domenica 29 Marzo 2020
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LETTERATURA – Cruda sessualità, vero amore: “Animale morente” di Philip Roth

animale morente

“Guerra e pace” potrebbe essere modificato dalla nostra sola lettura. Sì certo, ma perché?  Perché noi portiamo qualcosa al libro. Portiamo noi stessi. Per di più se leggerete il libro tra dieci anni sarà diverso perché voi sarete diversi. La bellezza è nell’occhio di chi guarda.”

Tratta dal film “Lezioni d’amore” (2008), che mette in scena il romanzo di Philip Roth.

Cos’è la vecchiaia? Cosa rappresenta nella vita di un uomo? Come può un uomo di una certa età gestire una relazione d’amore vero per la prima volta?

Philip Roth cerca di rispondere a questi quesiti e lo fa in maniera esemplare in un romanzo breve che si intitola: “Animale morente” (2001).

Questa è la storia di David Kepesh, docente universitario di sessantadue anni che ama la bellezza e la cultura più di qualsiasi altra arte. Non ama, però, la bellezza in generale, quella che lo attira maggiormente è soprattutto la bellezza femminile. La bellezza femminile racchiude in sè ogni forma di bellezza.
Insegna critica letteraria, tiene un programma radiofonico, abita solo e non ha nessuna intenzione di avere una relazione seria con una donna: non ha mai conosciuto l’amore e non ha nessuna voglia di farlo.
Queste erano le sue intenzioni fino all’arrivo di lei: Consuela Castillo, una ragazza cubana, elegante e raffinata, diversa dalle altre, giovane e prosperosa.
Consuela diventerà la sua malattia, si infetterà di lei fino a perdere la ragione. Quell’uomo che fino a prima aveva negato qualsiasi forma di relazione duratura si trova ora, ad una certa età, a fare i conti con una nuova forma di rapporto che va oltre al banale erotismo e si trasforma in qualcosa che non sa definire nemmeno lui.

L’amore, l’alchimia, la passione diventeranno il nettare di cui questi due amanti si nutriranno avidamente.

Il rapporto viene vissuto dal protagonista in maniera piuttosto combattuta, la sua età impedisce la realizzazione della loro storia, lui ne è consapevole fin dall’inizio, lei no. Medita spesso nel corso del libro sulla vecchiaia.

Un punto di partenza o un punto d’arrivo? La maturità o una nuova adolescenza?

Tutto questo verrà interrotto improvvisamente. Queste domande non saranno più importanti, a cambiare tutta la vicenda sarà qualcosa di molto più tragico e drammatico. Qualcosa di fronte al quale niente ha più rilievo: il cancro.
La storia proseguirà in maniera più lenta, tutto sarà messo in gioco: anche il sorriso di una giovane ragazza di ventiquattro anni.

L’antico intreccio amore e morte ritorna nelle pagine di questo capolavoro. La penna di Roth delinea e sviluppa con estremo realismo tutta la vicenda e lo fa in maniera maestrale.

E’ un libro romantico e tragico allo stesso tempo. Mi dissocio totalmente da chi lo considera un libro che parla esclusivamente di sesso, esso parla anche di amore, malattia, amicizia e vecchiaia.

Dunque, quanto vecchia può sentirsi una giovane ragazza che scopre di essere malata? Sicuramente molto di più di un uomo che effettivamente e anagraficamente lo è.

Andrea Pitton

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