CINEMA – Educazione Siberiana (L’abc da studiare al gelo)

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  • Regia: Gabriele Salvatores
  • Sceneggiatura: Gabriele Salvatores, Stefano Rulli, Sandro Petraglia
  • Cast: John Malkovich, Arnas Fedaravicius, Vilius Tumalavicius, Peter Stormare, Eeanor Tomlinson
  • Durata: 110 minuti
  • Anno: 2013
  • Genere: Drammatico,

TRAMA

Kolima (Fedaravicius) è un bambino come tanti altri, gli piace giocare, disegnare e ha i suoi amici, in particolare Gagarin (Tumalavicius). Il punto è che questo giovane ragazzo cresce dentro una comunità mafiosa, composta da membri che vengono chiamati “Siberiani”. Crescendo Kolima diventa un ottimo criminale, grazie anche agli insegnamenti del nonno Kuzya (Malkovich), il capo dell’organizzazione. L’arrivo nel paese di una ragazza con problemi mentali, Xenya (Tomlinson), porterà dello scompiglio all’interno della vita di Kolima e del suo amico Gagarin.

CRITICA

Entrando nel cinema ero pieno di aspettative per questo film, Salvatores infatti è uno degli ultimi registi italiani ad aver vinto un premio oscar per miglio film straniero ma, purtroppo, le mie aspettative sono state deluse, anche se solo parzialmente. Bisogna ammettere che la regia in alcuni punti è magistrale (anche se si discosta dalla solita impronta del regista milanese) soprattutto la scena della giostra (che può ricordare “Jules e Jim” di Truffaut).

La prima cosa che mi ha fatto letteralmente ribrezzo sono stati i titoli di testa (e a seguire quelli di coda): decisamente kitsch. Ma il problema più grande sul quale bisogna spendere qualche parola in più, è decisamente la sceneggiatura, la quale ha avuto l’arduo compito di trascrive il romanzo autobiografico di Nicolai Lilin. Evidentemente la trasportazione non è riuscita alla perfezione e molto scene risultano troppo artificiose. Manca una rappresentazione della realtà cruda, di tutti i giorni; se si ha la possibilità di parlare di una comunità all’interno della Russia post-comunista, non ci giri attorno, ma cerchi un modo per far sentire questo cambiamento politico ed economico anche all’interno della pellicola, e di sicuro non basta una scena in giro per la città fra i suoi grattacieli per colmare questo vuoto.

La struttura a flashback riesce a reggere, anche se ha qualche défaillance, ad esempio lo “spoiler” all’interno del film stesso nel quale rende facilmente intuibile il proseguirsi del film.

La costruzione dei personaggi è banale, cercano di trasmettere valori più grandi di loro attraverso dialoghi vuoti, tranne il personaggio interpretato da Malkovich che oserei definire il migliore del film. Il gruppo di amici di Kolima sembra il classico quintetto alla “cartone animato giapponese” o film mafioso di serie ”b”, composto dal brutto ciccione, l’intellettuale, il figo biondo ma cattivo, il protagonista e come dimenticarsi della bella ragazza bionda alla Sailor Moon (anche se in questo caso è un po’ picchiatella).

La recitazione di Malkovich è senza dubbio la migliore del film (strano ma vero!),  la Tomlinson ha avuto una parte difficile da interpretare ma è riuscita a destreggiarsi con abilità; per il resto del cast regna la mediocrità (tutti alla prima apparizione sul grande schermo).

La conclusione sembra mutilata, quasi sbrigativa e frettolosa; il film dedica ad avvenimenti meno importanti maggior tempo ed è un peccato sprecare un finale dal potenziale così forte in neanche dieci minuti.

VALUTAZIONE

È sicuramente un film da non buttare via ma sicuramente non riuscito del tutto. Vi consiglio di guardare i vecchi film di Salvatores, con il quale ha fatto sognare il mondo intero. “Educazione Siberiana” è il classico film che andrà nel dimenticatoio insieme ai Tokyo Hotel e ai Blue.

VOTO

6.5

CITAZIONI:

“Ma ricordati, dobbiamo avere rispetto per tutte le creature viventi. Eccetto che: la polizia, i banchieri, gli usurai. Rubare a queste persone è permesso”.

“Un uomo non può possedere più di quanto il suo cuore possa amare”.

Giulio Zancanella