LETTERATURA – Kick Ass

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“I can’t see through walls,                                                            “Non posso vedere attraverso i muri,

But  I can kick your ass!”                                                              Ma posso spaccarti il culo!”

Chi non ha mai sentito parlare di Kick Ass? Il giovane adolescente che senza alcun potere, né un perché ha deciso di infilarsi una calzamaglia verde e combattere il crimine, sta facendo sempre più parlare di sé, specie in questo periodo, a poco più di un mese dall’uscita nelle sale di Kick Ass 2.

Ma come mai questo boom di fama tra gli adolescenti per un personaggio che, detta tra noi, non ha niente di speciale?

Per dare risposta a questa domanda cerchiamo di dare uno sguardo alla storia dello spacca-culi…

Dave Lizewski era un comune liceale come tanti, non era il più intelligente o il più simpatico, non era né l’atleta né il musicista; come molti alla sua età si limitava a esistere e basta.

Ma un giorno qualcosa (probabilmente il germe della pazzia) dentro Dave scatta e lo porta a farsi una domanda: “se il mondo fa così schifo, allora perché nessuno ha mai deciso di fare il supereroe?”

Così, un po’ per noia, un po’ per incoscienza l’adolescente inizia a fare la ronda per il suo quartiere, improvvisandosi un vigilante e presentandosi come Kick Ass.

Ma la realtà è diversa dalla fantasia, la vita dell’eroe è più dura di quel che appare e Kick Ass lo imparerà a sue spese!

Nemmeno una settimana e Dave viene ricoverato in ospedale con le gambe rotte, la milza spappolata, un polmone collassato e un trauma cranico, a seguito di un violento pestaggio con degli spacciatori.

Ma questo non basterà a smorzare lo spirito del giovane, che una volta ripresosi continuerà la sua crociata, scoprendo con sua sorpresa, di non essere il solo ad aver deciso di indossare maschera e mantello! Due sinistri individui che non si fanno troppi scrupoli ad ammazzare brutalmente i malviventi avvicinano l’eroe, proponendogli di prendere parte alla loro lotta contro la Mala.

È così che Dave conosce Big Daddy e Hit Girl, ma il loro incontro segna una svolta: basta cazzate da teppistelli in costume, combattere la Mafia non è uno scherzo, è un lavoro da veri eroi, ed è il momento di scoprire se Kick Ass è uno di loro.

Scritto da Mark Miller e disegnato da John Romita Jr, Kick Ass viene pubblicato per la prima volta nel 2008, annunciandosi come una graphic novel suddivisa in tre volumi.

Il successo della serie può essere senz’altro riassunto da una frase ricorrente nella storia: “qui non siamo in un fumetto, ma nella vita vera!” Questa novel è infatti capace di mescolare gli elementi tipici dei fumetti tradizionali (come la doppia identità di un liceale) con la brutalità della vita reale, fatta di cinismo, violenza e morte!

Da un lato abbiamo la vita di tutti i giorni dello studente medio americano, fatta di soprusi da parte degli studenti più grandi, delusioni amorose e problemi famigliari; il tutto condito da battute esilaranti che contribuiscono ad alleggerire una situazione tipica di un dramma adolescenziale.

Dall’altro lato invece abbiamo la storia del vigilante mascherato che vive “nella vita vera”; perché è importante sottolinearlo? Perché qui gli eroi non sono incrollabili superuomini, ma persone ordinarie che cercano di fare qualcosa per migliorare la società, che sia fare la ronda in un quartiere pericoloso, o anche servire un pasto caldo a chi è più in difficoltà.

Allo stesso tempo i “cattivi” invece di distruggere il mondo, ammazzano, stuprano e ricattano, facendo sembrare i protagonisti totalmente impotenti davanti a tanta violenza; lo stesso Dave a causa della sua attività da vigilante perde il padre e numerosi amici, uccisi come monito della Mala.

Riassumendo Kick Ass si presenta come un fumetto da un lato divertente ed esilarante, grazie ai momenti di comicità della vita adolescenziale di Dave; dall’altro cruento e impressionante, dove la vittoria del bene sul male appare tutt’altro che scontata.

Andrea Pettenuzzo