CINEMA – Frozen, Il regno di ghiaccio (candidato per le olimpiadi invernali del 2024)  

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Regia: Chris Buck, Jennifer Lee
Sceneggiatura: Jennifer Lee
Cast: Kristen Bell, Idina Menzel, Jonathan Groff
Durata: 108 minuti
Genere: Animazione
Anno: 2013

TRAMA

Anna ed Elsa sono due piccole principesse del regno di Arendelle, un paese nei fiordi della Norvegia, le quali vivono con spensieratezza la loro infanzia. In realtà celano un segreto: Elsa ha la capacità di creare e manipolare il ghiaccio e la neve; una notte durante un gioco con la sorellina Anna perde il controllo di questi suoi poteri, colpendola involontariamente al viso. Il ghiaccio le entra nella testa e il Re e la Regina partono di corsa per chiedere aiuto ai Troll. Questi per curare la principessa Anna, sono costretti ad eliminare tutti i ricordi del potere magico della sorella maggiore Elsa, la quale verrà obbligata dai genitori ad una reclusione, fino al momento in cui non avrà imparato a controllare i suoi poteri. Gli anni passano e durante una tempesta in alto mare, la barca del Re e della Regina affonda e così dovrà essere Elsa a prendere in mano le sorti del suo regno, sennonché durante la festa per l’incoronazione, ha una lite con Anna. La sorella minore la provoca e la Regina, appena incoronata, perde il controllo dei suoi poteri. Elsa decide di scappare, con una conseguenza: tutto il regno di Arendelle finisce sotto la neve in piena estate. La principessa Anna sentendosi responsabile, parte per riportare la sorella e qui, cominciano le sue avventure.

CRITICA

La Disney torna all’origine, riprendendo la scia che gli ha portato più successo: le principesse. Sempre più intraprendenti e auto dipendenti, le principesse del 2000 non guardano in faccia nessuno e Anna ricopre perfettamente questo nuovo modello disneyano.
“Frozen” è stato il film più visto durante questo Natale, riuscendo a battere nella guerra del botteghino avversari agguerriti come “Lo Hobbit 2”. Il punto però è questo: entrerà a pieno merito nel castello dei classici Disney? Assolutamente no. Frozen è pieno di piccoli-grandi errori che lo condizionano notevolmente.
Innanzitutto la trama si sviluppa troppo all’inizio, il primo quarto d’ora di film è stato concentrato in maniera forzata, troppe informazioni e fornite in maniera casuale e solamente attraverso le canzoni; infatti, più che film d’animazione, “Frozen” dovrebbe essere definito musical, dato che troviamo la bellezza di 10 canzoni che per un cartone, sono un tantino esagerate. Fra l’altro queste non sono neppure utilizzate nella maniera corretta: nel celeberrimo “Il Re Leone” la fantastica canzone fra Simba e Nala vuole solo raccontare l’inizio del loro amore, senza intercedere con la trama, invece in “Frozen” sono proprio le canzoni che segnano i punti fondamentali, l’esempio più evidente è l’incontro fra le sorelle nel castello di ghiaccio in cui si raccontano quello che succede cantando.
I personaggi secondari della Disney, che hanno sempre occupato un ruolo di rilievo e con un carattere indimenticabile (il genio della lampada, Timon e Pumba, Sebastian ecc.), si fanno rimpiangere. Il simpatico puppazzo di neve Olaf non supera le aspettative e inaspettatamente viene utilizzato di rado. Pensare che dal trailer di lancio del film sembrava fosse lui il protagonista avendo tutte le carte in regola per diventarlo (un pupazzo di neve che ama l’estate è un buon punto di partenza). Con questo non voglio dire che non sia divertente, anzi, fa molto ridere ma per pochissimo tempo. Un errore che la vecchia gestione della casa di Topolino non avrebbe mai fatto.
Il dislivello fra Pixar e Disney (che solo in teoria sono la stessa cosa) riguardo la regia della computer grafica è imbarazzante. La Disney sembra rimasta ancora ai tempi di “Up” come qualità dell’immagine. Spero sia sempre più immininte un ritorno a quella matita che in casa Disney ha tracciato i segni di capolavori indimenticabili.

