Intervista doppia a “Il Nostro Naufragio” & “Ginepro”: la musica come sfogo

461

ginepro e il nostro naufragio

E’ in un piovoso lunedì sera che ho avuto l’occasione di intervistare due ragazzi fuori dal comune, che scrivono musica propria, perché ne hanno bisogno, per sfogarsi ed esprimere quello che hanno dentro. Di cose da dire ne hanno tante. Entrambi hanno un progetto musicale proprio in corso: “Il Nostro Naufragio” (Mattia Pozzato, 17 anni) e “Ginepro” (Andrea Visaggio, 23 anni), che presto avremo l’occasione di vedere esibirsi insieme, probabilmente in un locale atestino.

Mattia ci ospita a casa sua, al piano terra, in una stanza dalle pareti rosse e nere, piena di chitarre, dischi e poster. I due suonano alcuni dei loro pezzi e si raccontano in un’intervista che mi ha lasciata col sorriso, perché mi ha confermato che la nostra è una generazione che ha ancora sogni forti, idee e creatività e che la musica può essere un’ancora nella marea della vita.

Come e quando è nato il vostro progetto musicale?

Il Nostro Naufragio: Il Nostro Naufragio nasce nel 2012, non sapendo ancora di essere “Il Nostro Naufragio”. Ho scritto il mio primo pezzo, “Rintracciabile”, che racconta di un treno perso, della pazienza persa. Nel giugno 2013 ho cercato di formare un duo con la bravissima cantante Giorgia Gobbo ma a causa dei suoi troppi impegni ho dovuto continuare da solo. Ora mi sono deciso ad avviare il progetto più concretamente.”

Ginepro: Ginepro è cominciato nel febbraio 2013, spontaneamente. Avevo qualcosa dentro che mi rodeva, che non riuscivo o non potevo dire, perché le persone con cui volevo parlare non mi ascoltavano più o per orgoglio. E’ nato come mezzo per esprimere queste cose, per dare loro una forma, per me, per sfogarmi. Poi ho iniziato a far sentire le mie canzoni e vedevo che venivano apprezzate.”

Qual è il motivo del nome?

N: “E’ un nome che immortala un brutto momento passato con la mia ragazza.”

G: “Gli amici mi chiamavano “Gin” già prima, per vari motivi. Poi un giorno, mentre stavo riflettendo sul mio possibile nome d’arte, casualmente stavo bevendo del gin e così, dato che “Gin” non suonava molto bene, ho pensato di trasformarlo in Ginepro.”

Come e perché scrivete una canzone?

N: “Perché ho fame. Quando compongo poi sento il bisogno di farlo ancora, è una sorta di diario. Capita qualcosa di particolare e la scrivo sotto forma di testo, poi la musica, che riflette lo stato emotivo, mi viene in testa. Parlo di temi personali, soprattutto d’amore e di sofferenza. La musica nasce dal male.”

G: “Una canzone nasce all’improvviso, esce da sola, come un flusso. Quando ho qualcosa che mi frulla per la mente, in cinque minuti scrivo un testo e poi ci aggiungo qualche accordo. Scrivo perché tirare fuori le cose mi fa stare bene. Ginepro parla di dolori, di amore, di me.”

Avete delle influenze musicali che vi ispirano o a cui pensate di avvicinarvi come stile?

N: “Sinceramente no, cerco di non farmi condizionare da altri. Se si sente qualche somiglianza con altri artisti, non è voluta.”

G: “Uno che ti fa capire che puoi fare canzoni con tre-quattro accordi è sicuramente Dente. Un altro mio idolo è Bugo, invece uscendo dal confine italiano, penso a Sebastien Tellier, per lo stile, l’atmosfera e per come sa esprimere emozioni con la voce.”

Cosa ne pensate della musica italiana contemporanea?

N: “Dal 2012 in poi è morta. Gli unici che rimangono sempre, inconfondibili, sono i Tre Allegri Ragazzi Morti. Per il resto sto rimanendo molto insoddisfatto dagli ultimi lavori dei principali gruppi che un tempo apprezzavo, come i Marta Sui Tubi o Il Pan Del Diavolo. Il nuovo cd di Vasco Brondi, che uscirà a marzo, dalle premesse, come titolo e copertina dell’album, penso sarà una grande delusione.”

G: “Purtroppo non ascolto molta musica italiana, ma penso che artisti validi ce ne siano, per esempio Dente, Bugo, Brunori Sas, Samuele Bersani. Poi ci sono tantissimi gruppi alternativi che vogliono solo ostentare originalità che in realtà non hanno.”

Come nasce l’idea della collaborazione tra “Ginepro” e “Il Nostro Naufragio”?

N: “Semplicemente (ridendo aggiunge “Andrea non prendertela”) avevo solo 9 brani, così, sapendo che dietro casa mia c’era un altro un po’ fuori di testa come me, ho deciso di contattarlo.”

G: “Ho sempre fatto concerti casalinghi, intimi, non ho mai sentito il bisogno di andare in giro a cercare date, ma la proposta di Mattia è stata ben accetta.”

Quali sono i vostri obiettivi e sogni futuri per il vostro progetto musicale?

N: “A breve registrerò “Barchetta”, un EP di quattro brani, masterizzarlo e via! Sono deciso ed entusiasta.”

G: “In realtà è una domanda che io stesso dovrei pormi. Ho sempre fatto musica per piacere, Ginepro non ha progetti per ora, serve solo a me. So che c’è quando ne ho bisogno, Ginepro vive dei miei dolori, può darsi che un giorno non mi servirà più o che si evolverà, ora non ho certezze.”

Ringrazio di cuore Andrea e Mattia per avermi dato l’occasione di intervistarli, auguro loro di continuare con questi originali progetti musicali e di non abbandonare la passione sincera che si legge nei loro occhi!

Ecco i link delle pagine facebook:

“Ginepro”  https://www.facebook.com/pages/Ginepro/477355522347936?fref=ts

 “Il Nostro Naufragio” https://www.facebook.com/pages/Il-Nostro-Naufragio/669051016486177?fref=ts

Salva Articolo

Lascia un commento