Mostra del cinema di Venezia, la recensione di “Sangue del mio sangue” e “Anomalisa”

421
(photo credit: Luca Violato)
(photo credit: Luca Violato)

La mia prima volta alla mostra del cinema doveva essere condita con dei film che non potessero lasciare indifferente, ed effettivamente (anche se per motivi diversi) è stato così. Passeggiando tra le vie del Lido di Venezia tra appassionati del settore mi sono scoperto impaziente di assistere ai due film che avevo in programma di vedere. Sangue del mio sangue di Bellocchio e Anomalisa di Charlie Kaufman, ritenuti tra i film favoriti dagli esperti. Al pari di The Danish Girl (Tom Hooper), che racconta la storia di uno dei primi transessuali sottopostosi all’intervento per il cambio di sesso, e Rabin – The last day di Amos Gitai, film sull’assassinio del primo ministro Yitzhak Rabin. Nonostante sia abbastanza difficile azzardare un vincitore (vista la presenza di nomi nuovi e semisconosciuti) probabilmente la giuria deciderà il vincitore (il 12 settembre) tra questi 4 titoli appena citati.

Sangue del mio sangue

Moltissime aspettative circondavano questo film, ammetto di essere entrato in sala senza nessun pregiudizio di qualsiasi forma, senza nemmeno sapere di cosa parlasse il film per non essere in nessuno modo influenzato dal genere o dalla trama. Avendo così una esperienza visiva più pura.

La storia è ambientata a Bobbio, e si biforca tra il seicento ed i giorni nostri. La parte seicentesca è incentrata sulla purezza dell’anima e su una suora peccatrice, la quale verrà messa allo stremo, subendo più tipi di ordalia (processi che si basano sul giudizio divino) per essere costretta a confessare un crimine carnale che ha portato al suicidio il fratello del protagonista.

Il protagonista Don Federico (Pier Giorgio Bellocchio), arrivato nel convento di Bobbio per redimere l’anima del fratello suicida, finisce lui stesso per essere trascinato in un vortice di sesso e perdizione. Una parte empia a mio avviso, molto lenta sotto il profilo narrativo e scarsa dal punto di vista tecnico, con una tecnica di ripresa a volte antiquata, e una fotografia sufficiente ma che non eccelle. Una storia di pentimenti e passioni che non riesce, a mio avviso, ad incantare lo spettatore, ma anzi, lo annoia non poco.

La seconda parte, quella ambientata nel presente, mostra il nuovo protagonista interpretato da Roberto Herlitzka, vampiro e capo celato della città di Bobbio che si scontra con un funzionario regionale per il controllo delle prigioni paesane. Una parte più interessante ma insufficiente, nella quale vengono inseriti temi platonici e pirandelliani.

Dopo quasi settanta minuti si cerca finalmente di dare una morale, una interpretazione al film, con il conte che chiacchiera della corruzione e della paura del futuro. Una chiara critica verso l’Italia moderna, ma una critica talmente striminzita che non riesce nell’intento di far ragionare lo spettatore sulla attuale situazione italiana.

Il film ci lascia con un messaggio di speranza, con il conte che finalmente vede la luce, rendendo chiara la visione ottimista di Bellocchio per quanto riguarda il futuro del nostro paese. A mio avviso un film ampiamente insufficiente con una recitazione a dir poco scadente, una pellicola che è sembrata esser stata concepita con delle ottime intenzioni e con delle buone idee, ma il cui risultato si è rivelato veramente deludente.

(fonte: mymovies.it)
(fonte: mymovies.it)

Anomalisa

Film d’animazione riprodotto con la tecnica dello stop motion (scelta abbastanza curiosa), finanziato nel lontano 2012 grazie ad un progetto su Kickstarter.

Kaufman ci ha abituati molto bene, regalandoci sempre opere di alto spessore intellettivo. In questa proiezione viene narrata la storia di Michael, uno scrittore intrappolato nella ripetitività della sua vita, che cerca nuovi stimoli. Ogni altro personaggio al di fuori di Michael viene rappresentato con la stessa voce e lo stesso viso, ad indicare come per lui, tutto il resto del mondo fosse in verità una entità unica, di ridotta importanza. Nella sua disperata ricerca riesce a trovare una donna con una voce finalmente nuova e bellissima, che si diversifica dall’univoca massa di persona che non hanno nessuna importanza per Michael (una sorta di rievocazione del concetto di anima gemella).

Michael passerà dei momenti incantevoli con Lisa, la cui parola preferita è anomalia, da qui il titolo del film: “Anomalisa“. Lei stessa d’altronde può essere considerata una anomalia rispetto al mondo in cui Michael vive, un mondo vuoto in cui nessuno si distingue, ma che dopo l’arrivo della donna acquisisce finalmente un senso. Viene inoltre mostrata una scena di sesso tra i due, che considero a dir poco rivoluzionaria. Mai si erano visti sul grande schermo due personaggi di un film d’animazione intenti in atti sessuali palesi (con genitali visibili). Anche questo rende geniale il film di Kaufman, la capacità di osare.

Il film è di una dolcezza incredibile, esplora un amore kafkiano e assurdo, a tratti onirico. Sostiene che ogni persona è alla ricerca dell’amore, e che ogni persona può riceverlo. Il mondo che prima poteva sembrare così oscuro ed afono, può diventare qualcosa di lucente e meraviglioso, ma non senza rischi, perché l’amore può sia dare che togliere.

Il finale del film è agrodolce, in simbiosi con l’atmosfera tetra, ma sognante, della storia. Una storia semplice, ma allo stesso tempo originale, e incantevole. Anomala.

(fonte cinematografo.it)
(fonte cinematografo.it)

Salva Articolo

Lascia un commento