FOLKLORE LOCALE – ESCLUSIVA! Parte 2!

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viseEccoci qui, non potevo riportarvi la seconda parte dell’intervista la settimana prossima, sarebbe stato uno sgarbo nei vostri confronti.

Mettetevi quindi comodi, armatevi di patatine e coca cola per rientrare nel mondo dei nostri due baldi giovani. Ci saranno domande molto divertenti e riflessioni accurate. Quindi non mi resta altro che augurarvi una buona lettura!

-C’è qualcosa che vi renda fieri di voi stessi?
D: Tra le tante cose sì, qualcuna mi ha reso orgoglioso, soprattutto qualche successo in qualche concorso letterario.
G: Sostanzialmente un po’ tutto. Qualsiasi cosa che abbia fatto mi ha permesso di migliorare pian piano, e spero di continuare a farlo, anche perché tutto mi ha portato a diventare ciò che sono ora –un po’ come dice la canzone “Snow” dei Red Hot. Io sono una persona che quando si pone degli obiettivi li raggiunge, e spero di non essere smentito a breve!
D: Ecco, io voglio chiarire un aspetto: spesso mi sento dire che ho conseguito un certo traguardo perché sono più intelligente di altri, ma per me questo non è vero. Io non ho mezzi speciali, semplicemente credo nei miei progetti e mi impegno al massimo qualsiasi essi siano, ho solo grande forza di volontà che cerco di mettere sempre in tutto ciò che faccio.

-Vi sentite pronti ad affrontare il mondo fuori dall’università, quindi un possibile percorso lavorativo?
D: Dal punto di vista pratico non molto, da quello psicologico e culturale sì. Molto dipenderà anche dal trovare le persone giuste, serve tanta fortuna.
G: Io non vedo l’ora di cimentarmi nel “dopo”, soprattutto se si trattasse di un futuro come giornalista. Non sono particolarmente preoccupato!

-Nel vostro futuro vi vedete a Este o lontano?
D: Lontano da Este.
G: Considerando un mio possibile lavoro mi vedo lontano da Este, purtroppo. Per il momento ho poche esperienze all’estero, se tutto va bene ne farò una a breve –Erasmus, ndr. Partendo dal presupposto che sono convinto di optare per una specializzazione lontana, questa comporterà una permanenza costante nel luogo, portandomi quindi a trasferirmi. Mi vedo comunque distante, ma in Italia.
Credo inoltre che molti giovani vogliano emigrare per tornare più pronti ed informati, lo reputo come un desiderio di contribuire alla causa italiana facendo esperienze da un’altra parte.
D:
Effettivamente il mio mondo si è costruito nel suolo nazionale, andare via vorrebbe dire ricominciare tutto daccapo.

-Che cosa vi piace di Este?
D: Io vivo qui dalla 3° media, prima abitavo ad Asigliano – un paese dimenticato dal mondo, nebbia perenne, tutti campi-. Devo dire che comunque Este mi piace molto come cittadina. Unica nota non molto positiva? Gli abitanti, alcuni se la tirano un po’ troppo.
G: Este mi piace, è la mia città. Fino ad ora non ho visto nulla di meglio, eccezion fatta per le grandi città straniere. Per quanto riguarda gli abitanti, beh, credo che la maggior parte sia costituita da persone normali. E poi di Este adoro i Funkazzoni, giusto per non essere di parte.

-Oltre a quello di Estensione, coltivate altri progetti?

D: Oltre a far parte di un gruppo di cover dei Finley –NO! Per fortuna non è vero!- , mi piace molto scrivere, lo faccio principalmente per passione, e a volte partecipo a concorsi letterari. Sono inoltre aiuto allenatore di una squadra di ragazzini del 2003 al Redentore Basket, dato che mi piace molto lo sport e in genere anche i bambini, quando non urlano – quindi praticamente quasi mai- e provo piacere nell’aiutare la gente a migliorare su qualcosa. Ah sì, vado anche in palestra –purtroppo non sono riuscita a farmi dire i suoi possibili orari, mi perdonino le fans.
G:
Prima ti confesso una cosa: il titolo di questo magazine, scelto da me, all’inizio a Davide non piaceva. Poi si è abituato. L’altra mia passione è quella della musica, infatti da quasi un anno e mezzo canto nei Funkazzoni. Per il momento eseguiamo cover dei Red Hot, ma abbiamo in cantiere qualcosa di nostro. A livello sportivo, gioco a calcio nel Redentore. C’è qualcos’altro che bolle in pentola ma per il momento non si può dire. Io ho bisogno di avere sempre nuovi progetti, ne avvio molti, ma sono una persona che si stanca in fretta, quando ne continuo qualcuno vuol dire che ci tengo molto.
D:
Una cosa che mi ha confessato Vise è che parte sempre forte. E QUI CALA IL SILENZIO.

-Avete un vostro portafortuna?
D: Non credo in quelle cose, tendo ad essere scaramantico ma cerco di evitarlo.
G: Il mio sedere schienato, sono meglio di Bonolis. Portafortuna no, scaramantico abbastanza.
Nessuno dei due crede all’oroscopo, ma se lo scrivesse Brente ci si potrebbe credere.

