Il capitale umano (non si studia in geografia)

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  • Regia: Paolo Virzì
  • Sceneggiatura: Paolo Virzì
  • Cast: Fabrizio Bentivoglio, Fabrizio Gifuni, Valeria Bruni Tedeschi, Valeria Golino, Luigi Lo Cascio, Matilde Gioli, Guglielmo Pinelli, Giovanni Anzaldo
  • Durata: 116 minuti
  • Genere: Drammatico
  • Anno: 2014

TRAMA

La Brianza è un’area geografica a nord di Milano ed è fra le più economicamente produttive in Italia. È qui che avviene un incidente stradale, nel quale muore un cameriere di catering, mentre stava tornando a casa dal lavoro in bicicletta in tarda nottata. Questa morte diventerà il punto d’origine della decadenza di due famiglie, che s’incontreranno e scontreranno per riuscire a mantenere il loro posto nella società.

CRITICA

Con “Il capitale umano”, Paolo Virzì dimostra a tutto il cinema italiano ed europeo la sua grande tecnica da sceneggiatore-regista di alta classe. Nel film, tratto dal romanzo omonimo di Stephen Amidon, Virzì propone la Brianza come concentrato dei vizzi e delle virtù italiane, solo che dall’interpretazione del regista Livornese, sembrano dominare i primi. Gli Ossola e i Bernaschi, sono le due famiglie “tipo” del nord Italia, la prima medio borghese e l’altra decisamente  ricca. Per rappresentare in ugual misura i membri interni della famiglia, Virzì adotta sapientemente un montaggio a capitoli e come un quadro cubista, ritaglia ed evidenzia ogni minima angolazione della sua storia, riuscendo a seguire l’intreccio della trama sempre a tutto tondo.

Il dare un prezzo alla vita, decidere quanto vale una persona, un legame affettivo, è questo quello che racconta il film; le persone vengono valutate come oggetti non solo dalle assicurazioni, ma anche da i loro stessi simili, che svendono la loro stessa esistenza, i loro principi e legami con la propria famiglia. Questo è uno dei punti più critici sottolineati da Virzì: la famiglia, un tempo considerata la base della società italiana, adesso non è altro che una moneta di scambio per il raggiungimento di scopi personali. Il capo famiglia dei Bernaschi è un uomo di alta finanza che gioca in borsa speculando su i fallimenti delle aziende. Il suo guadagno coincide con la perdita di altri e in questo modo Virzì, riesce ad ottenere il paragone di società-famiglia all’interno del film, creando più strati d’interpretazione che alla fine però, coincidono in un tutt’uno.
Il regista abbandona una comicità più rilassante utilizzata nei suoi precedenti film, per trovare una cinismo più adatto al mondo che riprende. Non è un vero e proprio ritorno all’indimenticabile Commedia all’Italiana, per via di un mancato amalagamento dell’ironia con la tragicità, penso che sia invece un nuovo stile più ricercato a livello sociale, dalla quale ci si possa ispirare per ritrovare un cinema semi disperso in Italia.
La tecnica utilizzata è studiata per sottolineare al meglio le caratteristiche dei personaggi, cambiando inquadrature e luci a seconda di quale attore era in scena. Una fotografia con luci fredde (alla Clint Eastwood) rappresentta al meglio il grigiore del clima padano, aiutando anche a inquadrare la freddezza dei personaggi. Grande prova attoriale per Fabrizio Bentivoglio, che interpreta fon naturalezza il brianzolo, ottima la scena del “bacio di Giuda”.

VALUTAZIONE

Per tutti quelli che credono che il cinema italiano sia morto, Virzì risponde con un secco no, ottenendo dei buoni risultati al botteghino per me inaspettati. Il pubblico vuole qualcosa di buono, tornare a pensare e non solo svagarsi al cinema. Un film come “Il capitale umano” è un ottimo esercizio d’allenamento per tutti, facendo sperare in un 2014 di grande cinema italiano. Sorrentino, Garrone, Ciprí, Piccioni, Virzì, Salvatores, Tornatore e molti altri ancora, sono i nomi con la quale il nostro cinema può volare in alto, bisogna solo investire nel nostro “capitale artistico”

VOTO
8

CITAZIONI

“Avete scommesso sulla rovina di questo paese e avete vinto”

“Oggi è una giornata un po’ hard…con rispetto parlando.”

Giulio Zancanella