto l’economia del paese. Fare impresa in modo innovativo per creare lavoro e di conseguenza occupazione. Ma perché ciò si realizzi c’è bisogno di noi, di menti fresche, elastiche e capaci, che si mettano in gioco e investano il loro tempo per creare, mattone dopo mattone, un futuro in cui credere.

Siamo la generazione con gli strumenti più all’avanguardia di tutti i tempi e non li sfruttiamo a pieno. Siamo il seme della società del futuro e abbiamo la fortuna e il privilegio di poter far parte di un imperdibile spettacolo a cui troppo spesso ci limitiamo ad assistere inerti.

E tu? Che fai ancora lì seduto sulla sedia della scrivania? Vuoi rimanere seduto a guardare lo spettacolo o farne parte tu stesso?

Luca Menesello & Alice Pizzo