FOLKLORE LOCALE – ESCLUSIVA! I due sex symbols atestini si raccontano!

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visePremetto che mi assumo la totale responsabilità per il titolo di questo articolo.

E’ un freddo ma soleggiato pomeriggio, i protagonisti di questa storia sono due ragazzi, due amici per la precisione, che decidono di raccontarsi e scelgono il loro stesso magazine per farlo. Un parcheggio, una macchina: loro due davanti, l’intervistatrice dietro, in mezzo un registratore.
Qui ha inizio il nostro viaggio all’interno delle vite di Giacomo Visentin e Davide Permunian. L’alchimia tra loro è innegabile, gli sguardi sono complici. Da un lato abbiamo risposte spontanee ed immediate, dall’altro repliche più controllate e meditate.
Si va in scena.

-Rompiamo subito il ghiaccio ed iniziamo con le presentazioni!
G: Giacomo Visentin, 21 anni, coordinatore di Estensione.
D: Davide Permunian, 20 anni, co coordinatore di Estensione.

-Studi fatti fino ad ora.
G: Mi sono diplomato nel 2011 al liceo scientifico tecnologico all’ITIS di Este. Ora frequento il secondo anno di Scienze della comunicazione a Padova.
D: Diplomato al liceo classico G. B. Ferrari nel 2012. Ora sono una matricola a Scienze della comunicazione, Padova.

-Che cosa vi ha spinto a scegliere ‘Scienze della comunicazione’? Riusciamo a sfatarne il luogo comune?
G: Secondo me questa è una facoltà che comprende più corsi, e quindi offre più piste da seguire in previsione di un ‘dopo università’. Nonostante i vari professori me lo avessero sempre sconsigliato, io l’ho scelta ancora in terza superiore, dato che il mio sogno è affermarmi come giornalista sportivo.
D: Io voglio fare il giornalista da tempo immemorabile, più o meno dalle elementari. Fino all’estate scorsa però ero indeciso tra parecchie facoltà, tra cui giurisprudenza, lettere, e comunicazione ovviamente. Ho optato per quest’ultima ovviamente perché c’era Vise (Giacomo Visentin, ndr), nonostante nessuno volesse che io scegliessi Estensione (sì signori, ha detto proprio così! Gaffe fatale del direttore! Ovviamente intendeva ‘comunicazione). Al momento non sono pentito della scelta fatta, anche perché reputo sia un percorso moderno, più dinamico rispetto ad altri e per di più apre un futuro sulla società.

-Come immaginate il vostro futuro universitario?
G: Specializzazione in giornalismo.
D: Idem.

-Un solo aggettivo per descrivervi.
G: Logorroico, anzi egocentrico.
D: Complicato.

-Un aggettivo per descrivere l’altro.
G: Pensieroso.
D: Dinamico.

-Quanto sei figo da 1 a 10?
G: Solo da 1 a 10?
D: Non esiste una classifica per me.
Se non si fosse capito, il secondo nome di questi ragazzi è Modesto

-Quando sei REALMENTE figo da 1 a 10?
G: Copia-incolla!.. Diciamo 7 i giorni dispari, 8 i giorni pari.
D: Dipende da come mi guardi, è una risposta pensata per i lettori. (Aggiunta non censurata: dipende se mi guardi il lato b.)

-Il vostro colore preferito.
G: Giallo.
D: Azzurro.

-Il vostro numero portafortuna o preferito?
G: Il 78 è il mio preferito, perché è il primo che mi fu affidato quando giocavo a basket. Fortunato credo sia il 14.
D: Io ho un brutto rapporto con i numeri, non li amo particolarmente.

-Sport del cuore con annessa squadra?
G: Il mio sport del cuore è il calcio, e tifo la mia amata Inter.
D: Una volta anche per me era il calcio, ora basket. Per il primo tifo Juventus, per il basket Olimpia Milano.

