CINEMA – Eroi del Cinema: Jack Nicholson

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Oggi parleremo di un attore che ha segnato la storia del cinema americano a partire dagli anni ’60: stiamo parlando dell’unico e mitico Jack Nicholson.

Nasce a New  York nel 1937 dove ebbe un infanzia molto travagliata; suo padre, Donald Furcillo, uno showman di origini italiane, promise a sua madre, June Nicholson, di sposarla visto che lei era rimasta incinta. Il padre del futuro attore si era dimenticato di avvisare la povera June, che all’epoca aveva solo 16 anni, del fatto di essere già sposato. June è costretta a tornare a casa della madre dove cresceranno insieme il piccolo Jack, facendoli credere che la nonna  sia in realtà la madre, e sua madre la sua sorella maggiore. Questo fatto verrà portato alla luce da un giornalista del Time quando Nicholson compì 37 anni.

Tralasciando i pettegolezzi da parrucchiera, parliamo della carriera artistica di Nicholson:

comincia la sua carriera a fine degli anni  ’50, lavorando in molti B-movies, come ad esempio “La piccola bottega degli orrori” un film trash di Robert Corman, diventato in seguito un cult nel suo genere. La vera svolta è nel 1969, quando interpreta magistralmente l’avvocato alcolizzato George Hanson in “Easy Rider”; questa fantastica interpretazione gli vale la prima nomination all’Oscar per miglior attore non protagonista. Dopo questo film capolavoro le offerte di lavoro gli pioveranno addosso e diventerà uno degli attori più cercati di Hollywood. L’anno seguente recita come attore protagonista in uno dei film che rappresenta la società borghese americana degli anni ’70: “Cinque pezzi facili” di Bob Rafelson, per la quale riceve una candidatura all’oscar come miglior attore. Nel 1974 la sua carriera ha decisamente un picco qualitativo, grazie al film di Roman Polanski “Chinatown”, uno dei noir più belli della storia del cinema e sicuramente una gran parte del merito va alla straordinaria interpretazione dell’attore Newyorkese . L’anno seguente recita in “Professione: reporter” di Michelangelo Antonioni, e nello stesso anno anche in “Qualcuno volò sul nido del Cuculo” di Milos Forman: quest’ultimo film gli vale il suo primo Oscar come milgior attore protagonista, e in effetti la sua interpretazione è davvero toccante, forse fra la migliori da lui recitate. Negli anni seguenti lavora con registi del calibro di Elia Kazan e Arthur Penn e soprattutto Stanley Kubrick nel film stracult “Shining” del 1980. Nel 1984 vince il secondo oscar come miglio attore non protagonista per “Voglia di tenerezza”, diretto da  James L. Brooks. Nel 1989 riceve un ingaggio da 60 milioni di dollari per interpretare Joker in “Batman” di Tim Burton. Da questo punto comincia una carriera più tranquilla, con film meno impegnati ma sempre di grande qualità come “Qualcosa è cambiato” una (bellissima) commedia romantica di James L. Brooks, la quale li vale il terzo Oscar come miglior attore protagonista. Negli anni 2000 si dedica principalmente a commedie, ad eccezione di “A proposito di Schmidt” di Alexander Payne e “The Departed” di Martin Scorsese. È dal 2010 che Jack Nicholson non recita in un film.

Il suo stile nella recitazione è unico: riesce ad interpretare meravigliosamente i personaggi “disturbati” e ribelli, recitando con una rabbia che impietrisce lo spettatore nella sua poltrona. Nei suoi ruoli drammatici è capace di far commuovere grazie ad una interpretazione che si avvicina al reale, ti con la naturalità che solo pochi attori sono in grado di utilizzare e una voce che pochi sono in grado di governare come lui.

Nella sua carriera ha ottenuto 3 premi Oscar su 12 nomination (l’attore che ha vinto più Academy e ricevuto più nomination)  e 7 Golden Globe su 18 nomination.

SCENA STORICA

In “Shining”, quando con un ascia spacca la porta del bagno per uccidere sua moglie, interpretata da Shelley Duvall.

BATTUTA STORICA

Da “Easy Rider”:

“Che c’è di male nella libertà? La libertà è tutto”.
“Ah sì, è vero: la libertà è tutto, d’accordo… Ma parlare di libertà ed essere liberi sono due cose diverse. Voglio dire che è difficile essere liberi quando ti comprano e ti vendono al mercato. E bada, non dire mai a nessuno che non è libero, perché allora quello si darà un gran da fare a uccidere, a massacrare, per dimostrarti che lo è. Ah, certo: ti parlano, e ti parlano, e ti riparlano di questa famosa libertà individuale; ma quando vedono un individuo veramente libero, allora hanno paura”

Da “Codice d’onore”:

Tu non puoi reggere la verità”.

Giulio Zancanella