Da Ospedaletto Euganeo alla California, il sogno di Luca Baratella

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luca baratellaLuca Baratella ha 25 anni e a gennaio volerà da Ospedaletto Euganeo fino ad Anaheim, in California, per partecipare alla più importante fiera musicale del mondo. L’avevamo incontrato nell’aprile del 2013 insieme a Marco Vigato, compaesano e coetaneo, con il quale un anno e mezzo prima aveva fondato “Shiva Audio Devices“, un marchio sotto il quale producevano artigianalmente chitarre, amplificatori, effetti e pedali. Marco, esperto in liuteria, un giorno si è accorto di non voler trasformare la sua passione in lavoro. Così Luca è rimasto solo: ha rinunciato alla costruzione di chitarre e si è dedicato esclusivamente ai device. I due, nonostante la separazione professionale, sono rimasti grandi amici. Ma il lavoro di due anni è stato praticamente buttato. «Ho dovuto ricominciare daccapo» conferma Luca.

Il 25enne si è rimboccato le maniche e ha preso in affitto un garage di 90 metri quadri, diventato la sua sede di produzione. Giorno dopo giorno, le richieste hanno iniziato ad aumentare. Dalla vendita ad amici e conoscenti, incontrati durante la sua esperienza come chitarrista nei gruppi del territorio, alla spedizione per artisti provenienti da tutto il mondo, il passo è stato breve. Merito del passaparola: «Giorno dopo giorno il mio giro si sta allargando a macchia d’olio. Chi acquista una volta, torna sempre» commenta soddisfatto. E così il fatturato, seppur debole in cifre assolute (Luca è in cerca di investitori), è aumentato del 250% in un solo anno. «Al momento ho tre negozi di musica che chiedono di essere riforniti in maniera continuativa. E parecchi artisti di caratura internazionale hanno scelto Shiva per i loro device: su tutti Michael Thompson, che ha lavorato con Céline Dion, Madonna e Michael Jackson, e Michele Vioni, uno dei chitarristi italiani più bravi». Il lavoro, dunque, non manca. «Lavoro anche dodici ore al giorno, presto mi trasferirò dal garage a un capannone in zona industriale a Este. Fortunatamente sono affiancato da un ragazzo di Padova, Francesco Berti, che mi dà una mano nella progettazione e nel disegno 3D dei modelli».

Pochi giorni fa Luca ha deciso di iscriversi alla NAMM, acronimo di National Association of Music Merchants, un’associazione di venditori di strumenti e attrezzature musicali. Ogni anno l’ente organizza il NAMM Show, la più importante fiera al mondo dedicata ai prodotti musicali. Fondata nel 1901, si tiene la terza settimana di gennaio ad Anaheim, in California, presso l’Anaheim Convention Center. «Dopo essermi iscritto mi sono proposto. Mi hanno valutato positivamente e mi hanno invitato» racconta. La piccola Shiva esporrà quindi a fianco dei più grandi produttori di device musicali del globo, da Fender a Marshall. Ma quali sono i punti di forza di Shiva? «Assolutamente la qualità, ma anche l’assistenza. Chi compra un mio prodotto, compra anche un rapporto fatto di consigli e fiducia. E ciò è fondamentale in campo musicale».

Luca non si pone limiti. «Oltre a creare un punto di riferimento per i chitarristi della Bassa Padovana, mi piacerebbe essere conosciuto in tutto il mondo». Ma l’obiettivo non è approdare alla grande distribuzione, anzi. «Non mi interessa produrre 2000 amplificatori all’anno. Voglio raggiungere una quantità che mi permetta, al tempo stesso, di mantenere una qualità elevata, in modo che tutto ciò che viene prodotto resti sotto la mia supervisione». Infine, il sogno di una vita: «Chi vorrei vedere sul palco con un device Shiva? Steve Lukather (fondatore e leader dei Toto, nda) o Michael Landau».

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