Il diritto di essere lasciati in pace: la privacy e internet

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Cominciamo con una domanda: c’è la possibilità al giorno d’oggi che Internet, la più grande rete del mondo, diventi un “luogo” dove si può mantenere la propria privacy? Si e no, ma risponderemo più dettagliatamente alla fine di questo articolo. Sicuramente, quando si parla di privacy, la si può intendere in svariati modi: si rapporta benissimo al mondo del giornalismo, al mondo giuridico e legislativo, a quello sanitario, delle comunicazioni e del telemarketing, anche a quello della fotografia. Per questo, vedremo come Internet e la privacy convivono ai giorni nostri, cosa si deve evitare di fare per mantenere i nostri dati riservati, come navigare con sicurezza e le normative italiane a riguardo.

Un po’ di storia: per privacy, s’intende il diritto alla riservatezza delle informazioni personali e della propria vita privata e il primo a varare una legge sulla riservatezza fu lo statunitense Louis Brandeis. Oggi, il termine indica anche il diritto di controllare che le informazioni vengano trattate da terzi solo in caso di necessità e sotto autorizzazione da parte dell’interessato. Quindi, grazie allo sviluppo del Garante per la Protezione dei Dati Personali, per privacy s’intende la totale “sovranità su di sé”. In Italia, si può fare riferimento agli art. 14, 15 e 21 della Costituzione.

La sicurezza informatica, dall’avvento di Internet fino ai giorni nostri, è aumentata esponenzialmente, grazie anche allo sviluppo di nuove tecnologie e software che aiutano a proteggersi dai pericoli della rete. Anno dopo anno, i normali utenti privati prima, e le aziende poi, hanno cominciato a convogliare verso Internet, e questo ha dato il via ad un immenso upload di dati sensibili, come conti bancari, credenziali, password, foto, ecc. Insomma, un enorme numero di informazioni ora è presente nella rete. I servizi che vengono offerti, come la reperibilità dei dati e l’immediatezza dei contenuti, sono ineguagliabili: la velocità di trasmissione di un bonifico tramite internet è drasticamente più veloce rispetto ad un pagamento tramite bollettino postale. Ma questo è solo un esempio. Stesso discorso vale per i privati, ovvero noi cittadini: si può tenere traccia del proprio saldo sul conto senza andare in banca, tenere d’occhio la posta, parlare e chattare con amici e parenti, e molto altro.

Purtroppo però, bisogna guardare anche l’altra faccia della medaglia: sempre più spesso si sente parlare di identità rubate, conti prosciugati, spionaggio tramite webcam. Tutto ciò è malauguratamente possibile, quindi non si è mai sicuri al 100% mentre si è in rete. Uno dei pericoli più importanti e da cui stare maggiormente alla larga, è lo spyware, ossia un programma o virus che si insedia nel computer del malcapitato e permette al cracker di controllare (spiare, dunque) ogni azione della vittima. Tutto ciò include il controllo sulla webcam, se presente, e quindi la possibilità di osservare la persona, il controllo sulla tastiera, per scoprire con maggior semplicità password e nome utente di un sito internet, di Facebook o magari del conto in banca, la condivisione non autorizzata dello schermo, dove il pirata vede ciò che l’utente vede sul suo schermo del pc, e altri piccoli tweak che il pirata può utilizzare per scopi fraudolenti e dannosi alla vittima. A causa di un piccolissimo virus, si possono perdere soldi, foto, account, posta e persino l’identità, e il cracker può venire a conoscenza di nome e cognome, luogo di residenza e qualsiasi altra informazione personale. Questo nel peggiore dei casi, ma fortunatamente, accade di rado. Comunque, prevenire è meglio che curare.

Ecco che dunque, arrivano in aiuto loro, i paladini della sicurezza informatica: gli antivirus. Esistono infatti antivirus, a pagamento e gratuiti, che permettono di controllare il computer nel tentativo di rilevare possibili spyware o programmi dannosi, e se vengono trovati, vengono prontamente eliminati senza lasciare traccia. Ma come si può fare per evitare spiacevoli inconvenienti in Internet? Basta seguire dei piccoli consigli per proteggere i propri dati:

–          Le password utilizzate dovrebbero contenere numeri, lettere maiuscole e minuscole, in modo da renderle meno rintracciabili, ed essere di almeno 10 caratteri;

–          Antivirus e Antispyware dovrebbero essere sempre aggiornati, per avere una protezione continua;

–          Le mail inviate da terzi sconosciuti non dovrebbero essere aperte, ma eliminate subito, perché potrebbero contenere virus o materiale infetto;

–          I files contenenti dati sensibili o strettamente personali dovrebbero essere criptati tramite programmi di crittografia, salvati su dispositivi di archiviazione mobili e messi al sicuro in casa.

Tutto ciò permette di tenere il computer al sicuro, e di mantenere i nostri dati protetti e non rintracciabili.

Per quanto riguarda la legge italiana, essa si occupava solo della comunicazione telefonica, per cui è stato pensato di ampliare il concetto di privacy anche alla sicurezza in rete. Molti sono i reati punibili in questi termini, e molto è stato fatto per il trattamento dei dati personali, e particolare attenzione va data alle direttive 95/46CE e 97/66/CE (cfr. Wikipedia). In sostanza, queste direttive si occupano dell’utilizzo dei dati personali, della legittimità dell’utilizzo e della immediata cancellazione di questi ad impiego concluso. Dal 1 gennaio 2004 poi, è stata varata una legge riguardante le modalità di trattamento dei dati confidenziali e l’obbligo di informare l’utente sul loro uso.

Ora, possiamo rispondere alla domanda a inizio articolo. Internet, essendo un’ “entità” in continua evoluzione, è soggetta a cambiamenti frequenti, per cui è difficile tenere sotto controllo ogni parte del sistema tramite leggi: molte sono le eccezioni da considerare, e molti sono gli angoli oscuri ancora di smascherare. Se poi aggiungiamo che il passaggio da legale ad illegale è una linea sottile che divide questi frangenti, Internet diventa assai ambiguo e di difficile gestione. Per cui, una risposta alla domanda è impossibile da dare, visto che è fisicamente e virtualmente impossibile monitorare il tutto. Certo è che i tentativi di rendere Internet un posto sicuro ci sono, ma forse non sono ancora abbastanza, o forse si è solo all’inizio. Ma c’è comunque una cosa di ricordare: Internet è una grande risorsa per l’umanità, ed è giusto che sia libera a tutti.

Federico Prescianotto