LETTERATURA – “Nelle Terre Estreme” di Jon Krakauer

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“Per non essere più avvelenato dalla civiltà lui fugge, cammina solo sulla terra per perdersi nella natura selvaggia.”

Maggio 1990, Chris McCandless dona in beneficenza i venticinquemila dollari presenti sul suo conto per gli studi di legge e distrugge i suoi documenti. Un mese più tardi comincia una nuova esistenza, alla ricerca della verità. Diventa Alexander Supertramp.                                                                                                                  Abbandona la sua automobile e brucia le banconote che teneva nel portafoglio, “i soldi fanno diventare prudenti” diceva. Alex fugge dalla vita agiata, lascia la famiglia e la sua casa di Annandale per inseguire il suo sogno. Dopo quasi due anni trascorsi in viaggio come un vagabondo attraverso gli Stati Uniti e il Messico, dopo aver fatto la conoscenza di persone che sostituiscono in qualche modo i suoi parenti naturali, inizia l’avventura definitiva. Alaska. Non la città di Alaska, ma Alaska, il quarantanovesimo stato. Solo lui e la natura selvaggia, “senza mappe, senza orologio senza niente. Montagne innevate, fiumi, cieli stellati”.

Jon Krakauer ripercorre l’esperienza con cui il giovane Chris McCandless, quando partì, nel ’90, aveva appena ventidue anni, abbandona tutto per immergersi nel suo sogno più grande, la vita lontana dalla civiltà, vita non contaminata, vita alla ricerca della verità. “Nelle Terre Estreme” non è però una semplice biografia. Scritto solamente con il contributo del diario del protagonista e grazie a dialoghi con i familiari e con chi aveva conosciuto Chris durante il suo pellegrinaggio, risulta essere qualcosa di più. Intrecciando sapientemente la storia di McCandless con brevi aneddoti riguardo esperienze di altri esploratori che avevano preceduto Chris (autore stesso incluso), Krakauer vuole portare il lettore a sentirsi parte integrante dell’accaduto. E’ una vicenda che non può lasciare indifferenti. E’ qualcosa che inevitabilmente colpisce, nel bene o nel male. Se si considera il tutto criticamente e con razionalità, si giungerà probabilmente a concludere che McCandless non era altro che un folle egoista, che non fa nulla per evitare sofferenze ai suoi cari e scappa, senza dare proprie notizie, nemmeno alla tanto amata sorella. Si capisce ben presto che un giovane avventato, con scarse conoscenze sulle basilari tecniche di sopravvivenza, su flora e fauna, non avrà vita facile. Ma non è questo quello che Krakauer fa trasparire dalle sue parole. Pur non volendo fornire una visione parziale dei fatti, non riesce a nascondere che la natura di Chris è simile alla sua, quella di affamato di esperienze, innamorato della vita.

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Carlo Pettinato