LETTERATURA – Cuore di cane

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NZO“È ingiustizia dire di un uomo cattivo:

ha il cuore d’un cane;

 sarebbe assai più giusto, invece, dire di un cane:

ha il cuore d’un uomo.”

Libero Bovio, Don Liberato si spassa, 1937

“Cuore di cane”(in russo Собачье Сердце, Sobač’e Serdce) è un romanzo di genere fantascientifico-satirico, dello scrittore russo Michail Afanas’evič Bulgakov, edito nel 1928.

TRAMA: La trama narra in prima persona le vicende di Pallino, un povero randagio che abita le vie della Mosca degli anni venti, alle prese con le quotidiane difficoltà che la sua situazione di randagio comporta.

Pur essendo un cane di indole mansueta egli ha una natura cinica e non risparmia taglienti commenti nei confronti della neonata URSS, alle prese con la pesante eredità post-bellica e post-rivoluzionaria, criticando aspramente il fallimento della rivoluzione bolscevica e della NEP (nuova politica economica) che si prefiggeva lo scopo di importare la dottrina economica di stampo comunista-marxista, all’interno di una logica statale.

Il destino di Pallino cambia quando egli viene accolto in casa da Filip Filipovic Preobrazenskij, medico, chirurgo e andrologo di fama mondiale; il cane accetta di buon grado la sua nuova condizione di animale d’appartamento, potendo godere di un ambiente accogliente e di tre pasti caldi al giorno; ma il suo nuovo padrone ha ben altri progetti per lui…

Pallino infatti viene sottoposto a una serie di delicatissimi interventi chirurgici, nei quali gli vengono innestati un’ipofisi e un paio di testicoli da un paziente deceduto, allo scopo di generare un essere umano artificiale: un homunculus! Dopo giorni di strazianti sofferenze Pallino perde la coda, il pelo e inizia a camminare su due zampe, acquisendo la capacità di parlare.

Purtroppo l’animale insieme alle caratteristiche tipiche di un essere umano ha anche ereditato il carattere dell’uomo a cui apparteneva l’ipofisi: un ubriacone rissoso e incapace che passava gran parte del suo tempo a bere in una squallida bettola.

Il brillante chirurgo quindi si vedrà alle prese con l’impossibilità di gestire un essere umano della peggior specie, oltre alle ovvie difficoltà dovute dall’incapacità di spiegare alle pubbliche autorità l’improvvisa apparizione di questo scomodo e quantomai fastidioso personaggio che di fatto non è mai esistito.

COMMENTO: La storia raccontata da Bulgakov può essere letta su più piani:

Come già detto uno di essi è la parodia della società comunista dell’epoca: l’autore proclama apertamente il fallimento della rivoluzione, della propaganda, e della dottrina leninista, incapace di ottenere l’obiettivo che si era prefissa, ovvero l’uguaglianza di ogni uomo; è opinione dell’autore infatti che ogni essere umano sia diverso, e che in merito a tale diversità ciascuno occupi un gradino diverso all’interno della scala sociale.

È presente anche una critica a uno sviluppo della scienza fine a sé stessa, anziché al bene comune, tema che ricorre anche in altri celebri autori, come nel Frankestein di Mary Shelley. Infatti l’esperimento del dottore non ha un perché, egli vuole soltanto vedere quanto in là può spingersi la medicina, senza curarsi dei limiti imposti dalla Natura.

Nondimeno si nota una riflessione approfondita sulla dicotomia uomo/bestia: Pallino che in origine era un cane mansueto viene trasformato in un uomo rozzo e brutale; da qui sorgono i seguenti interrogativi: chi è l’uomo e chi la bestia? Siamo sicuri che la conoscenza che possediamo ci renda migliori degli animali? E se invece tutte le costruzioni e i vincoli sociali avessero portato l’animale “uomo” a incattivirsi anziché a migliorarsi?

Tuttavia, nonostante l’importanza dei temi trattati, vorrei concludere citando Giovanni Albertocchi: “in Cuore di cane è il comico e il grottesco a prevalere sul tragico: niente drammi e catastrofi, ma soltanto guai spiacevoli e innumerevoli scocciature, dietro le quali si avverte la presenza costante del sorriso dell’autore.”

Andrea Pettenuzzo