CINEMA – Django Unchained (…il diavolo scatenato!)

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“Django Unchained” è l’ultimo film scritto e diretto da Quentin Tarantino. Uscito nelle sale il 17 Gennaio, sta riscuotendo un grande successo al box office sia italiani che esteri. Nel cast Tarantino ha scelto degli ottimi attori riconfermando Christoph Waltz (Dr. King Schultz) e Samuel L. Jackson (Stephen) e facendo recitare da protagonista l’attore premio Oscar Jamie Foxx (Django Freeman). Da sottolineare la magnifica interpretazione di Leonardo DiCaprio ( Calvin Candie).

Il film è candidato alla vittoria di cinque statuette dell’Accademy (miglior film, migliore sceneggiatura originale, migliore fotografia, miglior montaggio sonoro e infine miglior attore non protagonista per l’interpretazione di Waltz).

TRAMA

Il film è ambientato negli U.S.A. nel 1858 e racconta dell’amore fra due schiavi di colore, Django e Broomhilda, i quali cercano di scappare dalla schiavitù ma vengono catturati. Per punizione il loro padrone li separa, vendendoli a uomini diversi: Django viene venduto a dei trafficanti di schiavi e la sua compagna ad un ricco proprietario terriero di nome Calvin Candy. Ma la fortuna viene incontro al giovane schiavo: un cacciatore di taglie tedesco che si finge dentista (Dr. King Schultz)  ha bisogno di lui per riconoscere alcuni criminali a cui sta dando la caccia.  Django lo aiuta e fra i due nasce una buona amicizia che è culminata con la promessa del Dr. Schultz di aiutarlo a liberare Broomhilda. Dopo aver studiato un piano riescono a infiltrarsi nella casa dello schiavista con intenzione di liberare la giovane sposa di colore. Riusciranno ad eludere la mente di Mr.Candie e del suo fedele maggiordomo Stephen? Mah… con Tarantino niente è scontato!

CRITICA 

È la prima volta che si vede un film del genere al cinema. È diverso dal solito pulp alla Tarantino. Questo è decisamente più maturo. Non sperimenta nulla di nuovo (come aveva fatto con “Le Iene” o “Pulp Fiction”) ma definisce i canoni del genere da lui creato. Lo completa e fa le ultime rifiniture. Come l’inventore che costruisce qualcosa di nuovo: prima si preoccupa della dinamica degli avvenimenti della sua opera, e dopo dell’estetica. “Django” e “Bastardi senza gloria” sono meno innovativi, ma sono perfetti nello stile.

Andando più nello specifico, quest’ultima pellicola di Tarantino ha il suo punto di forza nella sceneggiatura, indescrivibilmente bella; l’ironia, la durezza e i soliti discorsi senza senso sono sempre inseriti nel contesto giusto, riuscendone a sfruttare a pieno le potenzialità. Una meravigliosa colonna sonora accompagna ed interagisce con il film: raramente si può ascoltare una traccia musicale a questo livello e solo il nome di Ennio Morricone basta e avanza per farne un capolavoro; piccolo spoiler: alla fine del film c’è “Trinity” (non quella di “Matrix”), la colonna sonora di “Lo chiamavano Trinità”: da brividi! La recitazione è stata impeccabile: dal superbo Leonardo DiCaprio che interpreta un cattivo con i fiocchi, Jamie Foxx sembra nato per questo personaggio, Jackson è irriconoscibile nella sua interpretazione di Stephen (trucco molto buono) e infine il premio Oscar Christoph Waltz (che quasi sicuramente vincerà il secondo con questa interpretazione): pochi attori sono al suo livello in quest’ultimo periodo.

Una piccola critica sul finale troppo tirato, rendendolo, di conseguenza, abbastanza prevedibile (ma non brutto!)

VALUTAZIONE:

Vi piace il sangue? Vi piacciono i film d’amore? Vi piace veder esplodere la gente? Se la risposta è si “Django” è il film che fa per voi. Se la risposta è no dovete andare a vederlo comunque. Un film come questo lo devono vedere tutti buoni, brutti e cattivi!

Voto: 8 +

CITAZIONI:

“Signori, avevate la mia curiosità ma ora avete la mia attenzione!”

 

“La D è muta, bifolco”

 

Giulio Zancanella