Heart of the Sea, la vera storia di Moby Dick

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(Fonte foto: static1.squarespace.com)
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Ammetto di essere entrato in sala molto dubbioso, vedere un film tratto da una storia che ha ispirato un romanzo famoso (Moby Dick), mi lasciava a dir poco perplesso, oltre che un po’ confuso. Inoltre i temi marinareschi sono stati talmente sfruttati nel corso degli anni da dar quasi la nausea. Devo dire però che Ron Howard come regista mi è sempre piaciuto molto e non potevo esimermi dal contemplare la sua ultima opera (già autore di “A beautiful mind” e “Rush”). Il cast è notevole, e vanta la presenza di Chris Hemsworth (conosciuto ai più come Thor), Benjamin Walker, Cillian Murphy (“Inception” e “Batman”), Brendan Gleeson (il professor Moody in “Harry Potter”) e Ben Whishaw, attore a mio avviso spettacolare e molto sottovalutato, protagonista in “Profumo – Storia di un assassino”.

Le luci si placano, i pensieri spariscono, e il film comincia. La narrazione è subito coinvolgente e trasporta lo spettatore in due piani narrativi differenti (tecnica sempre difficile da attuare, ma che porta risultati di grande rilievo), da una parte Herman Melville, che cerca la trama che lo possa finalmente consacrare tra i migliori scrittori viventi, dall’altra la storia della baleniera Essex, che ci porta all’interno del mondo brutale e generoso dei balenieri americani. Entrambi i piani narrativi (ovviamente collegati), sono diversi fra loro, ma entrambi porgono riflessioni comuni. Ci si trova innanzi ad una pellicola che fa riflettere sul potere dell’uomo e sui suoi limiti. L’uomo, l’animale più feroce di questa terra, si trova davanti a un potere più grande di lui: la natura.

Natura meravigliosa e brutale al tempo stesso, non ha malvagità in sé, ma solamente caos (tema ripreso anche dal film Everest). Il film sa essere talmente crudo da poter arrecare quasi fastidio, ma allo stesso tempo è sensibile, porta alla luce i limiti dell’uomo, il suo rapporto con l’oblio e con il peccato. Un film d’avventura che aspira alla redenzione e che porta alla luce la voglia dell’uomo di combattere fino all’ultimo respiro per vivere una vita degna di essere vissuta. E se poi non è così degna, comunque va vissuta. Sopravvivere, ad ogni costo. In questo film nessun prezzo è troppo alto per poter continuare a vivere; questo porta i vari personaggi a confrontarsi con i propri tabù e le proprie paure, le proprie debolezze e le proprie fragilità. Heart of the Sea” esplora talmente tanto la debolezza e la forza dell’essere umano che fa quasi passare in secondo piano la narrazione stessa. Ci si trova davanti a personaggi talmente complessi che ci si accorge che la storia di Moby Dick in fondo è solo un pretesto per qualcosa di più grande. Un pretesto per esplorare la natura dell’uomo, in tutte le sue sfaccettature.

Uscito dalla sala ho ripensato ai miei dubbi iniziali e vi ho riso sopra, un film talmente forte da spazzar via ogni dubbio ed ogni perplessità, la pellicola è come un’onda che spezza in due una nave, cruda, forte e devastante. Ma che dà infinite possibilità. Gli effetti speciali inoltre sono invidiabili, certe scene vengono ricreate magistralmente, le burrasche riprodotte nel film sono di una qualità eccelsa. Un film che probabilmente verrà sottovalutato e che passerà quasi inosservato a critica e pubblico, ma che non posso non consigliare vista l’elevato contenuto artistico e narrativo presente al suo interno. Un film assolutamente da non perdere.

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