The Amazing Spider-Man 2 – Il potere di Electro

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amazing spiderman 2

  • Regia: Marc Webb
  • Sceneggiatura: Alex Kurtzman, Roberto Orci
  • Cast: Andrew Garfield, Emma Stone, Jamie Foxx, Dane DeHaan, Paul Giamatti, Sally Field
  • Durata: 142 minuti
  • Genere: Azione
  • Anno: 2014

TRAMA

Peter Parker, alias Spider-Man, è combattuto fra il desiderio di stare insieme a Gwen Stacy, la sua fidanzata o lasciarla per proteggerla da eventuali super-cattivi. L’arrivo in città di un nuovo agguerritissimo nemico, Electro e il ritorno di un vecchio amico d’infanzia, Harry Osborn, complicherà ulteriormente la sua situazione.

CRITICA

Il secondo capitolo della saga di Spider-Man, firmata da Marc Webb viaggia a buoni ritmi, attenendosi al fumetto ma riuscendo comunque a prendere spazi di originalità. Quello che mi ha più colpito nel primo capitolo, si è poi trasposto nel secondo: la sceneggiatura stravolge alcuni punti chiave del fumetto, creando al contempo delle sotto trame che s’intersecano con la storia principale. L’esempio più lampante è la morte dello Zio Ben, dove sia nel fumetto sia nei film di Raimi, viene catturato subito il responsabile; “The Amazing Spider-Man” lascia maturare gli accadimenti, per poi trovare il momento più giusto per farle rivivere. Il merito, dunque, è tutto degli sceneggiatori, i quali sono riusciti a sviluppare un progetto lungimirante di ben quattro capitoli, in cui porteranno alla maturazione totale il personaggio. In poche parole, si seguirà la scuola di Nolan e della sua saga di “Batman”. Il protagonista, interpretato da un per me ottimo Andrew Garfield, è riuscito a dare quello che il suo predecessore nel vestito di Spider-Man (Tobey Maguire, altrimenti detto “faccia da triglia”) non era riuscito a trasmettere, cioè i problemi legati all’adolescenza, di come realmente si comporta un adolescente in determinate occasioni.

Il problema che sorge, è un’esagerazione di questi; per la maggior parte del film non ci si concentra su come l’Uomo Ragno affronti i suoi nemici o come cerchi di celare la sua vera identità di studente neo diplomato, ma si vede di continuo un tira e molla pazzesco tra Peter Parker e Gwen Stacy. Più che Spider-Man mi è sembrato di guardare “O.C.”. Altro problema abbastanza rilevante sono stati gli effetti speciali, soprattutto per quanto riguarda Electro. Sembravano essere quelli di un videogioco, piuttosto che gli effetti di un film. Il povero Jamie Foxx durante la trasformazione nel super cattivo sembra essere l’incrocio fra un pesce e il Grande Puffo, con il potere di lanciare scariche elettriche. Da notare anche una leggere somiglianza al Dr. Manhattan. La regia messa in campo da Webb non è all’altezza del ritmo e crudezza della trilogia precedente, diretta da un autore che viene dal genere horror come Raimi. Come film d’azione si avverte, in un certo qual modo, una sorta di lentezza, soprattutto nei combattimenti, troppo pochi e poco avvincenti per un film sui supereroi.

VALUTAZIONE

L’eroe più amato della Marvel torna sul grande schermo, riportando l’umorismo che si era visto nel precedente film. Webb ha un po’ ”infighettato” la trama, soffermandosi più sulle emozioni dell’Uomo Ragno che sugli scontri con i suoi acerrimi nemici, rendendo il film appetibile anche ad un pubblico di vasta scala. È un film che comunque affronta in maniera diversa, rispetto a tutti gli altri film della Marvel usciti ultimamente, le problematiche che comportano i super poteri. In conclusione il film non è coinvolgente da un punto di vista visivo, ma più da un punto di vista sentimentale.

VOTO: 6 ½

CITAZIONI

“Hai ricevuto il mio messaggio? Sai che dice? Dice ti amo. Perché io ti amo. E senza offesa ma ti sbagli sul fatto che siamo su binari diversi: non sono diversi. Tu sei il mio binario e lo sarai per sempre. Lo so, ci sono un milione di motivi per cui non dovremmo stare insieme, lo so, ma sono stanco di sentirli. Ognuno deve fare una scelta e io scelgo te”.

“Gwen non sarò mai un uomo io sarò per sempre un super-eroe che si arrampica su per i muri e lancia ragnatele, ma io ti amerò nonostante tutto”.

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