VALUTAZIONE

Un film sulla neve per Natale, in pratica “Frozen” è il cinepanettone disneyano; si è preferito puntare su guadagni facili e programmati, piuttosto che cercare di farsi valere sui cugini della lampada che salta. È troppo tempo che la Disney perde questa battaglia animata e al posto di perdere tempo a produrre Violetta, dovrebbero concentrarsi a tirar fuori qualche bel coniglio dal cilindro (che non sia Bugs Bunny perché è della Warner)

VOTO

6

CITAZIONI

“Da oggi il destino appartiene a me”

Giulio Zancanella

1 commento

  1. Guarda, sono perfettamente d’accordo con te. “Cinepanettone Disneyano” è il termine adatto.

    Per non parlare della valanga di errori che permeano il film.

    Ma ci vorrebbe una vita ad elencarli…

    ne metterò 10:

    1) All’inizio, quando Elsa bambina chiama disperata i genitori, arrivano in 2 secondi loro (NO GUARDIE) in piena notte già vestiti di tutto punto come alle cerimonie. Evidentemente dormivano in uniforme.

    2) Per 10 anni le sorelle non possono vedersi. MA PARLARSI ATTRAVERSO LA PORTA? E poi, i Troll non hanno mai detto che Elsa non potesse parlare dei suoi poteri ad Anna, e i genitori non le hanno impedito di farlo: i troll si sono limitati a cancellarle i ricordi dei POTERI solo per tirarle via il ghiaccio dalla testa… tutto qui! Questo rende inutile l’intero film.

    3) Per essere dei genitori iperprotettivi, le bambine non hanno mai intorno un tutore che le sorvegli (nella disney spesso si sono visti questi personaggi comici, come Zazu, che in effetti testimoniano l’ansietà dei genitori). Anna è sempre sola a fare cose che la porterebbero ad ammazzarsi anche senza Elsa (scendere le scale in bici e scrociarsi)

    4) Che Anna creda che il vero amore sia un principe che fa il galante con lei solo perché lo ha visto nei quadri è una stronzata. Nei quadri c’era pure Giovanna D’Arco: perché Anna non è diventata una guerriera capace di guidare un esercito, per amore, almeno spiritualmente?

    5) Da quando in qua in Norvegia un’incoronazione non è valida se indossi i guanti? Questa scena “drammatica” è una forzatura da bambini di due anni.

    6) Hans sorride candido e dolce quando Anna le da le spalle. E’ un sorriso che Anna non può vedere, quindi sincero. Allora qualcuno mi spieghi il finale.

    7)Elsa scappando taglia per il lago, ghiacciandolo, e prima della mattina è già arrivata a destinazione e costruito il suo palazzo. Anna invece che tagliare a sua volta sul ghiaccio e tirare dritto verso di lei si fa un giro pindarico di un giorno e mezzo o due, passando per i monti. C’è qualcosa che non va.

    8) Da quando in qua si lascia il regno in vece ad uno straniero, tredicesimo in linea gerarchica nel suo paese, quando si ha a disposizione un vescovo (all’icoronazione) e un Duca di Wiselton (il Duca, ricordo, è la carica più alta dopo l’erede diretto al trono, quindi subito dopo Anna. Alcuni Duchi potrebbero diventare Re in questo modo)?

    9) Anna parte senza alcun equipaggiamento (Ok, può essere la fretta….) e soprattutto SENZA ALCUNA SCORTA. Le bastava ordinare a qualche suo servo di montare a cavallo e scortarla dalla regina. Un paio, sai? Giusto la sua balia e il suo maggiordomo…

    10)Anna si imbatte subito in un fiumiciattolo disciolto. Perché? Tutta Arendelle era disperatamente congelata, appunto. Si sta sciogliendo il ghiaccio al sole? Meno male che la neve di Elsa era un pericolo….

    Basta che se no faccio spoiler, ma come si dice, questo è solo l’inizio. Pensa un pò il resto…

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