CINEMA – Cultweek: Pulp Fiction (il Cult Pulp)

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CINEMA – PULP FICTION (il cult pulp)

  • Regia: Quentin Tarantino
  • Sceneggiatura: Quentin Tarantino, Roger Avary
  • Cast: John Travolta, Samuel L. Jackson, Uma Thurman, Tim Roth, Amanda Plummer, Bruce Willies, Ving Rhames, Harvey Keitel, Christopher Walken, Quentin Tarantino, Steve Buscemi, Eric Stoltz
  • Durata: 154 minuti
  • Genere: Pulp
  • Anno: 1994

 

TRAMA                                     

 

Cosa possono avere in comune una coppia di rapinatori-fidanzati, un duo di killer vestiti in bianco e nero, un boss mafioso con una moglie strafatta e un pugile a fine carriera? Sembrerebbe niente ma se i rapinatori cercano di derubare la coppia di killer che lavora per il boss mafioso, il quale è in combutta con il pugile per un incontro truccato, la storia si complica molto e non resta che godersi tutte le conseguenze del caos e della (s)fortuna.

CRITICA

Un film che è diventato subito un cult; la critica mondiale è unanime nel giudicare la genialità e la perfezione di questo capolavoro degli anni ’90, trasportando Tarantino nell’Olimpo dei registi e conquistando paragoni con Orson Welles e il suo celeberrimo “Quarto Potere”.

La palma d’oro a Cannes e le sette candidature agli Accademy, di cui uno vinto per miglior sceneggiatura originale, sono il riconoscimento minimo per un film che ha iniziato la storia di un genere cinematografico, il pulp,che fino a quel tempo era rimasto solo sulla carta dei libri. Dopo il successo di “Pulp Fiction” molti registi decidono di seguirlo nell’impresa, a partire da Rodriguez (“Machete”, “Desperado”, “Sin City”), Miike Takashi (“Ichi the Killer”, “Sukiyaki Western Django”) e Guy Ritchie (“The Snatch” “Rocknrolla”).

Quello che mi turba profondamente è sentire parlare della bellezza di “Pulp Fiction” solo per la spudorata violenza utilizzata da Tarantino (“Figo, guarda quanto sangue!”), quindi cercherò di spiegare qual è il segreto della riuscita di questo film, nella maniera più semplice possibile, cioè, aiutandomi con una specie di classifica (dato che vanno molto di moda su Estensione).

1. L’ingrediente principale di Tarantino è: se stesso. La sua cultura cinematografia è immensa e spazia dal B-movie fino ai capolavori della Nouvelle Vogue. Riesce a riprendere personaggi, inquadrature e storie dai vecchi film di serie B anni ’70, trasformando il tutto in una miscela di alta potenzialità esplosiva. Il suo modo di esprimersi nella pellicola è chiaro ed evidente, la precisione di tutte le sue scene è di un livello superiore a molti dei registi che hanno fatto la storia della settima arte. Cos’ha di particolare? La fantasia per le inquadrature di Hitchcock, la messa in scena dei personaggi di Leone e la violenza dei vari Corbucci, Bava, Di Leo (tutti registi degli spaghetti western); Tarantino quindi è la miscela perfetta di tutta la storia del cinema.

2. La sceneggiatura scritta per questo film da Quentin e da Roger Avary, è semplicemente unica. Solo dei pazzi scatenati possono aver avuto la creatività per immaginare una storia cosi fuori dal comune. Riesce a far rilassare lo spettatore, per dopo arrivare ad un climax immediato e stordente; inserisce tracce di meta-cinema, passa da discorsi filosofici a un ironia tagliente come se fosse la cosa più semplice del mondo, riesce a dare un tocco  surrealista a scene apparentemente normali. Per essere dei ragazzi di soli trent’anni, sono riusciti a scrivere un film che uno sceneggiatore cerca per tutta la vita.

3. Il cast scelto da Tarantino è invidiabile. Per gli attori sono stati spesi ben cinque milioni di dollari sugli otto che aveva a disposizione, il che dimostra l’importanza che l’autore ha per la parte recitata. John Travolta, Samuel L. Jackson e Uma Thurman hanno ricevuto delle nomination agli Oscar per le loro interpretazioni, dando un prezioso contributo alla riuscita di questo film.

4. Il montaggio riesca a mischiare i vari avvenimenti, senza usare un filo logico-temporale ma in contemporanea alleggerendo il film, dando dei momenti per rifiatare al pubblico. Non è cosa semplice riuscire a fare un montaggio frammentato, anche se Tarantino lo utilizza praticamente in ogni sua pellicola; in poche parole un vero e proprio Dio di questa tecnica.

5. Le situazioni che si creano sono imprevedibili come il rimbalzo di una palla da rugby. Si passa in due minuti da un inseguimento a piedi ad uno stupro nel sotterraneo di un negozio di pegni. L’imprevedibilità è una costante per tutta la durata del film; Tarantino non ti fa capire quello che succederà, lasciandoti ogni volta a bocca aperta.

 

VALUTAZIONE

Questo è un film che ogni buon appassionato di cinema dovrebbe aver visto e avere nella sua collezione di DVD (o scaricato).

Per chi l’ha visto e non l’ha trovato niente di che, deve imparare a leggere il braille, perché vuol dire che è più cieco di Ray Charles.

Se dovete ancora vederlo, affrettatevi a farlo il più presto. Prima che arrivi Zed con la sua moto, anzi, chopper

VOTO

9

CITAZIONI

 

Vincent Vega: “Essere leali è molto importante. Perciò, tu ora vai fuori e dici: “Buonanotte, ho passato una bellissima serata”, infili la porta, entri in macchina, vai a casa, ti fai una sega e finisce la storia”

 

 

Jules Winnfield: “Non è neanche lo stesso campo da gioco, cazzo. Ora senti, forse il tuo metodo di massaggi è diverso dal mio ma sai… toccare i piedi di sua moglie e infilare la lingua nel più sacro dei suoi buchi non è lo stesso fottuto campo da gioco, non è lo stesso campionato, e non è nemmeno lo stesso sport.”

 

“Fabienne: Ma questa motocicletta di chi è?

Butch: È un chopper, piccola.


Fabienne: Sì. Questo chopper di chi è?


Butch: Di Zed.

Fabienne: Chi è Zed?


Butch: Zed è morto piccola… Zed è morto.”

 

 

 

 

“Butch: Stai bene?

Marsellus: No, amico. Mai stato così lontano dallo stare bene.


Butch: E adesso?


Marsellus: E adesso… ora ti dico adesso cosa: chiamerò qualche scagnozzo strafatto di crack per fare un lavoretto in questo cesso, con un paio di pinze e una buona saldatrice. Hai sentito quello che ho detto, pezzo di merda? Con te non ho finito neanche per il cazzo! Ho una cura medievale per il tuo culo!


Butch: Dicevo, adesso che sarà tra me e te?


Marsellus: Ah, in quel senso là. Adesso ti dico che sarà tra me e te. Non c’è niente tra me e te. Non c’è più niente.


Butch: Pace, allora.


Marsellus: Pace, allora. Due cose: uno, non raccontare questa storia. Questa cosa resta fra me, te e il merdoso che presto vivrà il resto della sua stronza breve vita fra agonie e tormenti, il violentatore, qui. Non riguarda nessun altro questo affare. Due: lascia la città stasera, all’istante, e una volta fuori, resta fuori, o ti faccio fuori: a Los Angeles hai perso i tuoi privilegi.”

Giulio Zancanella