LETTERATURA – L’insostenibile leggerezza dell’essere

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Fare l’amore con una donna e dormire con una donna sono due passioni non solo diverse, ma quasi opposte. L’amore non si manifesta con il desiderio di fare l’amore […] ma col desiderio di dormire insieme.

Milan Kundera “L’insostenibile leggerezza dell’essere”

Cecoslovacchia, 1968: il partito comunista, democraticamente eletto, occupa tutti i principali organi istituzionali, e l’influenza della vicina Unione Sovietica è sempre più opprimente. La popolazione sentendosi ormai ridotta in schiavitù insorge contro il governo, dando vita alla così detta “Primavera di Praga”. Il movimento culturale è deciso a cacciare i propri rappresentanti, forte del favore della massa. Tuttavia con uno dei più veloci colpi di stato della storia l’U.R.S.S. occupa nel giro di una notte la nazione, sopprimendo i tentativi di rivolta nel sangue.

È in questo contesto che è ambientato “l’insostenibile leggerezza dell’essere”, romanzo scritto da Milan Kundera nel 1982 e pubblicato nella madrepatria dell’autore solo nel 2006, nonostante il regime comunista fosse caduto nel 1989, in seguito alla “rivoluzione di velluto”.

L’opera è incentrata sulle vicende di una serie di intellettuali cechi, meglio noti come “il quartetto di Kundera”, composto da Tomáš, chirurgo di fama nazionale; Tereza, una fotografa sua compagna; Sabina, una giovane artista, amante di Tomáš; e infine Franz, un professore universitario che per un breve periodo ha una relazione con Sabina. Il romanzo racconta le loro vite di perseguitati e fuggiaschi, facendoci capire che, anche se si è considerati dei reietti, nessun regime potrà mai spegnere il barlume dell’acume e dell’intelligenza umana.

Nonostante il periodo di forte fermento, sia culturale che storico, e le tragiche vicende vissute dai protagonisti, il libro si caratterizza per un taglio introspettivo, analizzando e sviscerando i loro comportamenti. Merito dell’autore è infatti quello di riuscire a far immedesimare il lettore nella psiche dei personaggi, raccontando il loro passato e aiutando così a comprendere il loro vissuto e le loro scelte di vita. E proprio in ciò risiede l’enigma del titolo, così pomposo e altisonante: per Kundera la vita si basa sulla dicotomia tra leggerezza e pesantezza. Nel suo immaginario le decisioni e l’esistenza stessa di ciascun individuo appaiono prive di qualsiasi valore, perché irripetibili, e in ciò risiede la loro leggerezza; Einmal ist Keinmal in tedesco, ovvero ciò che è accaduto una sola volta è come se non fosse accaduto mai. Tuttavia l’esistenza di ciascuno di noi è travagliata, e, in quanto tale, insostenibile. Lo scontro tra queste due antitetiche visioni dà quindi origine al paradosso della vita umana.

In conclusione un libro ricco di riflessioni e spunti, con uno stile molto scorrevole e travolgente, che sicuramente merita di essere letto!

CURIOSITA’: Potrebbe essere interessante, nell’attuale situazione politica, la vicenda capitata a uno dei personaggi: quando i rappresentanti dell’ex-governo cecoslovacco sostennero che mai avrebbero immaginato di ridurre il paese allo sfascio, e fu obbiettato loro che era impossibile che ne fossero all’oscuro, Tomáš scrisse un articolo in cui ricordava il mito di Edipo: l’eroe, quando scoprì che la città di Tebe era colpita dall’ira divina perché lui aveva involontariamente ucciso il padre e sposato la madre, pur sapendo in cuor suo di essere innocente si cavò gli occhi e lasciò la nazione.

Andrea Pettenuzzo