LETTERATURA – Così è (se vi pare)

0
143

Immagine

Nascondi ciò che sono e aiutami a trovare la maschera più adatta alle mie intenzioni.

William Shakespeare,

 La dodicesima notte, atto I, scena II

Troppo spesso in cittadine piccole come la nostra capita di sentire voci… Voci strane, voci improbabili, voci assurde, ma soprattutto voci inventate!

La stessa cosa accade in “Cosi è (se vi pare)” una novella, adattata poi in opera teatrale di Luigi Pirandello, rappresentata per la prima volta nel 1917.

TRAMA: La tranquilla vita di una piccola cittadina sembra essere completamente sconvolta dall’arrivo di due ambigui personaggi: il signor Ponza, il nuovo impiegato comunale , e la signora Frola, sua suocera; si mormora inoltre che sia giunta in città anche la moglie del signor Ponza, sebbene nessuno abbia avuto il bene di vederla.

Proprio su questo personaggio iniziano a girare strane storie: si dice che il signor Ponza tenga la moglie segregata in casa e che la signora Frola sia costretta a comunicare con la figlia solo tramite lettere; in breve le voci circolano, si diffondono e si distorcono, arrivando a raccontare di malversazioni al limite del possibile.

I dubbi sembrano dissiparsi quando la vecchietta (giunta a conoscenza di certe dicerie) si presenta a casa del capo di Ponza, il consigliere Agazzi, raccontando che il genero è un malato di mente, che, pazzo di gelosia per la moglie, la tiene tutto il giorno in casa, col timore che gli possa essere portata via.

Ma le certezze sembrano di nuovo dissolversi quando Agazzi riceve un’altra visita, stavolta da parte di Ponza, che sostiene che la suocera sia impazzita a causa della morte della figlia, e in questa sua follia rivede nella sua seconda moglie la defunta.

Il dubbio e l’incertezza dilagano incontrastati finché, a grande richiesta, non interviene la moglie di Ponza nel tentativo riportare la calma e l’equilibrio nel paese.

COMMENTO: Scritta nel 1917 la novella vuole mettere in luce uno dei temi più cari a Pirandello: l’inconoscibilità del vero. Infatti ogni personaggio, nonostante cerchi disperatamente di scoprire la vera identità della moglie di Ponza (se sia la sua prima moglie, e quindi la figlia della signora Frola, oppure la sua seconda moglie) si ritrova alla fine in un vicolo cieco parlando con i rispettivi protagonisti.

L’unico personaggio che sembra comprendere e accettare questa realtà è Laudisi (il cognato di Agazzi) personificazione dell’autore che fin dall’inizio è convinto dell’imperscrutabilità della verità e che a ogni rocambolesco tentativo di scoprirla accompagna il fallimento con un’ amara risata.

Ma Laudisi spicca non solo per la sua intelligenza, ma anche per la sua umanità, che dimostra più volte dicendosi in disaccordo con i molteplici stratagemmi utilizzati dai compaesani, che si rivelano spesso crudeli nel loro primordiale istinto di soddisfare la propria curiosità.

Qundi un’opera sagace, acuta e brillante, che sa mettere in luce pregi e difetti del genere umano riuscendo comunque a strappare un sorriso, in pieno accordo con il concetto di umorismo di Pirandello.

Andrea Pettenuzzo