CINEMA – “Lo Hobbit”: un viaggio inaspettato e l’inizio di una nuova trilogia

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Lo Hobbit è un film uscito nelle sale italiane il 13 dicembre 2012. Basato su un romanzo di J.R.R.Tolkien, Peter Jackson ha prodotto, sceneggiato e diretto il film (anche se inizialmente la regia sembrava dovesse portare la firma di Guillermo Del Toro). Il cast è formato da Martin Freeman, Ian McKellen, Andy Serkis, Richard Armitage, Cate Blanchett, Hugo Weaving, Ian Holm e Elijah Wood.

TRAMA

La storia è un prequel del Signore degli Anelli e racconta le avventure di Bilbo Baggins. Il film comincia con l’arrivo a Casa Baggins di Gandalf e di un gruppo di nani. Questi vogliono riconquistare la loro antica dimora la quale fu conquistata dal drago Smaug. Bilbo, dopo un’iniziale titubanza, decide di unirsi al gruppo dei nani e parte con loro, anche se non è subito accolto calorosamente. Comincia così questa fantastica avventura che ci accompagna nella Terra di Mezzo fra troll, orchi, stregoni, anelli magici e tante altre fantastiche avventure.

ANALISI

Dopo ben nove anni dall’uscita dell’ultimo capitolo della saga del Signore degli Anelli, Jackson ci ricasca e torna dietro la macchina da presa per raccontare la storia di un altro libro di Tolkien: Lo Hobbit. Ma come la racconta? Questo, infatti, è il classico film che divide la critica in modo piuttosto netto. Sulla maestosità delle carrellate generali sulle montagne neozelandesi credo che nessuno possa dire qualcosa (così come sulla maestria e delicatezza usate), ma le critiche possono essere fatte su altri fronti. Ad esempio l’introduzione di pellicola a 48 fotogrammi al secondo come in televisione (quando di solito per il cinema è 24 fotogrammi) ha suscitato molte discussioni. Molti dicono che così gli effetti speciali diventano più reali: per quanto mi riguarda in questo modo si avvicinano a quelli dei telefilm americani anni ’90 (Xena per intenderci). Questa soluzione sperimentale di Jackson è comunque importante e merita di essere presa positivamente per l’intraprendenza del regista. Un fatto da considerare negativamente è la suddivisione di questa saga in tre film: il libro è suddiviso naturalmente in due parti, perché bisogna fare tre film? Perché così la povera gente deve andare a spendere sette euro in più. La Warner non è stupida, però è un po’ approfittatrice. Altra domanda interessante : come faranno a fare tre film se il libro è circa 300 pagine? Sono state aggiunti alla pellicola delle parti per allungare il film e queste sono una specie di collegamento con la prima trilogia. In questo modo l’introduzione del film è di una durata spropositata, anche se risulta ben costruita e simpatica. Molto piacevoli le scene delle canzoni dei nani ( anche se l’idea dei nani che cantano non è molto originale: vedi  Biancaneve) e le battaglie fra nani e orchi, realizzate in maniera perfetta. La sceneggiatura ha qualche pecca per via di alcune battute fuori luogo (il nano che chiede le patatine fritte ne è un esempio) e nel film è presente in alcuni punti una casualità esagerata. La scena più riuscita è la gara di indovinelli fra l’immancabile Gollum e Bilbo.

VOTO

È un film da vedere per gli amanti del genere fantasy, meno per i fans del Signore degli Anelli i quali potrebbero rimanere delusi. Consiglio inoltre il film alle persone di bassa statura, che potrebbero venir rincuorate nel vedere le numerose abilità dei nani.

Voto:  7+.

CITAZIONI

Che cosa ho io nelle mie tasche?

Giulio Zancanella