-Potendo, vorreste essere qualcuno diverso da voi stessi?
G: Assolutamente nessuno!
D: Oltre a voler essere come Vise, vorrei essere un atleta famoso, perché mi piace molto fare e vedere sport ma sono incapace di farlo.

-Siete tipi da bianco, nero o…. 50 sfumature di grigio?
G: 50 sfumature di Gigio De Poli. Più bianco che nero.
D: Ti rispondo così…338… –sì, stava rendendo noto il suo numero-. Tutto nero, o meglio…subito tutto nero, poi, mi adopero per trasformare l’energia negativa in qualcosa di positivo.

-Definisci la situazione del nostro Paese con una sola parola.
D: Crisi, prima di tutto di mentalità, non ci crediamo più in sostanza. Dovremmo credere in questo sogno chiamato Italia. Troppa sfiducia.
G: Soffocamento. Anzi, indolenza.

-Meglio un rimorso o un rimpianto?
Davide inizia ad intonare la canzone degli 883, paura.
G: Meglio un rimorso.
D: Cito Mark Twain: “Tra 20 anni non dovrete rendere conto delle cose che avete fatto ma di quelle che non avete fatto.” Meglio quindi avere rimorsi.

-Fai una domanda all’altro.
Davide chiede a Giacomo se è interessato a lui (sì, avete capito bene). Ma per fortuna lui non risponde.
Compiacendosi troppo per la sua pensata, si rivolge poi a Giacomo: “Qual è il valore ideale in cui credi, quello per te fondamentale?” Giacomo risponde la determinazione.
Giacomo a Davide: “Perché cammini così lentamente quando arrivi alle riunioni?” Davide sostiene che a lui piaccia camminare lentamente, anche se si impone di camminare veloce non riesce. –Qui in pochi possono capire quanto davvero Davide sia lento, quando lo si vede all’inizio della strada si può ordinare al bar, consumare e pagare che lui ancora deve arrivare!-

-Avete dei personaggi ispiratori?
D: Non ho veri e propri personaggi ispiratori, perché cerco di trovare pregi e difetti di ogni figura. Non ci sono secondo me prototipi  da imitare in tutto e per tutto. Per ambizione, carattere, capacità e passione politica  guardo a Napoleone e Cavour, per il loro senso di giustizia Falcone e Borsellino.
G: Freddie Mercury, Michael Jordan, Barack Obama, Josè Mourinho.

-Felicità è:
D: Un bicchiere di vino con un panino. Seriamente, e non sto citando i Finley, la felicità è desiderare tutto quello che si ha.
G: La felicità è come il desiderio, appena se ne raggiunge uno se ne cerca un altro. La felicità non esiste, ma è comunque qualcosa a cui bisogna sempre tendere.
 

-Sei un tipo che trascina o che si lascia trascinare?
G: Trascino.
D: Tutte e due, dipende dalle situazioni.

-Vi pongo questa domanda pensando alle orde di fan che vi inseguono impazzite: qual è il prototipo della vostra ragazza ideale?
D: Per me non esiste un prototipo.  Non credo nella bellezza plasticata delle modelle e delle attrici. Ecco, io ho un’altra idea di bellezza. La bellezza per me è quella cosa che ti scalda il cuore quando fa freddo, che ti spinge a sorridere quando vorresti piangere, che ti convince a vivere quando vorresti morire. La bellezza è quello che tu vedi e che gli altri non vedono. La vera bellezza è quella che ti sorprende quando meno te lo aspetti e ti fa pensare che forse nel mondo c’è ancora qualcosa per cui valga la pena lottare.-Sì mie care lettrici, l’ha detto proprio lui, è tutta farina del suo sacco. Non scioglietevi!-. Una mia possibile ragazza deve comunque essere intelligente, avere un qualcosa da dire e non essere solo presenza, deve  sapermi capire, apprezzare le mie doti (…), avere una bella voce, dirmi le parole giuste al momento giusto e riuscire a tirare fuori il mio mondo interiore che rimane nascosto.
G: Non esiste in generale. Non mi importa il colore di occhi e capelli, ma deve essere alta tra 1.60m e 1.75m; le curve non sono fondamentali, ma diciamo che ci vuole aderenza. Non deve essere né la Route 66 né un tornante per andare a Cortina d’Ampezzo. –Questa immagine è davvero poetica, solo Giacomo riesce ad offrirci certe perle!– Deve essere carismatica, parlare almeno quanto me, deve assomigliarmi parecchio. Non credo alla teoria degli opposti. Deve poi piacerle la musica e darmi ragione, deve essere chiacchierona e piena di vita.

-Ultima domanda, poi vi lascio liberi: perché consigliate di leggere Estensione?
Rispondono all’unisono: “Perché in questa epoca di incertezze, soprusi e disinformazione Estensione è la risposta.”

A conclusione di questo lungo viaggio, mi auguro che voi lettori non vi siate addormentati e che questo esperimento sia per voi gradito. Ringrazio immensamente i due capisaldi del nostro giornale per essersi prestati a questa iniziativa con molta pazienza e simpatia, e chissà, in futuro potrà esserci anche una terza parte, magari proprio con le vostre domande.

Ilenia Sanna