Her (mejo der mejo)

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Her

  • Regia: Spike Jonze
  • Sceneggiatura: Spike Jonze
  • Cast: Joaquin Phoenix, Scarlett Johansson, Amy Adams, Rooney Mara, Olivia Wilde
  • Durata: 126 minuti
  • Genere: Drammatico, Romantico
  • Anno: 2014

Theodore Twombly in questo momento della sua vita è un uomo molto solo e introverso. Il lavoro che fa non lo aiuta a combattere questa malinconia, dato che scrive lettere per conto di terzi, dettandole al computer.

Un giorno Theodore vede la pubblicità di un nuovo sistema operativo, chiamato “OS 1”, il quale possiede un’intelligenza artificiale in grado di evolversi costantemente,proprio come il cervello umano.Affascinato da questa nuova tecnologia, Theodore l’acquista e installa il nuovo sistema operativo. A lui si presenta Samantha, nome scelto in autonomia dal “OS 1”. L’incredibile personalità che sviluppa Samantha, la sua crescita emotiva e psicologica portano Theodore ad aprirsi con lei, provando inizialmente amicizia e poi in seguito amore.

Ma può esistere l’amore fra un uomo e un sistema operativo?

CRITICA

Uno dei registi migliori di questo decennio è sicuramente Spike Jonze. Il suo esordio insieme allo sceneggiatore Charlie Kaufman in “Essere John Malkovich” prometteva già quella che sarebbe stata una carriera all’insegna del successo,e che si conferma maggiormente dopo l’uscita di “Her”.

Il film è ambientato in un futuro prossimo, dove l’uomo interagisce costantemente con una tecnologia che diventa addirittura protagonista. Jonze non intende però studiare il modo in cui la modernità potrebbe cambiare le nostre vite, vuole piuttosto andare in profondità, indagare sul concetto di vita e amore.

Questo film, infatti, richiama concetti filosofici come l’anima, il pensiero e l’esistenza. Richiama in qualche modo il “Cogito Ergo Sum” cartesiano intriso di “Blade Runner”, che come in “Her”, cerca il confine fra ciò che esiste, ciò che è umano e ciò che invece non è umano in quanto creato artificialmente. Può un sistema operativo, per quanto i suoi sentimenti siano umani, innamorarsi realmente di un uomo?

La domanda è alla base del film e il suo punto critico è l’amore che Theodore prova per Samantha. Lei non potrà mai condividere le emozioni che lui prova per lei e viceversa, questo perché un essere umano ha bisogno di un altro essere umano.

“Her” è anche un’incantevole storia d’amore, che alterna momenti di grande poesia, ilarità e semplice dolcezza. Jonze non va alla ricerca di un amore idilliaco, ma cerca di soffermarsi sulle piccole cose, piccoli sguardi, i sorrisi e le carezze; può sembrare impossibile dato che non c’è nessun’attrice che ricopre il ruolo femminile, ma grazie ad una performance stellare di Scarlett Johansson, si avverte la presenza fisica dell’attrice in scena, solo con l’utilizzo della voce. Riesce a eccitarti, a farti ridere e a farti piangere, insomma, letteralmente una performance da brividi che però non è stata riconosciuta dall’Academy come vera e propria interpretazione, poiché mancava appunto la parte fisica (questo è quello che si definisce scandaloso).

Phoenix invece ha dovuto “reggere” il palco da solo per tutta la durata delle riprese, recitando senza poter sentire la voce della sua controparte. L’attore ha retto magnificamente questa prova, anche se, forse per la suo netta somiglianza, un attore come Fassbender avrebbe dato di più alla parte emozionale del film.

Il film si colloca al di fuori di concetti temporali, lasciando il pubblico nell’incomprensione sugli spostamenti cronologici che avvengono. I “movimenti di macchina” sono legati in maniera forte ai sentimenti di Theodore, in questo modo il regista avvicina sempre di più lo spettatore al personaggio, aiutandolo a cogliere al meglio le varie e profonde sfumature del suo carattere.

Il primo Oscar (e sicuramente non l’ultimo) di Spike Jonze arriva per la sceneggiatura di “Her”, anche se c’è da dire che non ha trovato molta concorrenza. La sua limitata esperienza con il mondo della scrittura si nota sul finale, troppo scontato e tirato per le lunghe, la storia si conclude poi, in maniera frettolosa.

VALUTAZIONE

“Lei” non è un film. È molto di più. Mi ha fatto commuovere fino alle lacrime, mi ha fatto ridere di gusto e pensare a ciò che un uomo vuole nella sua vita.

Assolutamente da vedere in lingua originale. Questo è, infatti, il film che è stato più distribuito in Italia con i sottotitoli, riscuotendo un ottimo successo di pubblico. Ragazzi miei, un film ve lo riuscite a godere anche se ci sono due paroline scritte sotto ogni tanto! Quindi se avete la possibilità di andare al cinema, guardatevi “Her” e non “Lei”. Sono disposto a pagarvi i biglietti.

VOTO

7 ½

CITAZIONI

“E come se io stessi leggendo un libro… E’ un libro che adoro immensamente. Ma che leggo così velocemente che le sue parole sono distanti e lo spazio tra di esse è quasi infinito. Riesco ancora a sentirti e le parole della nostra storia. Ma io adesso mi trovo in questo infinito spazio tra le parole. E’ un posto che non appartiene al mondo fisico. E’ dove esiste ogni cosa, che non sapevo neanche esistesse. Ti amo tantissimo. Ma è qui che adesso mi trovo. E questo è ciò che sono adesso. Ho bisogno che tu mi lasci andare. Non importa quanto io lo desideri ma non posso più vivere nel tuo libro.”

 

“Io dico che chiunque si innamori è un disperato. Innamorarsi è una pazzia, è come se fosse una forma di follia socialmente accettabile.”

Giulio Zancanella

3 Commenti

  1. Sono molto affezionato all’ attore protagonista di questo film. Questo attaccamento mi deriva dalla sua presenza in uno dei pochissimi capolavori che il cinema degli anni 2000 ci ha regalato, Two Lovers: te lo straconsiglio se non l’ hai già visto.

  2. in questo film Phoenix è un po’ al di sotto delle capacità che ha saputo dimostrare nei film di Gray. “Two Lovers” è sicuramente un film originale, che racconta una storia d’amore con netti richiami al cinema noir, però considerarlo come capolavoro è esagerato. Infine questo nuovo secolo ci ha regalato film con molta personalità e fra questi ci sono molti capolavori.

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