Il mio amico Eric (fa kung-fu)

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ilmioamicoeric

  • Regia: Ken Loach
  • Sceneggiatura: Paul Laverty
  • Cast: Steve Evets, Eric Cantona, Stephanie Bishop
  • Genere: Commedia, Drammatico
  • Durata:116 minuti
  • Anno: 2009

TRAMA
Eric è un postino costretto ad affrontare una vita piena di difficoltà e rimpianti. Vive nel ricordo della sua prima moglie, Lily, lasciata trent’anni prima in seguito ad un attacco di panico, in più accudisce due figli della seconda ex moglie, i quali non hanno nessun tipo di rispetto nei suoi confronti. La situazione critica comincerà a risolversi quando in aiuto a Eric si presenterà uno dei suoi più grandi idoli.
CRITICA
 Ken Loach scende in campo per la sua 20esima pellicola, accompagnato da uno dei più grandi campioni mai esistiti nella storia del calcio: Eric Cantona.
Nonostante la presenza del bomber francese, questo non è un film sul calcio, ma è un film che t’insegna come guardare il calcio da un punto di vista umano, ed è proprio lo storico attaccante del Man U che spiegherà al protagonista come risollevarsi dalla sua posizione critica.
Cantona appare nella fantasia di Eric, in quanto da sempre tifoso dei Red Devils e grande ammiratore del numero 7 francese. Sarà quindi questa sorta di fantasma filosofico che insegnerà i grandi valori del calcio che però escono dagli stadi: l’amicizia (cioè la squadra), la generosità, il coraggio di rischiare, di affrontare le difficoltà alzando spavaldamente il coletto della propria maglia.
“Il mio amico Eric” si distanzia particolarmente dal classico stile realistico utilizzato dal regista inglese, non tanto per un abbandono del suo tema preferito cioè le vittime del mercato del lavoro dopo il neo liberismo imposto dalla Lady di Ferro negli anni ’80 (che rimane comunque una cornice in tutti i suoi film), ma per la vena particolarmente umoristica del film: un umorismo che comunque non si riesce a distaccare da soggetti definibili tragici, ma senza dubbio la presenza di Cantona alleggerisce gradevolmente il film, facendo comunque persistere tematiche serie.
Ottima la sceneggiatura di Laverty, che continua la sua proficua collaborazione con il regista inglese.
VALUTAZIONE
Un film imperdibile per tutti gli appassionati di calcio. Vedere uno dei giocatori più famosi di sempre interpretare, tra l’atro in maniera decente, un film di uno fra gli autori più impegnati di sempre è indubbiamente un’accoppiata vincente.
In questo periodo di mondiali è un film ideale per ricordarsi che il calcio non sono scontri e violenza, ma dev’essere anche l’ispirazione personale per riuscire a dare il meglio di sé.
VOTO: 7
CITAZIONI
“Non sono un uomo… Io sono Cantona”
“Senza rischiare non possiamo superare i rischi”

P.S.
Per chi non conoscesse Cantona, ecco un paio dei suoi goal più importanti
http://www.youtube.com/watch?v=8fVckyEwKCE
 Giulio Zancanella