LETTERATURA – Superman: the man of steel

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“Tu darai alla gente un ideale al quale ispirarsi;

correranno con te, vacilleranno, cadranno…

Ma col tempo saranno con te nella Luce…

Col tempo gli aiuterai a compiere meraviglie!”

 Jor El, The Man Of Steel

Chi di noi quest’estate non ha visto il nuovo film di Zack Snyder che riporta alle luci della ribalta il più classico degli eroi?

Ma da dove ha preso spunto il regista per realizzare il suo nuovo capolavoro? Proviamo a dare uno sguardo…

Uscita per la prima volta nel lontano 1986 “The Man Of Steel” è una miniserie a fumetti scritta da John Byrne e disegnata da Dick Giordano, ai quali la DC Comics aveva affidato il delicato compito di riscrivere le origini del più famoso supereroe di sempre dopo il crossover “Crisi Sulle Terre Infinite”.

TRAMA: Sul pianeta Krypton vive una razza umanoide tecnologicamente avanzata la cui scienza ha permesso di piegare le forze della natura e dominare il pianeta, ponendo fine alle guerre e ai problemi sociali e ambientali tipici della razza umana.

Tuttavia questo progresso è stato pagato a caro prezzo: i Kryptoniani hanno perso la capacità di provare emozioni e sono ormai da secoli diventati una società sterile e fredda.

Mentre lo scienziato Jor El sta cercando di capire la causa di una malattia chiamata “peste verde” che sta decimando il suo popolo, scopre che il nucleo di Krypton sta emanando radiazioni letali e che il pianeta è prossimo alla distruzione. Decide così di inviare sulla Terra il suo unico figlio, che a contatto con il Sole Giallo svilupperà poteri straordinari.

Poco tempo dopo in una cittadina del Kansas (resa ora famosa da una serie tv) i coniugi Martha e Jonathan Kent ritrovano una navicella contenente un neonato, che decideranno di adottare con il nome di Clark.

Col passare degli anni Clark si accorgerà di possedere capacità uniche, che deciderà di mettere a disposizione del prossimo, diventando così Superman.

La serie mostra i primi scontri dell’uomo d’acciaio con nemici classici (come Lex Luthor o Bizzarro) ma anche con altri eroi, come Batman, concludendosi con la scoperta delle origini kryptoniane e la risoluzione di Clark di abbracciare entrambe le sue origini: quella kryptoniana che gli ha permesso di diventare Superman, e quella terrestre, che lo ha reso umano.

COMMENTO: Creato nel 1932 da Jerry Siegel e Joe Shuster Superman appare nelle edicole per la prima volta solo nel 1938 ed è uno dei primi eroi apparsi nei fumetti, insieme a Capitan America e Zorro.

Ma la domanda a cui mi interessa rispondere adesso è:

Che cos’è che rende Superman tanto speciale?

Sono i suoi poteri?

Ok di certo aiutano, ma l’uomo d’acciaio ha qualcosa che molti altri eroi non hanno: egli è “la luce che indica agli uomini la strada” per dirla con le parole che Marlon Brando usò nel lontano 1978. Superman è una guida, rappresenta la capacità dell’uomo di opporsi a quelle egoistiche pulsioni del nostro animo…

Il suo compito non è semplicemente volare tra palazzi in fiamme per salvare i feriti, ma condurre l’umanità verso un cammino che la porterà a migliorarsi, un cammino che, oggi come ieri appare tutto in salita…

In effetti, in accordo con quanto dichiarato dagli stessi autori, la figura di Superman presenta molte analogie con quella di Gesù: l’intento era infatti di creare un messia, che desse speranza ai giovani americani che vissero la seconda guerra mondiale e la guerra fredda, guarda caso i periodi in cui i fumetto conobbe l’apice del successo.

Questo lato dell’eroe è stato spesso criticato, perché il suo alone di perfezione in un certo senso lo distaccava dal resto del mondo, rendendo difficile, se non impossibile, al lettore identificarsi con lui; infatti gli altri eroi sono tutt’altro che perfetti, basti pensare all’alcolismo di Tony Stark, alla rabbia selvaggia di Hulk o alla brutalità di Batman.

Tuttavia la linea editoriale dell’uomo d’acciaio non è mai cambiata, anche se si è cercato di compensare la perfezione di Superman con la goffaggine del suo alter-ego Clark Kent; e ovviamente non possono esistere parole migliori per descrivere la dicotomia tra i due, se non quelle scritte da Quentin Tarantino per il suo film “Kill Bill”:

“Come sai, io sono un grande appassionato di fumetti, soprattutto di quelli sui supereroi.

Trovo che tutta la filosofia che circonda i supereroi sia affascinante.

Prendi il mio supereroe preferito: Superman.

Non un grandissimo fumetto, la sua grafica è mediocre. Ma la filosofia, la filosofia non è soltanto eccelsa, è unica!

Dunque, l’elemento fondamentale della filosofia dei supereroi è che abbiamo un supereroe e il suo alter-ego: Batman è di fatto Bruce Waine, l’Uomo Ragno è di fatto Peter Parker.

Quando quel personaggio si sveglia al mattino è Peter Parker, deve mettersi un costume per diventare l’Uomo Ragno.

Ed è questa caratteristica che fa di Superman l’unico nel suo genere: Superman non diventa Superman, lui è nato Superman, quando Superman si sveglia al mattino è Superman, il suo alter-ego è Clark Kent.

Quella tuta con la grande “S” rossa è la coperta che lo avvolgeva da bambino quando i Kent lo trovarono, sono quelli i suoi vestiti; quello che indossa come Kent, gli occhiali, l’abito da lavoro, quello è il suo costume, è il costume che Superman indossa per mimetizzarsi tra noi. Clark Kent è il modo in cui Superman ci vede; e quali sono le caratteristiche di Clark Kent?

È debole, non crede in sé stesso ed è un vigliacco.

Clark Kent rappresenta la critica di Superman alla razza umana.”

E con questo concludo la prima recensione del nuovo anno per Estensione, spero vi sia piaciuta e di ritrovarvi numerosi a seguire il giornale e il blog che tutti noi ci diamo tanto da fare per curare!

Andrea Pettenuzzo