Cinema. Morto Wes Craven, il maestro dell’horror

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(Fonte immagine: vsbattles.wikia.com)

L’ultimo ricordo che ho di Wes Craven riguarda la mia corsa al cinema nell’aprile del 2011 per l’uscita di Scream 4, il ritorno di un mito dell’horror, e forse di una nuova trilogia. Un ragazzo nato negli anni Novanta non può esser cresciuto senza aver visto Scream, una delle saghe horror più importanti della decade, ritrovare un mito d’infanzia mi rendeva a dir poco euforico. Mi sentivo come un bambino, trepidante nell’attesa di essere spaventato di nuovo a morte mentre ridevo a crepapelle. Il film mi piacque molto, e fui quantomeno sorpreso, riusciva ad essere nostalgico ed innovativo allo stesso tempo, un mix perfetto. Non vedevo l’ora di assistere al prossimo capitolo.

Ora, 31 agosto 2015 so che la nuova trilogia di Scream non sarà mai completata per la scomparsa del grande regista horror. Wes Craven aveva 76 anni, combatteva da troppo tempo contro il cancro, e purtroppo ha perso questa battaglia prima di poterci regalare altri capolavori.

Lascia la moglie Iya, e i suoi due figli avuti dal precedente matrimonio. Ma soprattutto lascia col cuore spezzato migliaia di fan che non aspettavano altro che essere spaventati a morte da Freddy Kruger e Ghostface.

Esordisce nel 1972 con l’Ultima casa a sinistra (ispirato dal film di Ingmar Bergman, “la fontana delle vergine”), film con a disposizione un budget a dir poco esiguo, ma che diventa da subito un cult. Con questo nuovo film riscrisse le regole dell’horror, dando un volto umano al pericolo, cosa mai fatta in precedenza.

Ebbe poi il merito di lanciare sul grande schermo Johnny Depp in “Nightmare – Dal profondo della notte“, esordio assoluto anche dell’incubo di ogni ragazzino: Freddy Kruger.

Il buon Freddy da allora costella gli incubi di ogni ragazzino che ha visto un suo film, con il suo volto bruciato, le sue lame affilate e il suo caratteristico maglioncino a righe orizzontali è diventato un simbolo dell’immaginario horror.

Dopo un periodo passato tra televisione e grande schermo ritorna alla carica nel 1996 con Scream, un horror ironico che identifica a pieno gli anni 90, inserendosi perfettamente nella cultura e nella moda dei teenagers moderni. Tra telefoni e videocassette emerge la figura di GhostFace (la maschera prende ispirazione dalla celebre Urlo di Munch), un nuovo killer che non sfigura affatto al banco di prova, e anzi crea un nuovo ed innovativo stile.

In seguito sfornò pellicole che non raggiunsero il successo delle precedenti, per poi ritornare alla carica nel 2011 con il già citato Scream 4, con il quale cercava di riscrivere ancora una volta le regole dell’horror.

Purtroppo ci è riuscito solo in parte, e ora vedremo chi nel panorama horror riuscirà a rilevare la pesante eredità lasciata dal maestro dell’horror. Un artista che riusciva ad essere sempre nuovo e mai riciclato, sempre pronto a regalarci nuovi personaggi da temere.

Addio Wes, regista dell’incubo.

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