Despite Exile, una nuova promessa dell’underground italiano

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Despite Exile

Nel corso degli ultimi anni il metal – genere musicale dalle molte sfaccettature e in costante ascesa – ha preso piede anche nel nostro territorio, dando vita a numerosi progetti, talvolta trascurabili, ma altre volte decisamente incoraggianti. A questo proposito l’intervistato Carlo Andrea Ferraro, chitarrista dei Despite Exile, ripercorre brevemente la storia recente del Metal nel Padovano: nel corso degli anni 2000 si verificò la prima ondata di band underground fortemente caratterizzate da un sound di matrice death metal scandinava, fenomeno che ha raggiunto il suo culmine attorno al 2006. Da lì in poi un forte calo, fino alla grande ripresa con l’avvento del metalcore americano – corrente preesistente che univa le caratteristiche del death melodico con quelle dell’hardcore punk, sbarcata con ritardo decennale in Italia – dal 2012 in poi, che ha dato origine a moltissime band che militano tuttora nella scena veneta.

I Despite Exile, quintetto composto da 4 friulani – Jacopo Durisotti (voce), Giacomo Santini (chitarra) e Giovanni Minozzi (basso) da Udine, Matteo Paoli (batteria) da Trieste – e dal padovano Carlo Andrea Ferraro (chitarra), nascono a fine 2010 e raggiungono una formazione stabile già nel corso dell’anno seguente. Recentemente sono stati ingaggiati dall’etichetta discografica tedesca Lifeforce Records, con la quale hanno pubblicato la loro ultima fatica, “Disperse”, un EP di 7 tracce uscito a fine novembre dell’anno scorso. Tuttavia non è la loro prima pubblicazione: in totale i Despite Exile hanno inciso 3 EP (“Scarlet Reverie” e “Re-Evolve”, entrambi autoprodotti, in fine “Disperse”) e un full-length album, sempre autoprodotto, “Sentience”. Nel corso della loro carriera quinquennale hanno coordinato la prolificità dei lavori in studio con un’intensa attività live, che li ha visti girare tutto il Nord Italia da ovest a est, spingendosi al sud fino a Roma. Il bagaglio dei loro show annovera anche diverse esperienze oltre il confine, in Slovenia, Austria e Francia.

Carlo Andrea parla di quanto sia stata fondamentale una certa spinta interiore da parte di tutti i membri della band, dettata dalla grande curiosità di muoversi – tuttavia il gruppo resta ancora discretamente attivo in zona, particolarmente in Veneto – per conoscere persone e musicisti da ogni dove. La grande passione per la musica si unisce quindi a quella del viaggio: così la formazione dei Despite Exile continua a vivere con grande entusiasmo quest’esperienza itinerante che finora li ha portati a conquistare la simpatia e l’affetto dei fan – in continua crescita – concentrati soprattutto nel nord del paese. Con gli anni sono arrivati anche palchi importanti, calcati al fianco di autentici big della musica come Betraying The Martyrs, Napoleon e Skyharbor (Dissonance Festival @Live Forum, Milano, 2014), Trivium (Festival di Majano, Udine, 2015) e Oceano (Parco della Musica, Padova, 2015). In cantiere anche un tour europeo previsto per maggio che verrà ufficializzato a breve.

Disperse” è un concept EP che affronta un tema filosofico audace, ossia la natura dell’animo umano. “Il disco è diviso in cinque atti” – spiega il bassista Giovanni Minozzi, autore dei testi (in lingua inglese) – “dove ogni atto rappresenta una fase del pensiero”. Protagonista dunque è il pensiero in quanto tale, ogni volta incarnato in una figura diversa (Leviatano, Servo, Osservatore, Araldo e Martire): ognuna di queste figure sperimenta una contraddizione che la fa muovere verso il suo opposto sino a giungere all’atto finale, quello della dispersione, dove il pensiero si libera dalle contraddizioni diventando una cosa a sé. “L’intero percorso concettuale” – prosegue Minozzi – “è sorretto dalla metafora della vista: lungo tutto l’EP sono presenti dinamiche legate al vedere, all’essere visti e all’accecarsi, un chiaro riferimento alle contraddizioni sperimentate dalle figure”. La simbologia – rappresentata anche nel booklet del CD – si rifà ad una corrente minoritaria del buddismo cinese, dove i cinque simboli rappresentano i vari gradi dell’illuminazione, quindi una progressiva eliminazione delle contraddizioni nonché continua auto-trasformazione. “L’ispirazione per questi testi” – conclude Giovanni – “mi è stata data da varie letture, in particolare dalla fenomenologia dello spirito di Hegel”. Altri spunti derivano poi da Thomas Hobbes, Nietzsche e dalla psicanalisi.

Davvero un buon lavoro sotto molti profili quello dei Despite Exile, migliorati notevolmente sia nel songwriting, sia per quanto riguarda il livello di produzione audio. Un prodotto che quindi non ha troppo da invidiare alle pubblicazioni di band più blasonate facenti parte del mainstream. Tre sono i loro video ufficiali presenti su YouTube: “Perfection Neutralized” (2012), “Immanence” (2013) e “Act IV: Herald Of Blindness” (2015). “Tanti i gruppi veneti e non usciti recentemente con prodotti professionali” – sottolinea Ferraro – “come Fall Of Minerva, Devotion, Wrong Way To Die, Damned Spring Fragrantia, Not Yet Fallen, Lies Of Nazca, Zeit, Slander, Forgotten Tears, Noise Trail Immersion, My Aim To Farewell e molti altri, tutti da scoprire”. L’ondata di entusiasmo e partecipazione che ha investito queste band e la scena a cui sono legate, sta fruttando risultati positivi a 360°: i vari collettivi, in particolare Trivel (Venezia), DeesaJoe (Padova) e la realtà in costante crescita di Versus Music Agency (Milano), stanno autenticamente riscattando e ridestando il nostro territorio dal torpore degli anni precedenti.

Un grazie speciale a Giovanni Minozzi e Carlo Andrea Ferraro per la grande disponibilità.

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