La teoria del tutto (non sa di niente)

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SCHEDA

  • Regia: James Marsh
  • Sceneggiatura: Anthony McCareten
  • Cast: Eddie Redmayne, Felicity Jones, Emily Watson, Charlie Cox
  • Durata: 123 minuti
  • Genere: Drammatico, Biografico
  • Anno: 2014

TRAMA

Oxford, una delle università più prestigiose dell’Inghilterra, inizio anni ’60. Il giovane Stephen Hawking cerca di trovare le origini dell’universo; durante una festa incontra Jane Wilde, una studentessa di lettere e fra i due nasce subito una profonda e intensa attrazione. La coppia è molto innamorata e neanche la notizia della grave e incurabile malattia diagnosticata al cosmologo sembra non fermare il loro amore, ma l’ingresso di una terza persona nella vita matrimoniale comincia a far vacillare la coppia.

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(Fonte foto: www.panorama.it)

CRITICA

Siamo sinceri. “La teoria del tutto” non è questo gran capolavoro, anzi. Certo, non è da buttare via, ma neanche da elogiare troppo, diciamo che rientra a pieno merito nella categoria dei filmetti carini, oppure in quella dei film che aiutano a rimorchiare. Non entra di certo nella categoria film da Oscar, e infatti vedo esagerata la candidatura di questo film a ben 5 categorie, fra cui miglior film (potevano tranquillamente mettere “Interstellar“, ‘sti burini di Hollywood). Addentrandoci più nel merito, ho trovato questo film eccessivamente drammatico, troppo romanzato e incipriato di frasi a effetto che ti aspetti solo nei film d’amore con protagonista Julia Roberts.

Alcune scene sono totalmente irreali che si percepisce a pelle la voglia non di ricreare fedelmente un momento di vita del cosmologo, ma di cercare di strappare una lacrima, un momento di tenerezza al pubblico. Probabilmente lo sceneggiatore si è dimenticato di star scrivendo un film “biografico” su una relazione, lasciandosi trasportare un po’ troppo dalla fantasia. Le premesse del film erano anche interessanti, stiamo comunque parlando di uno dei personaggi più famosi del nostro secolo, affetto da una delle malattie più terribili mai conosciute dall’uomo. Senza dimenticare il regista, uno dei più quotati documentaristi degli ultimi anni, vincitore anche di un’Academy nel 2009. Insomma, una vera e propria occasione buttata nel cesso.

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(Fonte foto: www.panorama.it)

Sì lo so, forse ho esagerato un pochino e qualcosa la riusciamo a salvare, come la prova interpretativa di Eddie Redmayne. L’attore inglese ha sicuramente dovuto allenarsi fisicamente per assomigliare il più possibile a Stephen Hawking, e passare tutto molto tempo in una posizione fissa su una sedia a rotelle non è una passeggiata. Quindi vincerà l’Oscar come miglior attore? No, temo proprio di no. Per quanto l’interpretazione di Redmayne possa essere positiva non si avvicina per niente agli attori che hanno dovuto intraprendere veri e propri cambiamenti masochistici per entrare nel personaggio. Basti guardare all’Oscar dell’anno passato, vinto da un meraviglioso Matthew McConaughey per capire quanta distanza ci sia fra i due. Forse se il film fosse stato incentrato ancora di più sulla malattia della persona più intelligente del mondo, probabilmente la sua interpretazione fisica sarebbe stata portata ad un livello successivo.

In definitiva, bisogna andare a vederlo? Sì e no. Non è un film fondamentale e si può pure saltare l’appuntamento al cinema. Se invece avete voglia di commuovervi e usare qualche fazzoletto di carta, “La teoria del tutto” è adatto per voi!

VOTO: 6 ½

 

https://www.youtube.com/watch?v=tt_Lcw9LOco

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