CINEMA – Recensione di “Venuto al mondo”…poteva venire meglio

0
177

venutoalmondo

Venuto al mondo” è un film diretto da Sergio Castellitto e tratto dall’ omonimo libro scritto da Margaret Mazzantini (che è anche la sceneggiatrice del film). Il film ha a disposizione due attori di punta come Penelope Cruz ed Emile Hirsch, affiancati da attori emergenti come l’ottimo Adnan Haskovic e Saadet Aksoy. Presentato al festival di Toronto 2012, uscito nelle sale italiane sin dall’8 novembre, è ora proiettato nel cinema Farinelli.

TRAMA

Il film inizia con l’arrivo in Jugoslavia di Gemma (Penelope Cruz), una ragazza di Roma che deve scrivere una tesi su un poeta del posto. La trama si sviluppa con l’incontro fra la giovane romana e Diego (Emile Hirsch), un giovane fotografo americano di belle speranze. Fra i due scoppia subito un amore appassionato, che li coinvolgerà in maniera profonda e, infatti, nel giro di poco tempo i due si trovano a convivere insieme a Roma, desiderando già di metter su famiglia. L’amore fra i due avrà i primi inceppi durante la gravidanza di Gemma. Lei perderà il bambino e durante le visite di accertamento si scopre la sua completa sterilità. Subito la coppia prova a chiedere in affidamento un bambino, ma il passato burrascoso e i guai con la legge del giovane americano non permettono l’adozione. Ma tanta è la voglia di avere figli che i due decidono di tornare nel luogo dove si sono conosciuti per cercare una ragazza disposta a portare nel grembo il loro figlio. In quei giorni però scoppia la guerra in Jugoslavia e i due innamorati che si trovano a Sarajevo ne sono coinvolti direttamente. Nonostante questo riescono nell’intento e trovano una ragazza chiamata Aska, che dietro compenso accetta di far nascere il bambino al posto di Gemma. La ragazza bosniaca riesce a rimanere incinta e dà il bambino a Gemma che torna in Italia, ma senza il suo compagno, il quale decide di rimanere in Jugoslavia. Dopo vent’anni dalla guerra, Gemma riceve una chiamata da un suo vecchio amico di Sarajevo il quale le chiede di raggiungerlo insieme a Pietro, il bambino avuto da Aska e poi portato a Roma da Gemma. Tornata in Serbia ad aspettarla c’è un’atroce verità sulla nascita di suo figlio.

ANALISI

È un vero peccato. Sarebbe potuto diventare un nuovo cult italiano ma (ahimè) non è così. Non basta l’ottimo soggetto straripante di emozioni a nascondere numerosi errori stilistici. Un problema che risalta fra gli altri è la sceneggiatura: il film è stato reso troppo didascalico, cioè si lascia alle parole ciò che si sarebbe potuto spiegare con le immagini e in questo modo le capacità espressive sia attoriali sia registiche sono influenzate negativamente. Una grave mancanza nella pellicola è la colonna sonora la quale risulta essere, nella maggior parte dei casi banale, non curata, pesante o inappropriata. Una nota di demerito va a Pietro Castellitto, alla sua quarta esperienza cinematografica non riesce a rendere il personaggio e recita in maniera dilettantistica. La vergogna è che esistono attori più bravi di lui e più meritevoli ma non hanno avuto la fortuna di esser figli del signor Castellitto (regista e produttore) e della signora Mazzantini(autrice del libro e sceneggiatrice del film). La domanda sorge spontanea: che sia stato raccomandato? Nel complesso però il film è accettabile e nell’ultima mezz’ora di film la qualità cresce notevolmente. La fotografia è curata ed usata intelligentemente, l’interpretazione della Cruz e di Hirsch all’ inizio del film è un po’ fredda ma verso la fine le capacità di questi due grandi attori emergono impetuosamente (plauso soprattutto all’attrice spagnola) ed infine la regia di Castellitto è ben strutturata, in armonia con il montaggio ed emozionante (la scena dove Gemma allatta Pietro sdraiata per terra è un tocco d’autore).

VOTO

Per il pubblico femminile questo è un must e lo consiglio caldamente. Film sull’amore e sulla gravidanza che vi farà versare qualche lacrima, quindi premunitevi di un pacchettino di Kleenex. Se siete uomini amanti dei film d’azione, “Venuto al mondo” non è consigliabile ma se doveste rimorchiare una ragazza e volete farvi passare per sensibili questo film è quello giusto per voi.
Voto: 6.

CITAZIONI

Qual è la tua parola preferita?
Mah non lo so. Tennis?” (grande battuta dell’ancor più grande Pietro Castellitto)

È stato più facile correre sulle granate che non camminare sulle macerie“.

Giulio Zancanella