mercoledì 8 Aprile 2020
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Dallas Buyers Club (il Club per i malati)

Film-Toronto Preview

  • Regia: Jean-Marc Vallée
  • Sceneggiatura: Craig Borten, Melissa Wallack
  • Cast: Matthew McConaughey,  Jennifer Garner, Jared Leto, Dallas Roberts, Steve Zahn
  • Durata: 117 minuti
  • Genere: Drammatico
  • Anno: 2013

TRAMA

Ron Woodroof è un elettricista texano, che vive la sua vita fra mille sregolatezze: alcool, prostitute e droghe. Un giorno dopo un incidente al lavoro viene portato in ospedale, dove a sorpresa gli diagnosticano il virus dell’HIV, dicendogli che gli restano solo 30 giorni di vita. Ron, dichiaratamente omofono, non accetta la diagnosi, credendo che la malattia sia associata solo agli ambienti omosessuali. In seguito ricorderà di aver avuto rapporti non protetti con una tossicomane, accettando quindi la malattia e le conseguenze fisiche-sociali che essa comporta.

In cerca di cure, Ron arriva in una clinica clandestina in Messico, dove nel giro di pochi mesi riacquisterà energia e voglia di continuare a vivere. Con il direttore della clinica inizia un contrabbando di medicinali non autorizzati negli USA, avvicinandosi all’ambiente omosessuale per vendere più medicinali possibili. Trova aiuto in Rayon, un travestito, che conduce da lui ancora più clientela; i due decidono allora di creare una società, la Dallas Buyers Club, dove pagando una quota mensile, un malato di AIDS può curarsi meglio. Naturalmente gli enti federali degli Stati Uniti non appoggiano il suo progetto, costringendo Ron ad una dura battaglia legale.

CRITICA

Manca poco alla notte degli Oscar e “Dallas Buyers Club” ha decisamente il profumo da Accademy. Te ne accorgi a pelle; le immagini, le luci, il montaggio è tutto coordinato alla perfezione, grazie ad un efficace coagulante di nome McConaughey. Non è un film con nuove particolarità tecniche o con argomentazioni inesplorate, semplicemente colpisce dritto al cuore, ti fa respirare affannosamente come dopo una lunga corsa ma non ti lascia riprendere fiato, fino alla fine del film.

Vallée è un regista che ha già lavorato con tematiche legate all’omosessualità e alla diffusione delle droghe negli anni ’80 (realizzando “C.R.A.Z.Y.”, a dir poco meraviglioso), ma con questo film si supera: utilizzando una sceneggiatura evidentemente articolata e piena d’ostacoli, legati all’argomento dell’AIDS, Vallée racconta la storia solo dal punto di vista del protagonista, con la sempiterna presenza di Ron per la quasi totalità delle inquadrature. Con questo il regista, vuole allontanare il film da prese di posizioni su argomenti notevolmente forti ma da un punto di vista sarebbe stato più corretto analizzare i meccanismi del sistema medico statunitense, per porre una critica concreta, non solo analizzare una toccante vicenda umana.

La maggior parte del successo che avrà questo film però si deve alla coppia di attori maschili che hanno interpretato questo film con una professionalità non indifferente: Jared Leto e Matthew McConaughey. Il primo ha già ricevuto il Golden Globe come miglior attore non protagonista in un ruolo drammatico, venendo automaticamente candidato all’Oscar nella stessa categoria. Per il ruolo di travestito tossicomane, Leto ha dovuto perdere 13 chili, oltre che l’assunzione di modi di fare femminili.

Il vero mostro di questo film resta McConaughey: due ore di continua crescita interiore del personaggio, accompagnata da un continuo decadimento fisico esteriore (più di 20 chili persi durante le riprese del film). È difficile per un attore interpretare un personaggio che muta continuamente, senza avere appoggi su una base caratteriale stabile. La sua Interpretazione ha già ricevuto il Golden Globe come attore protagonista e la sua candidatura agli Oscar sa sempre più da vittoria.

VALUTAZIONE

Un film molto coinvolgente per i temi che tratta, forse meno per come li tratta; la scelta di concentrarsi troppo sul personaggio di Ron può essere nociva per il contenuto, ma non tanto per McConaughey, che sembra più che intenzionato a ricevere la statuetta dello zio Oscar.

In molti paesi è stata vietata la visione ai minori di 17 anni (in Italia 14) per contenuti volgari: di volgarità ne vedo molta di più in televisione; un film che parla di una malattia, simbolo e piaga del nostro tempo, dovrebbe essere portato nelle scuole per una sana prevenzione, non vietato.

VOTO

7 ½

CITAZIONI

” A volte mi sembra di lottare per una vita che non avrò tempo di vivere.”

Estensione
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