-Cantante o gruppo musicale preferito?
G: I Queen, i Muse e i Red Hot Chili Peppers. E, ovviamente, i Funkazzoni. (No, Giacomo è un ragazzo che non ama farsi pubblicità!)
D: Il cantante è Ligabue e come gruppo, nonostante me ne vergogni molto, quello dei Finley, poiché quello con loro è un rapporto lungo e duraturo: spesso con le loro canzoni esprimono me stesso, i miei stati d’animo.
Giacomo, in seguito a questa rivelazione, non si trattiene e lancia un appello: “Cari lettori, si aprono le votazioni, volete ancora Davide Permunian direttore dopo questa affermazione?”

-Qual è la vostra canzone della vita, cioè la canzone che meglio vi rappresenta?
G: “Can’t stop” dei Red Hot.
D: Nessuna in particolare, va molto a periodi.

-Cosa sognate di diventare in un futuro prossimo?
G: Io giornalista sportivo, oppure cantante.
D: Io ambisco a diventare un giornalista o uno scrittore.

-E questo sogno corrisponde a ciò che voi davvero pensate di poter diventare?
G: Riguardo al diventare giornalista sportivo, penso che se seguirò le tappe giuste, se migliorerò, se continuerò con la “fame” e con il giusto spirito di non sentirmi arrivato, potrò farcela. Per quanto concerne l’ambito musicale, credo che dovrei avere più talento e fortuna.
D: Io sono pessimista di natura –aggiunta di Giacomo: per forza, ascolta i Finley!- ma questo è l’obiettivo di una vita quindi darò tutto per questo.

-Siete single, impegnati, interessati?
G: Lupo magro.
D: Lupo solitario. O meglio, impegnato a capire me stesso.
Ci facciamo quindi dare una definizione di ‘lupo’: persona non legata da collari o catene di ogni genere; uno spirito libero.

-I vostri pregi e difetti più grandi.
G: Io faccio fatica a chiedere scusa oppure ad ammetter di aver sbagliato, mentre come pregio mi riconosco il fatto di non riuscire ad odiare le persone. Se una mia virtù è uno sguardo positivista verso il mondo, il mio vizio più grande è non passarla mai a calcetto, ma assolutamente non quello delle schedine – in realtà, per metà intervista, era teso per la sua possibile vittoria con le scommesse…povera gioventù!
D: Penso troppo: sia pregio che difetto. Io non riesco ad essere cattivo per molto tempo con chi se lo merita, ma d’altro canto sono solito farmi troppe paranoie. Vedo sempre i problemi e meno le opportunità. Mi riconosco come pregio, però, il fatto di rimanere calmo durante una discussione: quando le persone dialogano attorno ad un problema, solitamente iniziano a litigare, mentre io sono tra quelli che mantengono la pacatezza  e che cercano anche di placare gli altri. Secondo me è bellissimo discutere, ma mi infastidiscono le urla e gli insulti. A me piace capire le motivazioni degli altri, conoscere le persone e cercare di capirle grazie a ciò che dicono in modo sereno.

-Qual è la cosa che vi fa più paura?
G: Dopo Permu (Davide Permunian, ndr) nudo? –Silenzio imbarazzante-. La mediocrità.
D: Dopo Vise in calzamaglia?…… La solitudine.

-Da quanto vi conoscete e come vi siete conosciuti?
G: Da quattro anni.
D: Dal grembo materno.
G: L’occasione è nata quando Davide faceva il commentatore al torneo delle grazie. Io ero un fenomeno, facevo tanti goal, e lui, comportandosi come un vero giornalista che capisce di aver davanti un campione, esaltava le mie gesta: da lì è nata un’amicizia di lunga durata.

-Com’è nato il progetto di Estensione?
G: Io avevo contattato Davide qualche mese prima per un progetto che racchiudeva solo la sfera sportiva, e ho cercato lui poiché sapevo della sua passione e delle sue qualità artistiche, e conoscevo la caratura del soggetto. Il mio intento era creare un prototipo, qualcosa che informasse le persone sulla bassa padovana con inviati nelle varie discipline sportive. In novembre però, avendo assistito ad un comizio, che si tiene ogni venerdì davanti al Pedrocchi a Padova e che vede protagonista un uomo che cerca di smuovere le masse all’attività politica e all’informazione, ho avuto l’illuminazione e così ho proposto a Davide di creare quello che poi è diventato Estensione.
D: Io sono stato direttore del giornalino scolastico per due anni. -Nemmeno si fa pubblicità-. Scrivere mi piace molto, e in passato ho provato a rivolgermi al Comune per aprire un giornale finanziato proprio da questo, ma per vari motivi non è stato possibile. In seguito è arrivata la geniale idea di Vise e ho accettato subito.

