mercoledì 8 Aprile 2020
Home Cultura LETTERATURA - Calvino: denuncia alla società consumistica degli anni 60'

LETTERATURA – Calvino: denuncia alla società consumistica degli anni 60′

Incontro con Italo Calvino“Papà” dissero i bambini, “le mucche sono come i tram? Fanno le fermate? Dov’è il capolinea delle mucche?”
“Niente a che fare coi tram” spiegò Marcovaldo, “vanno in montagna.”
“Si mettono gli sci?” chiese Pietruccio.
“Vanno al pascolo a mangiare l’erba.”
“E non gli fanno la multa se sciupano i prati?”

– Marcovaldo, Italo Calvino 

Sono brevi racconti di un uomo un pò buffo e melanconico, così lo definisce il suo autore, ma insieme formano uno dei libri più importanti del nostro Novecento: “Marcovaldo” di Italo Calvino.

Se qualcuno di voi ora sta pensando di etichettare questo libro come un romanzo esclusivamente da ragazzi, per la precisione a partire dai nove anni, sta commettendo un errore. Ammetto che sia un testo molto amato dai docenti e soprattutto che venga consigliato genericamente in giovane età ma se riletto e analizzato può risultare davvero interessante. E’ proprio quello che mi è capitato personalmente poche settimane fa: rivalutare un libro grazie ad una seconda lettura avvenuta in età più matura.

Chi non conosce Marcovaldo?
Chi non ne ha mai almeno sentito parlare?

Marcovaldo è il protagonista di una serie di racconti, i quali circolarono inizialmente a puntate nella terza pagina di un quotidiano chiamato “L’Unità”. Solo a partire dal 1963 l’opera venne pubblicata come volume unico. La struttura è molto particolare ma ben descritta nella prefazione dell’opera curata da Calvino stesso.
I racconti, alcuni davvero molto brevi, sono divisi in stagioni: vi sono quelli dell’autunno, dell’inverno, dell’estate e della primavera.

La trama è semplice e leggera, Marcovaldo è un uomo che lavora nel nord Italia e vive assieme alla moglie e ai suoi sei figlioletti. Uomo semplice che conduce una vita modestissima all’interno di una grande città industriale. A differenza degli altri uomini, però, ha una grande attenzione per tutto ciò che di naturale vi è tra il cemento e lo smog cittadino.

Tramite queste semplici storielle che sembrerebbero quasi sciocche e banali se considerate grossolanamente, Calvino denuncia alcuni temi che sono attualmente ancora dibattuti. Marcovaldo non è altro che la contestazione fatta a persona della società consumistica, è un uomo che non si è adattato al progresso se esso è sinonimo di distruzione. Viene considerato, infatti, uno sconfitto, un emarginato che non vuole entrare a far parte del grande meccanismo industriale. Macchine, motori, forza lavoro, assenza totale di aree verdi, boom economico, modernità: ecco quali sono i principi su cui fa leva la società italiana degli anni sessanta del Novecento che però trova moltissimi punti in comune con il nostro secolo. Ogni storia colpisce per la sua semplicità e ironia, anche se il riso che ne scaturisce è un pò più amaro di quel che sembra.

Una bambino di nove anni può sorridere e non cogliere aspetti profondi di un testo, ma noi?
Calvino è ancora uno scrittore solo per ragazzi?

Andrea Pitton

Estensione
Estensione
Il laboratorio giovanile di informazione, formazione e azione della Bassa Padovana.

Non perderti le ultime notizie e i prossimi eventi. Iscriviti alla newsletter!

RESTA CONNESSO

13,354FansMi piace
1,927FollowerSegui

RICERCA ARTICOLI

  • Categorie

  • Autori