Noo Saro-Wiwa esplora le proprie origini nigeriane

“In cerca di Transwonderland” è una lettura intrigante che ci accompagna in un avventuroso viaggio alla scoperta della caotica ed imprevedibile nazione africana

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In cerca di Transwonderland“, pubblicato in lingua italiana dalla casa editrice Basar nel luglio del 2015, è stato vincitore del Premio per la Letteratura di viaggio (l’albatros Città di Palestina) nell’anno 2016. Si tratta di una guida turistica che indossa le vesti di un romanzo di viaggio in cui non mancano le nozioni di storia.

Noo Saro-Wiwa, protagonista oltre che scrittrice del libro, cresciuta in Inghilterra, era solita trascorrere le vacanze estive nel suo paese nativo: la Nigeria. Il caos che domina la nazione africana ha sempre spaventato la giovane scrittrice, la quale si ritrovava in un mondo totalmente differente da quello cui era abituata, privo non solamente di lussi, ma addirittura di elettricità e acqua corrente.

L’omicidio del padre nel 1995, l’attivista Ken Saro-Wiwa, ha interrotto i ritorni annuali in patria. Tuttavia, in seguito a una decina d’anni dal tragico accaduto, Saro-Wiwa sente il bisogno di conoscere la nazione tanto amata dal genitore defunto, e decide di intraprendere un viaggio in Nigeria.

Esplora il paese in lungo e in largo, dalla caotica Lagos al desolato parco dei divertimenti Transwonderland – la decrepita versione nigeriana di Disneyland, alla ricerca di una riconciliazione con il popolo nigeriano. Durante il suo viaggio, indaga la religiosità nigeriana, la testimonianza della schiavitù, il fenomeno di Nollywood (termine coniato dalla fusione di Nigeria e Hollywood), la relazione tra il petrolio e la corruzione e molto altro.

Nonostante i numerosi difetti, tra cui la forte inefficienza del sistema e la rassegnazione al potere egemonico del capitalismo, Saro-Wiwa impara ad apprezzare questa babelica terra, sedotta da spettacolari paesaggi naturali e da una storia affascinante.

Seguendo le regole dettate dalla narrativa di viaggio, il libro alterna le vicende personali dell’autrice con lezioni di storia e politica, rendendo il romanzo un’immersione entusiasmante in una cultura a noi estremamente sconosciuta rispetto a ciò che sarebbe stato un semplice diario personale. Nonostante possa risultare un po’ freddo e difficile da seguire a causa dell’abbondanza di dettagli, lo scritto fornisce un ritratto dettagliato ed efficace della Nigeria presente e passata dagli occhi di una viaggiatrice occidentale. Abbiamo così la possibilità di scoprire quanto la Nigeria sia diversa dalla nostra cultura in ogni ambito, ma anche quante differenze siano presenti tra le varie città nigeriane e i loro abitanti. Lo spirito intraprendente dell’autrice permette di venire a conoscenza di aspetti più velati e delicati (per non dire taboo), come ad esempio gli sugar boys – in altre parole, i moderni gigolò.

Consigliato a chi: vuole riflettere sulle realtà africane riponendo la propria fiducia in Noo Saro-Wiwa, intermediaria tra due mondi apparentemente opposti, guidato dalla curiosità verso modi di vivere e pensare quasi inconcepibili per un moderno cittadino europeo, eppure innegabilmente reali.

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