LETTERATURA – Hellsing, quando i vampiri non brillano

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“Non ti sai trasformare ne in nebbia ne in pipistrello, non sai guarire le ferite che ti sei fatto, non sai più come combattere quando hai finito le munizioni; ciononostante credi di essere un Nosferatu?! VERGOGNATI!” (Alucard)

Hellsing è un manga splatter/horror in dieci volumi scritto da Kota Hirano tra 1998 e il 2008, per i forti contenuti trattati la lettura dell’opera è consigliata ad un pubblico adulto.

TRAMA: nella Londra dei giorni nostri i cittadini vivono una vita tranquilla e spensierata, inconsapevoli dell’esistenza del segreto Royal Order Of Protestant Knights e del suo braccio armato, l’organizzazione Hellsing; queste organizzazioni, con rappresentanti nei più alti vertici governativi, hanno l’ordine di proteggere i sudditi di Sua Maestà da ogni minaccia paranormale. In particolar modo le vicende sono incentrate sul trio, composto da Integra Fairbrook Wingates Hellsing, leader carismatico dell’organizzazione e discendente diretta del celebre Abraham Van Helsing; Seras Victora, ex agente della polizia, vampirizzata di recente con un’ossessione per le armi pesanti; e dal misterioso e più che mai spietato vampiro Alucard (provate a leggerlo al contrario).

Alucard, nonostante sia fiero e indipendente, più di cent’anni fa strinse un patto con gli antenati di Integra, che gli promisero salva la vita in cambio dei suoi servigi verso il loro casato; e così per un lungo secolo il vampiro fu l’asso nella manica dell’organizzazione, fino ai giorni nostri.

Quando però il numero di vampiri cresce misteriosamente a dismisura l’Hellsing non riesce più a contenerlo e il Vaticano decide di inviare il suo esorcista numero uno, padre Alexand Andersen (membro della tredicesima divisione, gli “iscarioti”) a difendere i territori cattolici dell’Irlanda. Ed è con l’incontro di questo sicario del Vaticano che i peggiori istinti di Alucard si risvegliano, permettendo così al vampiro di mostrarci la sua vera forza.

COMMENTO: Hellsing nasce e prende piede in un periodo in cui il vampirismo torna di moda, ma non cavalca l’onda di Twilight, al contrario il manga è il più violento possibile e le scene splatter abbondano in ogni capitolo. Inoltre il vampiro non è il classico “bello e dannato” ma una creatura malvagia, che non aspetta altro che l’occasione per dimostrare il suo sadismo e cinismo. Altri tratti caratteristici sono il black humor e la satira tagliente verso il cattolicesimo, rappresentato come una setta di fanatici religiosi. I disegni nel corso dell’opera subiscono una continua evoluzione e i tratti, all’inizio incerti e leggeri, diventano più decisi e marcati già verso la metà. Altra nota positiva sono i dialoghi tra i personaggi: all’apparenza insensati o superficiali, si rivelano invece simili a quelli dei film “pulp” e molto dicono sul carattere dei personaggi.

In complesso quindi un ‘opera forte e cruenta, non certo adatta a chi ha problemi di stomaco, ma un vero must per gli appassionati del genere; non  mi resta che augurare una buona lettura.

Andrea Pettenuzzo