Este, l’associazione culturale “Villa Dolfin Boldù” presenta “Il Primo Uomo”

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Quando nel 1852 gli uomini di un piccolo villaggio della Provenza si dichiarano apertamente repubblicani il governo napoleonico dell’epoca decise di risolvere drasticamente le cose, passando per le armi tutta la popolazione maschile. Fu così che le donne si trovarono a gestire completamente il villaggio per molto tempo; tra loro c’è anche la giovane e promettente Violette Ailhaud, che dopo qualche anno decise di mettere nero su bianco gli eventi di quegli anni, e di condividere con il mondo il segreto patto che in quei tempi le donne di quella comunità avevano suggellato tra loro.

Questa in breve è la trama dell’opera che la compagnia teatrale dell’associazione culturale “Villa Dolfin Boldù” ha messo in scena domenica, alla prima italiana presso il Teatro dei Filodrammatici di Este in occasione della rassegna di eventi “Intorno all’8 marzo” .

Una storia decisa e originale, basata su fatti realmente accaduti, che racconta la potenza delle donne nel sopportare i dolori e le sofferenze più atroci, e la loro forza nel rivendicare il loro diritto a cantare un possente inno alla Vita, capace di travolgere e annullare ogni macchinazione di morte frutto della mente umana.

Uno spettacolo tutto al femminile, che mostra la capacità di adattamento del gentil sesso, rivelando un forte spirito di autonomia e di emancipazione dalla figura maschile tradizionale già nella metà dell’800, in piena epoca napoleonica oltretutto! Qui infatti l’unica presenza maschile non assume affatto la figura di maschio dominante, tipica della concezione fallocentrica, ma piuttosto quella dell’uomo disposto a mettersi al servizio della donna, così come la figura femminile si mette al servizio dell’uomo.

L’opera è anche un interessante spunto di riflessione per comprendere meglio il rapporto uomo-donna, offrendo la possibilità di ripartire da zero e di ricordarci perché siamo così indispensabili gli uni gli altri.

Un plauso più che meritato è senz’altro dovuto a tutte le attrici che si sono cimentate con successo nel portare in scena quest’opera, pubblicata tra l’altro solo pochissimi anni fa in Francia, e tradotta lo scorso anno in italiano, a seguito del boom d’interesse intorno alla vicenda. Oltre che a una splendida interpretazione hanno offerto a tutta la sala una grande lezione su quello di cui sono capaci veramente le donne per amore della Vita.

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