-Pensate che Estensione si espanderà? E, se sì, come?
G: Il punto di forza di Estensione è la capacità di sapere attualizzare i problemi nazionali su un contesto cittadino, e questo deve mantenerlo. Abbiamo inoltre ripreso a parlare di sport atestino, come non accadeva dai tempi di Sport d’Este– giornalino gratuito mensile- e questo costituisce da un lato una novità, poiché il nostro è un settimanale, ed inoltre noi, differentemente da quotidiani famosi, non trattiamo solo di calcio, e non solo a livelli alti. Riusciamo poi a illustrare tutte le forme d’ arte in maniera fresca, e la gente ne sembra soddisfatta.
D: Sono sostanzialmente d’accordo, ma secondo me il web non basta. In una cittadina come Este vorremmo provare ad ampliare ancor di più il progetto, magari con un po’ di pubblicità, oppure partecipando direttamente agli eventi e raccontandoli. Ci piace coinvolgere i cittadini, e puntiamo a raccontare andando direttamente sulla notizia.

-Cosa rispondete a chi accusa Estensione di essere politicamente schierato o di trattare troppo di sport?
G: Io sostengo che politicamente non ci sia nulla da attaccare. I rari articoli di politica –per così dire-sono oggettivi: si tratta, come nel caso dei vari partiti, di semplici descrizioni in cui non sono presenti pareri.
Per l’attualità abbiamo sempre cercato,  un po’ alla ‘Striscia la notizia’, di tenerci diffidenti da ciò che ci veniva riferito dalle varie istituzioni, le cose vanno prese con le pinze, ma se ciò che ci veniva riportato era corretto,  abbiamo sempre dato a Cesare ciò che è di Cesare. Per lo sport , questo è uno dei cardini del giornale, quindi non è mai abbastanza, come le pagine sull’arte del resto.
D: Condivido. Aggiungo poi che, secondo me, presentare una notizia in modo obiettivo è sostanzialmente impossibile, perché ogni giornalista ha un suo stile, una sua personalità che inserisce nell’articolo. Noi ci impegniamo affinché che ogni notizia sia tendenzialmente obiettiva. A conferma di questa volontà c’è il fatto che sono stati esposti punti di vista diversi in ogni caso trattato, purché questi siano forniti con cognizione di causa.

-Il vostro motto della vita?
D: E’ un frase detta dal comandante della guardia napoleonica nella battaglia di Waterloo:  “La guardia muore ma non si arrende.” Quindi, crederci sempre fino in fondo. Tutto secondo me parte sempre dall’atteggiamento, e se ci credi qualcosa arriva, anche se non hai particolari capacità.
G: Morire giovani il più tardi possibile.

-Qual è la canzone che rappresenta il vostro momento?
D: “Ho messo via” di Ligabue.
G: “With or without you” degli U2.

-Il vostro libro preferito e l’ultimo che avete letto.
Tutti e due sostengono di adorare “Io ti condanno” (il meraviglioso racconto di Estensione, ndr).
D: Io leggo tanto;  il mio libro preferito tra quelli letti di recente è “Tu sei il male” di Roberto Costantini, in assoluto “Io uccido”, di Giorgio Faletti. Sì, lo so, sono tutti libri allegri! L’ultimo letto è “Il segno dell’untore” di Franco Forte.
G: Libro preferito “Jack frusciante è uscito dal gruppo” di Enrico Brizzi, ma quello che rileggerei cento volte è “Le barzellette di Geronimo Stilton”. L’ultimo libro letto è “Uno, nessuno e centomila”, di Luigi Pirandello.

E finisce qui la prima parte del nostro percorso con i due aitanti giovani, nel prossimo articolo potrete leggere le domande più divertenti e piccanti alle quali i due non si sono risparmiati nel rispondere.
Attendiamo quindi tutti con ansia di proseguire il nostro viaggio in loro compagnia!

Ilenia Sanna