The Danish Girl, storia di un amore che va oltre la carne

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The Danish Girl, film presentato alla 72esima edizione del festival del cinema di Venezia, è finalmente uscito nelle sale cinematografiche di tutta Italia. Il film racconta la storia di Lili Elbe, il primo transessuale che si è sottoposto a un’operazione chirurgica per cambiare il proprio sesso.

La versione cinematografica prende spunto dall’omonimo libro di David Ebershoff, il quale però si ispira solamente alla vera storia, nonostante venga acclamato come una vera storia in sé: alcuni personaggi e alcuni eventi infatti sono deliberatamente inventati per donare alla narrazione uno sfondo più romanzesco. Sono quindi molte le inesattezze e le incongruenze presenti nel film, il quale viene addobbato e integrato per donare allo spettatore una vicenda incantevole e magica (un esempio evidente, nella scena finale vengono mostrate delle montagne, ma il fiordo di Vejle è privo di montagne nelle vicinanze. Il direttore artistico del film ha voluto aggiungerle per donare al film un volto più drammatico, girando la scena in un fiordo norvegese).

Il regista è Tom Hooper, già autore de “il discorso del re” e “les miserables”, il suo è un tocco gentile e sfumato che permette allo spettatore di entrare nella vita dei due protagonisti come se lo stesso si stesse addentrando in una fiaba. Questo effetto è sicuramente stato amplificato dall’aiuto di Danny Cohen, direttore della fotografia già in alcuni dei precedenti film di Hooper. Danny Cohen svolge un lavoro incredibile e ogni inquadratura regala qualcosa che difficilmente può passare inosservato, viene inoltre raffigurata una Danimarca incantata, resa tremendamente suggestiva (Come se ce ne fosse bisogno) da paesaggi e scorci di una epoca lontana eppure così vicina. In questo encomiabile lavoro tecnico si aggiunge pure il grande lavoro scenografico di Eve Stewart e costumistico di Paco Delgado (entrambi candidati all’oscar).

Passando al cast principale, gli attori protagonisti sono Eddie Redmayne (Vincitore dell’oscar al miglior attore protagonista per “La teoria del tutto”) e Alicia Vikander, i quali danno prova delle loro grandissime abilità recitative. Ma piuttosto di soffermarmi sul solito Eddie Redmayne (bravissimo e convincente nella prova di Lili), vorrei porre le mie attenzioni su Alicia Vikander. Ella ci regala una prova di incredibile valore emotivo (che le vale l’Oscar alla miglior attrice non protagonista), riuscendo a trasmettere alla platea tutta la forza, il dolore e l’amore che il suo personaggio ha dentro. Una prova struggente ai limiti delle perfezione, infine si può dire tranquillamente che è lei la vera protagonista del film, riuscendo a monopolizzare il film con la sua favolosa presenza scenica.

Nonostante voglia raccontare la storia di uno dei primi transgender, la pellicola finisce per soffermarsi quasi di più sul ruolo della moglie di Lili, Gerda. Una moglie che ha una forza incredibile, donatale dall’amore infinito che riesce a provare, un amore quasi troppo grande, che supera i confini della mera carne e si insinua nei meandri dello spirito dei due personaggi. “How have I ever deserved such love?” (Come ho potuto meritare un amore simile?). The Danish Girl è un film di assoluto valore artistico, e nonostante le varie inesattezze che lo accompagnano, riesce ad affermarsi come uno dei più importanti dell’anno.

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