Gigolò per caso (ma non per casa)

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  • Regia: John Turturro
  • Sceneggiatura: John Turturro
  • Cast: John Turturro, Woody Allen, Sofia Vergara, Sharon Stone, Vanessa Paradis
  • Durata: 98 minuti
  • Genere: Commedia
  • Anno: 2013

TRAMA

Fioravante è un uomo di mezz’età che tira avanti nella vita facendo un po’ di tutto. Murray, un suo amico nonché ex direttore di lavoro, gli propone di diventare un gigolò. Fioravante, titubante, comincia a praticare il lavoro più antico del mondo, ottenendo risultati notevoli e apprezzamenti dalle clienti. Gli “affari” procedono bene sennonché una sua cliente lo farà innamorare.

CRITICA

Il più grande pregio che ha questo film è indubbiamente il fatto di mettere insieme due attrici come Sharon Stone, che a cinquant’anni continua ad avere un fisico altamente invidiabile e Sofia Vergara, l’attrice più pagata della televisione americana, anche se non viene ricordata per questa sua dote ma per un’altra (anzi due). Triste che però non si ricordi la loro interpretazione, ma solo la loro estrema avvenenza.

Oltre loro c’è John Turturro, indubbiamente una fra le più grandi star italo-americane che abbia avuto il piacere di vedere sul grande schermo. Attore versatile, regista di talento e di grande immaginazione; peccato che in questo film si sia dimenticato le sue caratteristiche. In “Gigolò per caso” si muove pacatamente sullo schermo e nella stessa maniera la regia, che non riesce mai ad ingranare una marcia della quale avrebbe un disperato bisogno. I movimenti di macchina sono tanto banali quanto scoordinati, utilizzando spesso delle inquadrature dal basso senza nessun legame logico e visivo con la scena precedente. Avrei preferito vedere un personaggio con un carattere floreale, vista la sua passione per i fiori, invece mi rappresenta un grande e monotono albero.

C’è da dire che, nonostante questi limiti, “Gigolò per caso” ha saputo far rilassare e passare novanta minuti di spensieratezza, utilizzando un umorismo sottile, senza la ricerca costante di una risata ma lasciandola maturare per poi coglierla nel momento più opportuno. La sceneggiatura fa acqua da tutte le parti e sembra scritta di fretta, tralasciando dettagli e sfumature che avrebbero reso il film se non dinamico almeno più scoppiettante, senza la necessità di renderlo una classica commedia romantica.

Infine il paragone d’obbligo con i film di Woody Allen, il quale partecipa attivamente con il ruolo del pappone di Fioravante. Il suo stile di recitazione rappresenta l’alta classe del cinema americano anni ‘70, ma l’evidente passare degli anni l’ha reso meno credibile agli occhi del pubblico. Dovrebbe dedicarsi maggiormente alla scrittura e alla regia, lasciando il posto di fronte alla macchina da presa. Nel film si vede per quindici minuti e partecipa con battute nel suo solito stile e nella scena del processo dei rabbini, c’è una piccola citazione da “Il Prestanome” di Martin Ritt, dove Allen recitò da protagonista.

Turturro ha esplicitamente copiato lo stile che Allen utilizza nelle sue pellicole, non riuscendo però a coglierne lo spirito, la vena comico/sentimentale che legava il personaggio sullo schermo a quello fuori dallo schermo. Per questo io ritengo che un film con questo stampo sia realizzabile solo sotto la direzione di Allen, il quale renderebbe la storia più vera e personale, trascendendo dalla realtà filmica a quella della vita quotidiana.

Fotografia calda e colorata dell’italiano Marco Pontecorvo, diventato famoso in Italia per avere diretto il film tv “L’oro di Scampia” (nonché figlio di uno dei più grandi registi italiani, Gillo Pontecorvo).

VALUTAZIONE

“Gigolò per caso” non ha saputo soddisfare le mie aspettative, ma nel contempo mi sono comunque divertito. È un film adatto per passare la serata con la propria compagna, per andare a vedere un film intelligente ma non impegnativo.

Se invece avete voglia di restare a casa, consiglio un ottimo film di Turturro: “Romance & Cigarettes” del 2005, con Gandolfini e Susan Sarandon come protagonisti. Qui potrete vedere il vero carattere di Turturro alla regia e divertirvi con un musical decisamente originale.

VOTO: 6 ½

CITAZIONI

L’amore è dolore”

Giulio Zancanella